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25-26 settembre e oltre, gratis nei musei e siti archeologici

La manifestazione che coinvolge 46 paesi europei, dal titolo significativo “Giornate Europee del Patrimonio”, vede l’apertura gratuita al pubblico nel week end 25-26 settembre di musei, siti archeologici e luoghi di cultura. Il titolo dato alla manifestazione nel nostro paese è “Italia tesoro d’Europa”, con evidente riferimento alla rilevanza del nostro patrimonio culturale e all’influenza avuta nella cultura e nell’arte d’Europa. Oltre a musei e siti archeologici saranno aperte Biblioteche e Archivi, cui è dedicata anche l’apertura straordinaria del 3 ottobre, “Domenica di carta”, per avvicinare il pubblico a tali luoghi dove si avranno molte iniziative; ne hanno parlato i direttori generali Maurizio Fallace per le Biblioteche e i beni librari e Luciano Scala per gli Archivi.

L’“Autunno di cultura”: il week end 25-26 settembre e i “Martedì in arte”

Per i Musei e siti archeologici gli eventi speciali che accompagneranno l’apertura gratuita sono 1200 e consisteranno in visite guidate e mostre, incontri e presentazioni, e anche concerti. Secondo lo stile manageriale del direttore generale per la valorizzazione Mario Resca, l’iniziativa è accompagnata da slogan d’urto, nel segno di un marketing culturale particolarmente aggressivo: “Spegni la Tv per due giorni”, esortazione in negativo seguita dal messaggio in positivo “e ammira lo spettacolo dal vivo”; termine in genere usato soprattutto per il teatro ma che trova una applicazione appropriata anche nell’arte, essa stessa spettacolo vivo fatto di bellezza e di memoria.

Un altro slogan presentato è “Un autunno di cultura” perché vi sono altre proposte: quella citata all’inizio “Domenica di carta” e i “Martedì in arte”, visite gratuite notturne dalle 19 alle 23 nei primi martedì del mese dal 28 settembre al 28 dicembre 2010, ai musei e siti archeologici con oltre 50.000 visitatori, limitazione dovuta ai costi aggiuntivi che richiedono una massa critica. “La cultura è apertura”, dunque, delle porte alla visita gratuita e delle menti alla consapevolezza.

Per il week end 25-26 settembre l’apertura di musei e siti archeologici statali è totale per cui non serve fornirne particolari, abbiamo scelto tra i siti fior da fiore sulla rivista in occasioni precedenti.

Qualche indicazione specifica va data per .i “Martedì in arte”, perché la loro limitazione ai siti più rilevanti offre un quadro di sintesi degli stessi. Sono quarantadue siti in dieci regioni.

Nel Lazio ce ne sono dodici: tre a Tivoli (Villa d’Este e Villa Adriana) e a Tarquinia (la Necropoli); nove a Roma: le grandi gallerie (Arte antica e Nazionale arte moderna e contemporanea), i Musei (Nazionale romano, Galleria Borghese, Castel Sant’Angelo e Palazzo Altemps), i luoghi dell’antichità storica (Terme di Diocleziano, Pantheon, Crypta Balbi).

In Campania otto siti: quattro a Capaccio (Museo archeologico di Paestum), Padula (Certosa di San Lorenzo), Ercolano (Scavi e teatro antico) e Pompei .(Scavi vecchi e nuovi); gli altri quattro a Napoli (Palazzo Reale e Castel Sant’Elmo, Museo di Capodimonte e di San Martino).

In Emilia Romagna e Toscana cinque siti ciascuna: nella prima a Ravenna (Mausoleo di Teodorico e Basilica di Sant’Apollinare in Classe), Parma (Museo archeologico nazionale), Langhirano (Castello di Torrechiara) e Codigoro (Museo pomposiano e Abbazia di Pomposa); nella seconda ad Arezzo (Basilica di San Francesco), Pisa (Museo Nazionale di Palazzo Reale) e Portoferraio (Museo delle Residenze napoleoniche, Palazzina dei Mulini e Villa di San Martino).

In Veneto e Puglia rispettivamente quattro e tre siti: i primi tutti a Venezia (Gallerie Giorgio Fianchetti e dell’Accademia, Museo archeologico e d’Arte Orientale); i secondi ad Andria (Castel del Monte), Bari (Castello Svevo) e Taranto (Museo archeologico nazionale).

Nelle Marche due siti: a Urbino (Galleria nazionale delle Marche) e Gradara (Rocca Demaniale); in Lombardia, Umbria e Sardegna un sito per regione: rispettivamente a Mantova (Museo archeologico nazionale), Perugia (Galleria nazionale dell’Umbria) e alla Maddalena (Compendio Garibaldino di Caprera, Isola di Caprera).

L’iniziativa “Olim Romani Eravamus”: visite e letture latine

Dopo questa rassegna di siti museali ed archeologici vogliamo citare, per il suo particolare interesse, l’iniziativa “Olim Romani Eravamus” – Quando l’Europa parlava latino” perché accompagna le visite guidate con letture di testi classici inerenti i luoghi visitati che si svolgeranno in ciascuno dei siti sempre il 25-26 settembre alle ore 11 di sabato e domenica. Le letture avverranno prima in italiano, poi nel testo originale latino, “lingua franca che unisce gran parte dei paesi europei e rappresenta la base che li accomuna attraverso l’origine della loro lingua”. Il semplice elenco dei luoghi da visitare e dei brani classici che saranno letti è eloquente.

Quattro visite con letture classiche a Roma: al Colosseo i giochi gladiatori raccontati da Cicerone, pseudo Quintiliano e Sant’Agostino; al Foro Romano la storia di Roma nelle parole di Ovidio, Livio e Plauto; al Palazzo Massimo, Svetonio e le “Res gestae divi Augusti” con il primo imperatore e gli affreschi della Villa di Giulia; alle Terme di Diocleziano le iscrizioni, con storie di imperatori e di donne, di personaggi e di schiavi: “politica, amore, magia e non solo”.

Nel Lazio a Tivoli, a Villa Adriana i racconti di Elio Spaziano e Svetonio, Plinio il Giovane e Seneca; a Tarquinia, nella Necropoli etrusca, le letture di Livio, Seneca e Cicerone; a Cerveteri, nella Necropoli della Banditaccia, la “civitas sine suffragio” con testi di Cicerone, Livio e Seneca.

In Campania a Napoli al Museo archeologico nazionalei le passioni degli dei, amore e morte, secondo Apuleio e Ovidio; a Baia, nelle locali antiche Terme, storie di morte, turpitudini e solitudine dai testi di Seneca, Tacito e dell’imperatore Adriano; a Pozzuoli, nell’Anfiteatro Flavio i giochi gladiatori con Svetonio e Seneca; a Pompei, negli Scavi archeologici, il tema della morte in un epigramma di Marziale, dell’odio con Tacito e dell’amore attraverso i graffiti pompeiani.

La presentazione dell’“autunno di cultura”’ da parte del Ministero beni culturali

Il ministro Sandro Bondi ha sottolineato l’importanza di “rafforzare la conoscenza delle radici comuni nei cittadini europei” anche per “il senso profondo di un’unione che non può essere solo economica”; e questo si può fare con la celebrazione del patrimonio culturale comune “frutto dell’incontro tra le diverse culture che vi si sono sviluppate nel corso dei millenni”.

Mario Resca ha illustrato le iniziative, con i direttori generali sopra citati Fallace e Scala per i settori di competenza; ha concluso la presentazione il sottosegretario Francesco Maria Giro.

Lo scopo della promozione, per Resca, è di superare l’inerzia e far conoscere i luoghi d’arte con l’attrazione della gratuità e forti messaggi trasmessi in modo capillare sui canali di comunicazione, compresi Facebook e Twitter, anche attraverso “Reti amiche” fino ai bancomat. Poi si avrà l’effetto “trascinamento”, i visitatori torneranno e passeranno parola, i risultati si vedono nella crescita dei primi otto mesi, pari al 13% con corrispondente incremento degli incassi, dopo anni di flessioni.

Gli strumenti di marketing culturale sono aggressivi per rimuovere una certa assuefazione che impedisce di cogliere la straordinaria opportunità di disporre dei musei e siti archeologici all’avanguardia nel mondo: così gli spot e cartelli sul Colosseo, il Cenacolo e il David portati via con le gru, elicotteri e autocarri se non vengono visitati, così quelli con Paolina Bonaparte del Canova nella discarica perché se non ci si prende cura dell’arte la si butta via, testimonial della manifestazione “Le giornate dell’arte”, dal 19 al 26 settembre per raccogliere fondi per i restauri.

domeniche di carta

L’intervento del sottosegretario Francesco Maria Giro è stato a largo raggio, partendo dalla strategia più generale per giungere a notizie e annunci anche su problemi contingenti. Per la strategia ha ripetuto il valore del passaggio dalla mera tutela alla valorizzazione, che si augura prosegua anche quando ci sarà un nuovo ciclo di responsabilità del settore; la svolta radicale è stata voluta dal ministro Bondi sin dall’inizio e ha richiesto sia la costituzione dell’apposita direzione generale sia lo stretto coordinamento con le strutture di settore. La mobilitazione delle risorse umane, anche con il volontariato, cerca di sopperire alla riduzione delle risorse finanziarie.

“Noi ci giochiamo la faccia sul successo della valorizzazione”, ha detto ricordando poi le parole di Giovanni Spadolini: “Si tutela valorizzando e si valorizza tutelando”; ma non ha nascosto la soddisfazione per i dati citati da Resca che mostrano i positivi risultati già nel primo anno. E’ bene che i siti museali e archeologici non solo vedano migliorata la propria capacità espositiva delle collezioni di cui dispongono, ma siano utilizzati anche per eventi di natura diversa, comunque coerente, in grado di richiamare il pubblico che non è interessato al museo perché non lo conosce.

Le notizie interessano in particolare il popolo dei musei e dell’archeologia. La Pinacoteca di arte antica di Palazzo Barberini vedrà riportata all’antica bellezza l’architettura, in parte ciò è stato fatto, si procederà per le parti da restaurare, il lavoro sarà ultimato nel 2013; il grande afflusso di pubblico, in fila per l’intera via Barberini alla riapertura, mostra l’importanza del sito.

Per il Colosseo la notizia è che entro il 15 ottobre sarà visitabile il terzo ordine e ci sarà un percorso nella zona bonificata per visitare gli ipogei, i vani del sottosuolo che ospitavano fiere e gladiatori; e quella, di più ampio raggio, che il restauro del mausoleo proseguirà fino al suo integrale recupero: “Nel monumento-simbolo c’è la summa della missione fortemente sentita di porre fine al degrado del patrimonio archeologico”. E ne ha citati esempi eclatanti constatati di persona all’inizio del mandato: a Pompei trovò le didascalie su siti e percorsi fondamentali scritte male con il pennarello; nel Foro romano trovò un degrado che ha portato ai 60 progetti specifici in tale area e al progetto globale sull’archeologia romana che si è tradotto nel vasto complesso di iniziative basate su criteri assolutamente nuovi, come la “manutenzione permanente”, di cui al ponderoso rapporto Cecchi, compendio dei primi mesi di lavoro, di cui abbiamo dato conto ampiamente su questa rivista.

Altre notizie particolari per gli addetti ai lavori: la misura restrittiva del decreto sui tagli ai contributi che per il prossimo anno limita la capacità di spesa al 20% del passato, se può frenare in positivo l’eccessivo numero di mostre ed esposizioni di qualità minore, risulta eccessiva tagliando ben l’80%, ci si potrà tornare in occasione dei provvedimenti previsti nel resto dell’anno per riportarla in termini più ragionevoli; la non rimborsabilità delle missioni con mezzo privato che avrebbe potuto intralciare l’attività di verifica, introdotta dal decreto, invece è stata già superata con un atto interpretativo che definisce “ispezioni” e non “missioni” i sopralluoghi degli archeologi.

Queste puntualizzazioni fanno toccare con mano le difficoltà operative accentuate dalla crisi. Potranno essere superate se si diffonderà la consapevolezza della priorità degli investimenti nei settori culturali, in particolare nel patrimonio museale e archeologico che è anche una forte molla per il turismo, per cui gli investimenti hanno rientri molto più elevati della spesa. Dimenticare che il 50% delle motivazioni del turismo europeo è alimentato dalle attrattive culturali può portare a tagli di risorse nel settore che arrecano danni economici molto superiori ai benefici contabili. E’ bene che anche il Ministero dell’Economia ne tenga conto in futuro nell’assegnazione delle risorse.

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