Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Alessandria d’Egitto. Serapeo

Alessandria d’Egitto. Serapeo

Il Serapeo, ossia il santuario dedicato al dio greco-egizio Serapide, era uno degli edifici più importanti di Alessandria nel periodo tolemaico. Situato nel vecchio quartiere di Rhakotis, al limite occidentale della città, era composto da un tempio centrale, adorno di statue e colonne di marmo con portici che lo collegavano ad una biblioteca ed era circondato da altri edifici minori. Le fonti letterarie, in particolare Ammiano Marcellino, insistono sulla bellezza e sulla ricchezza delle opere d’arte ivi conservate. Il tempio conteneva la statua di Serapide, realizzata con metalli preziosi e legni pregiati; le pareti dell’edificio erano rivestite con lastre d’oro, d’argento e di bronzo e le costruzioni adiacenti erano ornate da marmi rari, oro e bronzo dorato. Generalmente si fa risalire la costruzione del Serapeo al regno di Tolomeo III Evergete (metà del III sec.a.C.), ma due testi epigrafici greci trovati sul posto e databili agli inizi del III sec. a.C. attestano l’esistenza di un tempio di Serapide già in epoca anteriore.

Il Serapeo di Alessandria subì modifiche e ingrandimenti nel corso dei secoli: in età adrianea fu restaurato; nel IV secolo subì danni molto gravi a causa delle lotte religiose e fu distrutto nel 391, per ordine di Teodosio, dal patriarca Teofilo, che fece costruire al suo posto una chiesa a S. Giovanni Battista. Successivamente sul sito fu eretta la chiesa monofisita dell’Aggelion. La tradizione araba insiste sullo splendore del luogo e sulla ricchezza dei colonnati che rimasero in piedi fino al XII secolo. Lo scrittore Abn el Latif testimonia che nel 1200 furono fatte a pezzi e trasportate per fungere da opere di difesa.

Inquadramento topografico

Strabone, nel XVII libro della Geografia, ci fornisce l’esatta ubicazione del santuario: egli afferma che si trovava al di qua del canale che congiungeva il lago Mareotis con il porto di Eunosto. Ammiano Marcellino e Rufino affermano che l’edificio sorgeva a Rhakotis, su una collina: dopo aver percorso una scalinata di 100 gradini, si attraversava un propylon monumentale tetrastilo, chiuso da cancelli di bronzo e con un’oikos a cupola.

Alessandria d’Egitto. Serapeo

All’interno del recinto c’erano esedre, una biblioteca detta “figlia” per distinguerla da quella del Museo, una fonte sacra, abitazioni di sacerdoti, obelischi, una grande colonna, un grande edificio con molte porte, ognuna con l’iscrizione di una divinità e, naturalmente, il tempio dl dio. Il sito attuale è di difficile lettura: i principali studi sul Serapeo sono stati effettuati da El-Falakii, dal Botti, dal Thiersch, dal Breccia e da Rowe; tuttavia le conoscenze rimangono vaghe ed oscillanti per lo scarso rigore metodologico e per le difficoltà incontrate dagli archeologi durante gli scavi.

Recinto

Nelle campagne di scavo del 1942-45, il Rowe ha rinvenuto, a SO della colonna di Diocleziano, alcune fondazioni; nella trincea interna ad O del sito è stato ritrovato un frammento di capitello ionico in marmo bianco, risalente all’età tolemaica. I resti sono stati interpretati come la fondazione del recinto tolemaico: dovevano dunque esservi un muro di cinta e un colonnato interno di stile ionico che, probabilmente, correva lungo tutti e quattro i lati del rettangolo.

Rowe è riuscito a stabilire con certezza le dimensioni del recinto (173,70 x 76 m) grazie al rinvenimento, nei depositi di fondazione, di 10 placchette iscritte, contenenti in greco e in geroglifico la dedica del santuario a Serapide da parte di Tolomeo III. Il recinto, in età romana, fu ingrandito. Le fonti antiche ce lo descrivono come quadrato ma i risultati degli scavi modificarono questa forma dando luogo all’ipotesi di un’area di 205,70 x 105,55 m, ma forse queste misure possono ancora mutare ed indicare una maggiore larghezza.

L’ingresso monumentale al tempio vero e proprio, che doveva costituire il nucleo del complesso, fu prima collocato ad E, poi spostato sul lato S: ancora l’esatta ubicazione è oggetto di dibattiti tra gli studiosi.

Tempio di Serapide

I resti portati alla luce durante gli scavi hanno permesso di ricostruire due templi affiancati di età tolemaica: uno dedicato da Tolomeo III a Serapide di 16,20 m di larghezza, a cui, sul lato E, era affiancato un sacello di Arpocrate dedicato da Tolomeo IV; un altro, forse dedicato ad Iside, più corto e arretrato sulla fronte, largo 19,15 m. La struttura era caratterizzata da più aule di culto affiancate e la preminenza era data a quella di Serapide. In epoca romana il tempio subì una grande trasformazione: i templi affiancati furono inglobati in un unico grande tempio, ma ancora non sono ben chiare le dinamiche delle modifiche. Probabilmente il nuovo podio dell’edificio inglobò entrambi gli ambienti preesistenti formando una piattaforma larga circa 40 m. A O del podio c’era un atrio che immetteva in una serie di ambienti sotterranei.

Alessandria d’Egitto. Serapeo

Le notizie che possediamo sull’aspetto esterno del tempio sono poche e la sua facciata ci è nota da alcune monete alessandrine dall’età di Traiano a quella di Marco Aurelio: il tempio è generalmente ricostruito come periptero, orientato a SE, con una scalinata d’accesso monumentale; tuttavia non è possibile capire se le monete rappresentino l’edificio ellenistico o quello fatto ricostruire dai Romani.

Mausoleo

Si tratta di un edificio di forma rettangolare (27,50 x 24,60 m) a SO della colonna di Diocleziano, con un passaggio sotterraneo voltato. Non è chiara la sua funzione e varie sono state le ipotesi. La più accreditata è quella che, sulla base di alcune rappresentazioni monetali di età traianea e adrianea, lo interpreta come un santuario di Iside e Arpocrate.

Colonna di Diocleziano

Si trova nello spazio compreso tra il muro esterno del recinto tolemaico e quello romano. Si tratta di una grande colonna monolitica corinzia di granito nero, alta 26,85 m, con un diametro variabile tra i 2,80 e i 2,70 m. Sul basamento c’era un’iscrizione che conteneva una dedica a Diocleziano sa parte dei prefetto Postumo. Essa fu eretta dopo il 297, in onore dell’imperatore Diocleziano, il quale riuscì a reprimere una rivolta ad Alessandria. Sul capitello forse c’era una statua di porfido, i cui resti sono stati ritrovati ai piedi della colonna.

Per approfondire

  • Adriani, Documenti e ricerche d’arte alessandrina, Roma 1959.
  • N. Bonacasa, A. Di Vita (a cura di), Alessandria e il mondo ellenistico-romano, Roma 1992.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*