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Alife (Ce)

La leggenda vuole che l’antica Alliphae sia stata fondata da Eracles, generale degli Arcadi o da Enea, mitico eroe troiano.

In realtà Alife, oggi in provincia di Caserta, è stata fondata dagli Osci nel V sec. a. C. Il nome deriverebbe dal termine osco allibo, cioè ulivo, pianta molto presente in zona. Corredi funerari databili tra il VII e il VI sec. a. C., testimoniano una frequentazione del sito in epoca più antica. Alife doveva essere una città veramente importante se nel IV sec. a. C. batte moneta propria e due delle monete della zecca alifana sono oggi conservate al Museo Archeologico di Napoli.

Di certo a crescere l’importanza della città contribuì anche la posizione geografica che vedeva situata Alife al centro d’importanti vie di comunicazione che attraversavano la valle del fiume Volturno. Le vicende di Alife s’incrociano con quelle di Roma durante la seconda guerra punica, quando Annibale decide di fermare la sua discesa in Italia proprio nella piana alifana.

Sembra che Alife sia stata indecisa sul da farsi, da che parte schierarsi e i tentennamenti le costarono caro perché quando l’esercito romano guidato dal console Q. Fabio Massimo arrivò, subito punì i traditori.

Alife divenne così una praefectura sine suffragio e soltanto dopo la guerra sociale fu eletta al rango di municipium con l’iscrizione alla tribù Teretina. Quando poi divenne colonia, ebbe tutte le caratteristiche di una vera e propria città romana con le strade che s’incrociano ad angolo retto in corrispondenza delle quali si aprono quattro porte nelle mura. Ancora oggi la città ha l’aspetto di un vero e proprio castrum. In età romana emergono tra le altre le famiglie dei Ponzi, degli Apulei e degli Acilii Glabroni come testimoniano i rinvenimenti epigrafici.

L’anfiteatro della città è ancora sepolto sotto una spessa coltre di terreno ed è stato possibile individuarlo grazie a fotografie aree e a saggi di scavo appena fuori le mura. Per grandezza è quarto dopo il Colosseo e gli anfiteatri di Pompei e Capua.

In città è stato invece trovato un criptoportico ben conservato con due corridoi coperti con volte a botte, comunicanti tra loro attraverso trenta archi.

Il teatro fu costruito in età sillana e ampliato in età antonina. Sono state ritrovate anche importanti testimonianze per quanto riguarda i monumenti funerari. Si suppone che la città avesse anche un circo di cui al momento non si hanno riscontri concreti. Il più importante è quello denominato il Torrione che durante un recente restauro ha restituito monete del Basso Medioevo. Un altro mausoleo di forma circolare e databile al II sec. d. C. è stato, invece, trasformato in chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie.

Nel 369 d. C., la zona fu colpita da un grave terremoto che causò ingenti danni ai quali si aggiunse la decadenza della fine dell’Impero Romano.

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