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Anguillara, edificio de La Disciplina

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Sede dell’Arciconfraternita della Misericordia e di S. Giovanni in Decollato, la Disciplina è un edificio molto semplice, ad aula unica, adiacente alla Chiesa della Collegiata ed in asse con il Corso Umberto I. Risalente al XVI secolo, vi veniva praticata dai fedeli la ‘flagellazione’ (da qui il termine ‘disciplina’), mortificando il proprio corpo con un flagello simbolico (formato da corde di seta), ma talvolta con funi dentellate da strisce di cuoio.

Presso il lato sinistro dell’aula sono visibili due altari con timpani sorretti da colonne, mentre nella parete di fondo un’edicola rialzata con una statua della Madonna, nel cui retro si apre un altro piccolo ambiente un tempo adibito a sacrestia.

All’interno della sala sono visibili altre opere di Ignazio Jacometti, anch’esse mirabilmente studiate dallo storico dell’arte Viviana Normando, tra cui la sua prima intitolata “L’Angelo e Tobia”, realizzata nel 1850, che rappresenta Tobia protetto al Giordano dall’Angelo. L’opera fu così cara a Jacometti da portarla con sé in tutte le sedi dei suoi incarichi prestigiosi, inclusi quello di Presidente dell’Accademia di San Luca, di Direttore dei Musei Vaticani e delle Gallerie Pontificie.

“L’Angelo e Tobia”, insieme agli altri gessi visibili ad Anguillara e donati dagli eredi Jacometti all’Arciconfraternita della Misericordia e di S. Giovanni in Decollato, furono trasferiti dall’artista anche nel suo studio a Piazza Barberini, dove il Pontefice Pio IX e il suo segretario verificavano gli eccellenti lavori e dove Jacometti riceveva le visite degli artisti più illustri dell’epoca come B. Thorvaldsen, T. Minardi, F. Overbeck.

Le opere di Jacometti si possono ammirare nella Capitale, non solo ai piedi della Scala Santa, ma anche nella cripta della Basilica di S. Maria Maggiore (statua di Pio IX) a Piazza Mignanelli (i profeti dell’obelisco dell’Immacolata Concezione), nella Basilica di San Paolo fuori le mura (gli angeli nella porta), presso l’Isola Tiberina (le edicole dell’obelisco), nella Cappella dei Gesuiti al Verano (il bassorilievo con la Resurrezione di San Lazzaro) e nella Chiesa di San Salvatore in Lauro (il sepolcro del Cardinal Pianetti).

L’ambiente della Disciplina è stato fondamentale per la conservazione dei gessi, determinanti per la ricostruzione del percorso artistico di Ignazio Jacometti, poiché qui nel 1996 furono recuperati e trasferiti dai membri dell’Arciconfraternita e sottratti ai locali sotterranei della Chiesa della Collegiata dove erano stati ubicati dopo lo spostamento dall’Accademia di San Luca.

Tra il materiale recuperato e custodito nella Disciplina, riconosciuti grazie anche all’inventario stilato dal figlio Francesco, ricordiamo il ‘Bassorilievo con nostro Signore portato al sepolcro’ (il cui corrispondente in marmo è nella Cappella dei Gesuiti al Verano) e due studi per le opere in marmo, “L’Angelo dello stemma nella Basilica di S. Paolo o l’Angelo liberatore dalle carceri” e il Bassorilievo in gesso ‘La Resurrezione di Lazzaro’ del 1857 per la Principessa O. Bariatinski.

(ph. Paolo Lorizzo)

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