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Alimentazione nell’antico Egitto: cibi

cibo nell’antico Egitto

Il cibo nell’antico Egitto

Cosa mangiavano gli antichi egizi? Una domanda che molti si sono osti e alal quale non sempre è stato agevole trovare risposta, o meglio, non sempre è possibile trovare risposte chiare e complete, ma soprattutto certe. Ecco quindi una breve guida che descrive gli alimenti che si trovavano nella dispensa degli antichi abitanti dell’Egitto faraonico e dei piatti che con essi cucinavano.

Sostanzialmente la dieta si basava su:

  • Pane
  • Carne
  • Pesce
  • Prodotti dell’orto
  • Frutta

accompagnati da:

  • Olio
  • Spezie e aromi
  • Latte
  • Miele

Come bevande venivano impiegati:

  • Birra
  • Vino

Vediamo ora nel dettaglio i singoli prodotti, la loro origine, l’impiego e la distribuzione rispetto alle classi sociali di popolazione.

Pane

I cereali erano un’importante risorsa alimentare ed economica in Egitto. Potevano essere tostati o cotti in acqua per preparare zuppe o una sorta di farinata; ma il loro maggiore impiego era nella preparazione del pane e della birra, elementi primari nella dieta, perché disponibili a tutte le classi sociali e molto nutrienti.

Il processo di panificazione era del tutto simile a quello messo in pratica dalle nostre nonne o bisnonne; si usava la farina di farro e sembra che fosse conosciuta anche la lievitazione, ottenuta tramite l’aggiunta di un pezzo di pasta fermentata del giorno precedente.

La documentazione figurativa e le fonti scritte testimoniano l’esistenza di molte varietà di pane, dalle forme disparate, indicate infatti con nomi differenti. L’impasto poteva essere arricchito con grasso, latte, uova e spezie, mentre con l’aggiunta di fichi e datteri si potevano anche preparare gustose focacce dolci.

E’ curioso notare che le pagnotte ritrovate sono in gran parte contaminate da sabbia e frammenti pietrosi; poiché la panificazione avveniva all’aperto e con l’uso di strumenti in pietra, corpi estranei di vario tipo potevano facilmente mischiarsi alla farina o all’impasto.

Queste inclusioni esercitavano un’azione abrasiva sulla dentatura ed erano, probabilmente, la causa primaria di usura dentaria; si trattava di un problema che affliggeva gran parte della popolazione egizia e che poteva provocare gravi infiammazioni, fino alla perdita dei denti.

Birra

La birra egiziana era molto diversa da quella moderna. Era una bevanda densa ed estremamente nutriente, molto apprezzata dagli Egizi, adulti e bambini, e somministrata anche a scopo terapeutico: per disinfettare le ferite, per curare le malattie intestinali, per far aumentare la montata lattea e addirittura come antidoto contro il morso di animali velenosi.

Ve ne erano qualità diverse per sapore e tasso alcolico; in ogni caso, il procedimento iniziale di lavorazione era comune a quello del pane. Si preparavano delle pagnotte utilizzando la farina d’orzo e le si facevano cuocere solo superficialmente, in modo da lasciare crudo l’interno e favorire la successiva fermentazione.

Tale processo avveniva all’interno di grandi tinozze in cui i cosiddetti pani da birra erano sbriciolati, bagnati e lasciati a riposare con l’aggiunta di sostanze aromatizzanti, come succo di datteri, carrube o fichi.

Prodotti dell’orto

Accanto al pane e alla birra, una grande varietà di ortaggi e verdure arricchivano la tavola degli antichi Egizi. Si preparavano minestre e stufati, ma anche delle pietanze simili alla nostra insalata. Fra gli ortaggi più consumati vi erano le cipolle e l’aglio, più dolci e piccoli di quelli moderni.

Era molto gradita la lattuga perché si credeva che avesse proprietà afrodisiache. I legumierano un’importante fonte di proteine per chi non poteva permettersi abitualmente la carne: oltre a ceci, fave, piselli e lenticchie, gli Egizi mangiavano un legume autoctono chiamato lubìa, simile al fagiolo. Erano diffuse anche diverse specie di cucurbitacee, come zucche e cocomeri, e di crucifere, come cavoli e ravanelli.

Tra i vegetali selvatici erano apprezzate alcune parti del papiro e dei gigli d’acqua, in particolare la ninfea, dalle proprietà allucinogene, e il loto rosa, i cui semi, ridotti in farina, potevano servire a preparare un tipo di pane.

Frutta

Erano abbondantemente disponibili datteri e fichi, consumati freschi o secchi e utilizzati anche per la preparazione di dolci e come aromi durante la fermentazione delle bevande. Anche il carrubo era usato come dolcificante e poteva essere cotto per preparare una specie di marmellata.

Gli Egizi amavano anche le bacche del giuggiolo, simili alle ciliegie. Di importazione erano invece il melo e il melograno, così come noci e mandorle.

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Ciotola contenente della frutta.

Olio

L’olio era usato sia come condimento, sia per la conservazione degli alimenti. I più diffusi erano: l’olio estratto dai semi di moringa, molto dolce e in grado di mantenersi a lungo senza irrancidire, e l’olio di sesamo, dalle proprietà emollienti e lassative. L’ulivo invece cresceva con difficoltà in Egitto e l’olio d’oliva era per lo più importato.

Spezie e aromi

Come è ancora d’uso nella cucina moderna del Vicino Oriente, le spezie erano abitualmente impiegate per insaporire i cibi. Il cumino e il coriandolo erano le più usate, ma sono state ritrovate tracce anche di sedano e prezzemolo, mirto, timo e fienogreco, simile al curry; invece il pepe e la cannella erano prodotti d’importazione. Come droghe, piuttosto che come spezie, erano usate la mandragola e alcune varietà di papavero.

Carne

L’allevamento e la macellazione del bestiame erano attività dispendiose e alla portata solo dei complessi templari, del palazzo reale e delle élites. La carne arrivava quindi alla tavola dei ceti meno abbienti molto raramente, in occasione di particolari festività o durante le celebrazioni funerarie, quando i cibi erano distribuiti in onore dei defunti.

La carne di bovino, arrostita o stufata (1), era un piatto prelibato, al quale si alternavano i prodotti della caccia (2), animali selvaggi di grossa taglia, come l’orice, il bufalo, la gazzella, lo stambecco, il daino. I canneti lungo le sponde del Nilo inoltre erano l’ambiente ideale per la pratica dell’uccellagione: struzzi, pellicani, aironi e gru, oche, anatre e quaglie non soltanto erano usati in cucina, ma venivano anche allevati e sfruttati per l’approvvigionamento di uova.

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Raffigurazione sulla parete di una tomba che ritrae una scena di uccellagione.

Pesce

Il pesce, facilmente reperibile e a buon mercato, faceva parte della dieta quotidiana della maggior parte degli Egizi e costituiva un’ottima alternativa alla carne. Era però poco apprezzato dalle classi elevate, forse per l’odore o perché considerato un cibo povero. Lo si consumava soprattutto dopo essiccazione e salatura; il pesce secco egiziano era, infatti, molto rinomato nel mondo antico.

Vino

Al contrario della birra, il vino era una bevanda di lusso che potevano permettersi solo le classi elevate. La vinificazione avveniva in maniera pressoché simile alla nostra e, sebbene il vino di uva fosse il più diffuso, si produceva anche quello di datteri, di fichi, molto alcolico, e di melograno.

cibo nell’antico Egitto
Pittura tombale che raffigura la raccolta e la pigiatura dell’uva

Latte

Il latte era difficile da conservare a lungo termine e per questo era consumato appena munto, ancora caldo, o lasciato a fermentare naturalmente per ricavarne del burro o una sorta di formaggio.

Miele

Il miele era ritenuto un prodotto pregiato, usato in cucina per la preparazione di dolci o nella fermentazione delle bevande, per aumentarne il tasso alcolico. Era un prodotto sfruttato anche in campo medico, grazie alle sue proprietà emollienti e antibatteriche.

Se ne producevano diverse qualità, utilizzando il nettare dei fiori o la melata; con il miele diluito in acqua e lasciato a fermentare si produceva l’idromele. Inizialmente si raccoglievano i favi selvatici, ma col tempo gli egizi impararono a costruire delle vere e proprie arnie e divennero abili apicoltori.

Note

  • 1)Tutto ciò che non poteva essere consumato fresco doveva essere conservato tramite salatura, essiccazione, immersione in olio, grasso o miele, più raramente affumicatura.
  • 2) La caccia, da attività volta esclusivamente al procacciamento del cibo, divenne una pratica sportiva praticata da nobili e alti funzionari, vero e proprio status symbol.

Bibliografia

  • Pierangelo Mengoli, La cucina nell’Antico Egitto, Ananke, 2010 Torino.
  • AA. VV, L’alimentazione nel mondo antico. Gli Egizi, Ist. Poligrafico dello Stato, 1987 Roma.

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