Il 145° anniversario dei jeans

È uno dei capi di abbigliamento più celebri e diffusi al mondo, un’icona di stile che ha attraversato le epoche senza vedere scalfito il proprio valore, anzi diventando uno status symbol. Di che cosa stiamo parlando? È molto semplice: dei blue jeans, che nelle scorse settimane hanno tagliato il traguardo dei 145 anni di vita. La loro storia è in realtà molto più complessa di quanto potremmo immaginare. Come racconta l’infografica realizzata per l’occasione da Stampaprint, il capo sarebbe stato inventato dai marinai genovesi nel 500: la parola “jeans” deriva da “genes”, il nome con cui venivano chiamati appunto i

È uno dei capi di abbigliamento più celebri e diffusi al mondo, un’icona di stile che ha attraversato le epoche senza vedere scalfito il proprio valore, anzi diventando uno status symbol. Di che cosa stiamo parlando? È molto semplice: dei blue jeans, che nelle scorse settimane hanno tagliato il traguardo dei 145 anni di vita. La loro storia è in realtà molto più complessa di quanto potremmo immaginare. Come racconta l’infografica realizzata per l’occasione da Stampaprint, il capo sarebbe stato inventato dai marinai genovesi nel 500: la parola “jeans” deriva da “genes”, il nome con cui venivano chiamati appunto i genovesi. Ma qui siamo ancora nel campo delle ipotesi o, come si suol dire, della leggenda.

Per la storia ufficiale bisogna aspettare il 1853 il commerciante di vestiti Levi Strauss, diretto in California per cercare fortuna come molti altri avventurieri attratti dal mito del West, taglia del tessuto ricavato da tendoni per carri e lo vende a un minatore: è il primo modello di Levi’s di cui si abbia notizia, il primo di una lunga serie ovviamente. Passano ancora alcuni anni e il brevetto dei blue jeans viene depositato il 20 maggio del 1873 a opera di Levi Strauss e di Jacob Davis: quest’ultimo è un commerciante di Reno che aveva perfezionato la struttura dei pantaloni partendo dalla base fornita dall’inventore. Si può dire che è in quel momento che i jeans entrano di diritto negli annali, e non ne usciranno più. Nel tempo i tessuti diventano più pratici e i jeans sono molto diffusi tra i lavoratori in virtù della loro grande resistenza.

Particolare fortuna è riscossa da un materiale che prende il nome di denim, termine che è l’abbreviazione dell’espressione “serge de Nimes”: il classico tessuto colorato di blu proveniva in origine dall’omonima città situata nel sud della Francia. Da metà Novecento i jeans diventano un capo alla moda: utilizzati nel tempo libero dai soldati statunitensi durante la Seconda Guerra Mondiale, diventano popolari grazie a personaggi del mondo del cinema come James Dean che li indossa in “Gioventù Bruciata (1955). Il primo a testare l’effetto lavato è invece Marty Friedman, negoziante di New York che alla fine degli anni Sessanta manda i jeans in lavanderia con lo scopo di conferire un bizzarro effetto hippy in voga tra la sua clientela: inutile dire che anche in questo caso la tendenza prenderà piede e farà scuola nel corso dei decenni, fino a oggi.

Nel maggio del 2001 la Levi’s acquista all’asta su eBay un modello centenario di jeans ritrovato all’interno di una miniera per una cifra di oltre 46mila dollari. Al giorno d’oggi da una balla di cotone si ricavano circa 215 paia di jeans. Le coltivazioni coprono qualcosa come 34 milioni di ettari di superficie terrestre. Stando a una indagine realizzata da Privalia in occasione di questo particolare anniversario, il 73% degli intervistati possiede almeno sei paia di jeans. Per non parlare di camicie, giacche e altro vestiario realizzato con questo materiale che non sembra dover mai passare di moda.

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