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Ade

Ade – Hades

Figlio dei Titani Kronos (il tempo che scorre) e Rhea (la dea Madre), Ade ebbe in sorte, nella divisione del mondo con i suoi fratelli Zeus e Poseidone, il Regno dei morti. I tre fratelli vincitori della guerra contro i Titani divennero, infatti, padroni rispettivamente del cielo, del mare e del sottosuolo, dove giungevano le ombre dei morti.

Il nome Ade indicava, nei testi antichi, anche gli stessi Inferi.

Origine ed evoluzione del culto di Ade

Ade è il sovrano dell’Oltretomba e custode delle anime dei morti, temuto ed odiato dagli uomini e dagli dei. Il suo regno, infatti, era grande e spaventoso, circondato da fiumi mitici, che si trovavano oltre l’Oceano e nascevano dal Tartaro, al centro della terra: il Flagetonte, fiume del fuoco, il Cocito, fiume del lamento, lo Stige, fiume dell’odio e l’Acheronte, fiume del dolore.

Il dio si trova nominato nei testi omerici ed in particolare nell’Iliade, dove è sempre descritto su di un carro. Legato all’oscurità, possedeva anche un elmo magico forgiato dai Ciclopi, che lo rendeva invisibile.

Ad Ade venivano sacrificati animali dal pelo nero e lo si invocava per gli scongiuri o i giuramenti; nel culto era molto spesso associato a Proserpina e a Demetra.

A lui era consacrato tutto ciò che riguardava il sottosuolo, le ricchezze minerarie, ma anche le radici delle piante.

Secondo alcune interpretazioni il dio non deve essere confuso con Plutone il quale, benchè vicino da un punto di vista cultuale, è di origine più tarda, ma onorato, a sua volta, dai Romani come re dell’Oltretomba.

Miti relativi ad Ade

Il mito più noto relativo ad Ade è quello che racconta il rapimento di Proserpina. La giovane dea, figlia di Demetra, venne trascinata, contro il suo volere, dal re degl’Inferi nel suo regno sotterraneo. Demetra, allora, nella ricerca disperata della figlia, dimenticò i suoi doveri nei confronti della terra, che divenne arida ed incolta. Zeus, preoccupato per la grave situazione, decise di convincere Ade a restituire Persefone: Ermes, in qualità di messaggero degli dei, comunicò la decisione al re dell‘oltretomba, che accettò l’accordo, a patto che Persefone non mangiasse il cibo dei morti. Tuttavia la dea aveva già mangiato alcuni semi di melograno, frutto rosso dedicato ai defunti, diventando così la regina degli Inferi.

Alla fine Zeus propose ed ottenne un accordo, che accontentasse entrambe le parti: Persefone avrebbe passato metà dell’anno con la madre e l’altra metà con Ade.

Chi entrava, infatti, nel Regno dell’Oltretomba, non poteva fare ritorno nel mondo dei vivi e sono molto rare le eccezioni concesse da Ade, come era avvenuto per Enea, Ulisse, Orfeo, Teseo e Piritoo.

Anche Eracle riuscì a varcare le soglie del Regno dei morti e tornare indietro, una volta insieme ad Alcesti (Apollodoro, Bibliotheca 1,106) ed un’altra durante la sua dodicesima fatica, quando dovette affrontare il cane Cerbero, guardiano delle porte degli Inferi. Ade stesso disse ad Eracle che Cerbero sarebbe stato in suo potere, se fosse riuscito a catturarlo senza ricorrere alla clava e alle frecce (Apollodoro, Bibliotheca 2,125).

Un mito lega Ade alla ninfa Mente, una delle Naidi legata al fiume Cocito, di cui il dio era innamorato (Strabone, Geografia VIII, 3,14; Ovidio, Metamorfosi X, 728-731). Diverse tradizioni del racconto narrano che la ninfa, spaventata dall’amore del re degli Inferi, chiese agli dei di essere trasformata in una pianta, piuttosto che lasciare la terra; secondo un’altra versione, la stessa ninfa, innamorata, invece, del dio, venne trasformata per gelosia di Persefone. La menta era considerata una delle piante sacre ad Ade ed utilizzata, per il suo profumo, durante i riti funebri.

Ade e Persefone Ade e Persefone in una pinakes calabra

Iconografia di Ade e monumenti antichi collegati

Nelle raffigurazioni più antiche Ade si presenta come un uomo barbato, vestito con il chitone ed un lungo mantello, dai capelli raccolti e con lo scettro, simbolo della propria regalità. Seduto generalmente su un trono, può avere un kàntharos in mano come attributo: nelle Pinakès di Locri ha anche la melagrana, il caratteristico frutto dei morti.

Numerose rappresentazioni vascolari, già dallo stile a figure nere, vedono presente Ade come soggetto, soprattutto in immagini che ne sottolineano il ruolo di sovrano.

Il dio è raffigutato anche in un rilievo di una colonna relativa all’Artemision di Efeso.

L’immagine che venne più spesso rappresentata fu quella relativa al rapimento di Persefone, che presenta una lunga continuità nell’arte antica, non solo come soggetto, ma anche con la ripetizione dello schema iconografico.

Questo tema lo si trova comunemente nei sarcofagi di epoca romana per la chiara associazione tra la sorte del defunto e quella di Proserpina, entrambi trascinati contro la loro volontà nel Regno delle Ombre e legati ad esso per sempre.

1 Commento su Ade

  1. Salve e complimenti per la felice descrizione.
    desidero sapere cosa significa il gallosotto il trona di Ade e Persefone in una pinakes calabra sopra riportata.
    Grazie
    Nicolò

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