Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Anguillara, Torrione e giardini

torrione-giardini

Il Torrione circolare (mastio), oggi anche sede del Museo della Civiltà Contadina e delle Tradizioni Popolari “Augusto Montori”, è parte integrante della roccaforte difensiva, realizzato presumibilmente durante la seconda metà del XV secolo, al quale si addossa una piccola struttura quadrangolare in collegamento con il nucleo centrale della fortezza detto cassero, elevato nella parte centrale e dotato di una cisterna decentrata rispetto alla piazza e un pozzo recentemente restaurato.

Presenta quattro livelli, quello più basso, destinato agli armigeri per il controllo della fortezza, il piano immediatamente superiore, utilizzato come carcere fin all’epoca dei Grillo (interessanti sono alcuni graffiti dei prigionieri qui detenuti datati al XVIII secolo) e gli ultimi due usati come residenza. Tutti i livelli sono tra loro collegati da ripide scale, l’ultima delle quali permette di accedere alla sommità della struttura, che presenta una merlatura lungo la cresta muraria che circonda una terrazza.

Per la sua tipologia architettonica rinascimentale simile ad opere affini della più rinomata architettura militare italiana, il torrione è stato attribuito al celebre architetto Francesco Di Giorgio Martini. I Giardini del Torrione rappresentano un tipico esempio di modificazioni e risistemazioni urbane avvenute a partire dal XVI secolo. Le fonti storiche lasciano ipotizzare la realizzazione dei Giardini da parte di Giacomo del Duca, in collaborazione con un certo Jacopo Barbone, mastro operaio durante l’intensa attività edilizia esercitata da Paolo Giordano Orsini a partire dal 1579.

L’aspetto originario dei giardini era improntato su una serie di terrazzamenti che si elevavano più in alto rispetto alle attuali creste murarie visibili nella parte più alta del complesso, il cui nucleo originario, ancora parzialmente visibile, è formato da un muro dove ancora si notano due delle tre nicchie semicircolari, un tempo alloggio per statue antiche o dell’epoca, scomparse da tempo. All’inizio del XIX secolo Filippo Agapito Grillo decide di colmare la sommità dei giardini (che presentava strutture difensive con una notevole densità di muri e passaggi militari) con una grande quantità di terra, ottenendo l’assestamento attualmente visibile. Il ritrovamento di strutture murarie sparse su tutta la superficie dei Giardini, mi ha permesso di ipotizzare che originariamente fossero molto più limitati rispetto alla sistemazione attuale, mentre la maggior parte della superficie era destinata ad ambienti difensivi della fortezza.

Durante i recenti lavori di restauro mi è stato possibile individuare un importante sistema di canalizzazione datato alla fine del XVIII secolo, attraverso il quale veniva raccolta l’acqua piovana proveniente dalla terrazza della torre ed incamerata all’interno della cisterna sottostante. La piccola vasca di decantazione e stata realizzata con l’ausilio dei tipici laterizi dell’epoca, mentre il canale, formato da frammenti di architravi in peperino e tufo era intonacato superficialmente e pavimentato con laterizi. Lo spessore e il numero dei muri identificati lasciano pensare che durante l’epoca rinascimentale possa esserci stato un articolato sistema difensivo soltanto intuibile perché attualmente sepolto sotto svariati metri di rinterro avvenuto alla fine del XVIII secolo.

(ph. Paolo Lorizzo)

2 Commenti su Anguillara, Torrione e giardini

  1. Interessante articolo. Giusto per completezza di informazione va menzionato che le indagini archeologiche ed i lavori di sistemazione e di restauro dei Giardini del Torrione sono stati condotti dall’architetto Alberto ANZELLOTTI. Agiiungo che nel corso dello svuotamento diella vasca situata sul cosiddetto “casssero” (visibile nella fotografia accanto al pozzo) è stata rinvenuta una antefissa in laterizio di epoca imperiale. Alcuni frammenti architettonici antichi, anche decorati, sono emersi nel corso dei lavori di rimozione di alcune ceppaie poste nei giardini. si tratta, probabilmente, di materiale di risulta proveniente da una delle ristrutturazioni dell’attiguo edificio.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*