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Akitu

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Akitu

L’ Akitu (o Ak?tum ; nel sumero ezen á -ki-tum , akiti šekinku , il ” taglio dell’orzo “, la ” semina d’ orzo” akiti šununum , nel Babilonese Akitu , anche res šattim “testa dell’anno” ) era una festa di primavera nell’antica Mesopotami.

Il nome viene dalla parola sumera che significa “orzo”, e originariamente determinava due feste che celebravano l’inizio di ciascuna delle due metà dell’ anno in cui era suddiviso il calendario sumero , indicanti la semina dell’orzo in autunno e il taglio dell’orzo in primavera. Nella religione babilonese la festa divenne poi la celebrazione della vittoria di Marduk sulla dea Tiamat .

La festa babilonese iniziava tradizionalmente il 21 Adar (mese corrispondente a Febbraio/Marzo) e terminava il 1 Nisannu (mese corrispondente al nostro Aprile/Maggio).

Questa festa durava dodici giorni e aveva lo scopo di purificare il popolo e il regno dai peccati commessi durante l’anno, tramite la richiesta del perdono da parte del sovrano verso il dio Marduk. Questa festività aveva anche la finalità di assicurare fertilità e prosperità tramite il matrimonio rituale del re, (impersonante Marduk) e la somma sacerdotessa, (impersonante la dea Ishtar).

In questi dodici giorni avevano luogo anche lunghe rappresentazioni teatrali raffiguranti la lotta e la vittoria di Marduk contro le forze del male e lunghe processioni con la statua del dio.

Dal primo al terzo giorno

Durante queste giornate il sacerdote di Esagila , (tempio dedicato a Marduk ), recitava le preghiere tristi con gli altri sacerdoti e il popolo rispondeva con preghiere altrettanto tristi che esprimevano la paura dell’umanità per l’ ignoto.

Questa paura delle cose non conosciute spiega perché il sommo sacerdote si dirigesse ad Esagila ogni giorno per chiedere perdono a Marduk , pregandolo di proteggere Babilonia, la città santa . Questa preghiera veniva chiamata “Il segreto di Esagila “.

Quarto giorno

Venivano eseguiti gli stessi rituali dei primi tre giorni, e successivamente durante la notte veniva recitato il poema epico dell’ Enuma Elish , che racconta la storia di come sono stati creati l’universo e le stagioni, e in un secondo tempo di come il dio Marduk con l’aiuto degli altri dei sconfisse la dea Tiamat.

La recitazione di questa epopea veniva considerata l’inizio dei preparativi per la presentazione del re di Babilonia davanti al dio Marduk , il quinto giorno dell’Akitu .

Quinto giorno

Durante il quinto giorno avveniva la presentazione del re di Babilonia di fronte a Marduk. Il re entrava ad Esagila accompagnato dai sacerdoti , che si avvicinavano tutti insieme al l’altare dove il sommo sacerdote di Esagila impersonava Marduk. Quest’ultimo doveva avvicinarsi al re , iniziare a spogliarlo dei suoi gioielli , del suo scettro e anche della sua corona e schiaffeggiarlo forte mentre il re si inginocchiava di fronte all’altare e cominciava a pregare chiedendo perdono alla personificazione di Marduk dicendo: ” non ho peccato oh Signore dell’universo , e non ho mai trascurato la tua forza celeste “.

Poi il sacerdote, nel ruolo di Marduk, rispondeva: ” Non abbiate paura di quello che Marduk ha da dire , perché ascolterà le vostre preghiere , estenderà la vostra potenza, e aumenterà la grandezza del vostro regno “. Dopo tutto questo, il re si alzava in piedi e il sacerdote gli restituiva i suoi gioielli , lo scettro e la corona e poi lo schiaffeggiava nuovamente sperando che il re avrebbe versato altre lacrime , perché ciò avrebbe espresso maggiormente la sua sottomissione a Marduk e il rispetto per i l suo potere.

Quando il sacerdote restituiva la corona al re, ciò significava che il suo potere era stato rinnovato grazie a Marduk , e quindi il mese di A prile poteva essere considerato non solo la rinascita della natura e della vita , ma anche la risurrezione dello Stato. Questa cerimonia rendeva la personalità più grande e più temuta di quel tempo, il sovrano, sottomessa al grande dio, e il re viveva un momento umiliante, di fronte a tutta la popolazione, condividendone le preghiere e dimostrando la propria fede alla potenza del dio.

Seguendo la sua presenza nella sua casa terrena di Babilonia e rinnovando il potere del suo re, il dio Marduk rimaneva ad Etemenanki (uno ziggurat o torre composta di sette piani, nota nella Torah come la Torre di Babilonia ), o nel tempio Esagila. Durante questa giornata, secondo la tradizione dell’Akitu, Marduk sarebbe entrato nella sua abitazione e sarebbe stato sorpreso dagli dei malvagi. Essi, dopo averlo combattuto, l’avrebbero fatto prigioniero. Grazie all’arrivo di suo figlio Nabu, Marduk sarebbe poi stato tratto in salvo e la sua gloria sarebbe stata ripristinata.

Sesto giorno

Durante questa giornata si credeva che arrivasse il dio Nabu in barca, accompagnato dai suoi assistenti provenienti da Nippur, Uruk, Kish ed Eridu. Gli dei che accompagnavano Nabu venivano rappresentati da statue che venivano montate su imbarcazioni realizzate appositamente per questa occasione. Qui una moltitudine di persone cominciava la propria passeggiata dietro il loro re verso Esagila, in cui veniva tenuto prigioniero Marduk , eseguendo questo canto: ” Ecco colui che sta arrivando da lontano per ripristinare la gloria di nostro padre imprigionato “.

Settimo giorno

Durante il terzo giorno della sua prigionia Marduk veniva liberato da suo figlio Nabu. Gli dèi malvagi avevano rinchiuso Marduk nel la sua dimora, sbarrandola con un enorme cancello . Marduk avrebbe combattuto fino all’arrivo di Nabu , che avrebbe rotto il cancello enorme e scatenato una battaglia feroce fino alla vittoria di Nabu ed alla liberazione di Marduk .

Ottavo giorno

Quando Marduk si liberava, le statue degli dei venivano riunite nella Sala dei Destini “Ubshu-Ukkina”, per far si che essi deliberassero sul suo destino; essi avrebbero deciso di unire tutte le loro forze e di darle a Marduk. Qui, il re implorava tutti gli dèi di sostenere e onorare Marduk, e questa tradizione era un’indicazione del fatto che Marduk era talmente potente da ottenere la sottomissione da parte di tutti gli dei ed era l’unico in tale posizione.

Nono giorno

Durante questa giornata avveniva la processione vittoriosa verso la “Casa dell’Akitu “, dove si celebrava la vittoria di Marduk contro la dea Tiamat (dea delle acque degli inferi ), all’inizio della creazione. La Casa dell’Akitu che gli Assiri di Ninive chiamavano ” Bet Ekribi ” (la “Casa della Preghiera ” nella vecchia lingua assira) , era collocata a circa 200 metri al di fuori delle mura della città, dove c’erano alberi meravigliosi, decorati e annaffiati con cura per onorare e rispettare i l dio, che era considerato colui che garantiva vita alla natura.

La processione della vittoria era il modo con cui la popolazione esprimeva la propria gioia per il rinnovamento del potere di Marduk e per la distruzione delle forze del male presenti dalla creazione.

Decimo giorno

Arrivando a ” Bet Akitu “, il dio Marduk cominciava a festeggiare con le divinità del mondo superiore e inferiore (le statue degli dei erano disposte dai fedeli intorno a un enorme tavolo , come in una festa ) e poi Marduk ritornava durante la notte nel la città per celebrare il suo matrimonio con la dea “Ishtar” , in modo da impersonare l’unione del cielo e della terra. Questa volta era il re ad im personare il dio Marduk durante questa unione , sposando simbolicamente la più alta sacerdotessa di Esagila, che impersonava Ishtar. Essi poi si sedevano a l trono e successivamente recitavano con la popolazione delle poesie speciali per l’occasione. Questo amore doveva portare luce e vita alla primavera.

Undicesimo giorno

Gli dèi ritornavano accompagnati dal loro signore Marduk e si incontravano di nuovo nella Sala dei Destini, l’ Upshu Ukkina , dove si erano riuniti per la prima volta l’ottavo giorno. Durante questo secondo incontro essi discutevano sul destino del popolo di Marduk. Nell’antica filosofia assira, la Creazione, in generale, veniva considerata come un patto tra il cielo e la terra, che sarebbe durato finché un essere umano avesse continuato a servire gli dèi fino alla sua morte. Quindi Marduk e gli dèi rinnovavano la loro alleanza con Babilonia e successivamente tornavano nella loro dimora celeste.

Dodicesimo giorno

Questo era l’ultimo giorno dell’Akitu. Gli dei tornavano al tempio di Marduk, (le loro statue venivano riportate al tempio dai fedeli), e la vita quotidiana riprendeva a Babilonia, a Ninive e nel resto delle città assire.

Il festival venne adottato anche nell’Assiria dell’età del Ferro (934 – 605 a.C.). Il re Sennacherib nel 683 a.C. costruì una “ casa di Akitu ” al di fuori delle mura di Assur. Un’altra casa di Akitu fu costruita fuori Ninive.

Mitologia comparata

Il mito di Marduk rappresentato durante l’Akitu è conservato nel cosiddetto Marduk Ordeal Test . In questo mito , Marduk appare come una divinità della vita, della morte e della rinascita, e ciò riflette l’origine agraria del festival, basato sul ciclo della semina e del raccolto . Egli è imprigionato negli inferi e risorge il terzo giorno . Secondo alcuni studiosi, si potrebbe notare un parallelo con la Pasqua cristiana, ma anche col mito di Tammuz, in cui è presente il tema della morte, in giovane età, di un dio.

Eredità

La festa di Akitu si mantenne per tutto il periodo seleucide e durante l’età dell’Impero romano. All’inizio del III secolo d.C., la celebrazione veniva ancora festeggiata ad Emessa, in Siria, in onore del dio El-gabal . L’imperatore romano Elagabalo (218 – 222 d.C.), che era di origine siriana, introdusse la festa anche in Italia (1).

Note

  • 1) Erodiano, Storia romana, 5.6.

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