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Aconia Fabia Paulina

nome: Aconia Fabia Paulina (- 384 ca.)
origine: aristocratica
famiglia: figlia di Fabio Aconio Catullino Filomazio; moglie di Vettio Agorio Pretestato

Di fronte alla diffusione progressiva della religione cristiana negli ultimi secoli di vita dell’Impero romano, vi fu chi se ne fece paladino e chi, invece, come Aconia Fabia Paulina, difese strenuamente il retaggio di secoli di religiosità pagana.

Nata da famiglia aristocratica, che nel padre Fabio Aconio espresse uno dei funzionari più in vista, impegnato al servizio di Roma in varie cariche politiche, Aconia Paulina andò sposa nell’anno 344 a Vettio Agorio Pretestato. Il matrimonio segnò l’orientamento definitivo della sua esistenza: Vettio, infatti, non era soltanto membro di un’illustre casata senatoria nonché uomo di governo, ma unì allo svolgimento degli incarichi politici un elevato livello di impegno culturale e un’intensa opera a favore della conservazione in Roma della religione tradizionale, di contro all’affermarsi del credo di Gesù Cristo.

Vettio fu sacerdote di numerosi culti, tra cui quelli di Vesta e dei Misteri eleusini, e coltivò significativi legami con uomini di cultura del tempo, facendosi promotore della diffusione in latino di testi antichi, tra cui, ad esempio, l’opera aristotelica “Analitici”. Numerose furono le iniziative, anche in campo architettonico, da lui promosse per la tutela della religiosità romana e la sua influenza fu tale che lo scrittore Macrobio lo individuò quale protagonista della sua opera “Saturnalia”, dedicata alla celebrazione della rifioritura pagana in atto in quegli anni.

E’ indubbio, quindi, che Aconia Paulina, legata ad un marito di tale levatura, non potè far altro che condividerne e promuoverne gli ideali e gli intenti, per quanto consentito ad una donna di rango, attraverso la nomina negli stessi sodalizi sacerdotali di cui Vettio era membro. Ma Paulina aveva respirato l’atmosfera pagana già in casa del padre Fabio, il quale, all’atto della promulgazione del Codex Teodosianus, che dichiarava il cristianesimo quale unica religione ammessa, riuscì a permettere che nei templi romani si potesse continuare la celebrazione dei consueti sacrifici alle divinità pagane.

Vissuta all’ombra dello sposo, Paulina ne condivise anche il destino finale, morendo di lì a poco dalla scomparsa di Pretestato, nell’anno 384.

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