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Anguillara, chiesa della Trinità

L’edificio di culto, costruito grazie alle offerte dell’allora popolo di Anguillara, venne fondato il 14 aprile del 1689 sui resti di una un’edicola con l’effige della Madonna realizzata all’inizio del ‘600.  Il 6 giugno 1694, il vescovo diocesano, dopo aver riconosciuto l’autenticità di alcune reliquie poste all’interno di un reliquiario collocato nell’edificio, dichiarava che “non dovranno essere più mosse fuori da detta Chiesa”.

La chiesa è formata da una piccola aula con altare (originariamente collocato all’interno di una rientranza coperta con arco ed un tempo addossato alla parete) e una sacrestia distrutta a seguito dell’ampliamento dell’attigua via della Mola Vecchia, di cui restano soltanto le due porzioni murarie. L’edificio venne utilizzato soprattutto per le funzioni legate alle esigenze del vicino Camposanto, per la celebrazione della Festa della SS. Trinità e la ricorrenza dei morti.

L’interno non presenta elementi decorativi di particolare pregio se si esclude l’affresco situato sulla parete di fondo rappresentante la Madonna con il Bambino in braccio (recentemente restaurato e riportato al suo antico splendore) e un tempo fortemente rimaneggiato da una pesante decorazione ottocentesca che ha interessato anche le pareti dell’intradosso. Inizialmente si ipotizzava che l’immagine della Madonna col Bambino fosse quella che originariamente decorava l’antica cappella del luogo, anche se priva delle immagini dei Santi Giuseppe e Domenico un tempo situati ai lati della Madonna.

In seguito al restauro e al consolidamento si è accertato che l’affresco è stato probabilmente realizzato in loco e solo in epoca tardo ottocentesca è stato inquadrato da una cornice in stucco e da due lesene che sostengono un timpano decorato con il simbolo della SS. Trinità, un occhio raggiante contenuto in un triangolo.

Una piccola fascia decorativa con gigli è situata lungo le pareti laterali e nella controfacciata, probabilmente realizzata all’atto della fondazione cosi come originali sono da ritenere la pavimentazione in laterizi policromi, la campana in bronzo e la piccola acquasantiera in marmo, ancora visibile a destra dell’entrata.

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