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Anguillara, villa romana alla Grondarella

vicolo della grondarella

Lo scorcio panoramico che si gode affacciandosi su vicolo della Grondarella, situato lungo Corso Umberto I, rappresenta una delle bellezze del centro storico di Anguillara, suggestivo anche per il fatto che la tradizione riferisce la spiegazione del nome di Anguillara proprio a questo luogo. Il vicolo, parzialmente coperto con una volta a botte in laterizi moderni, possiede nella parte bassa della parete di sinistra una porzione muraria di un’antica costruzione romana in opus reticolatum datata alla seconda metà del I secolo a.C. 

I primi studiosi del territorio del XIX secolo, la cui teoria è stata recentemente confermata, attribuirono il muro romano alla villa della matrona romana Rutilia Polla, che, secondo Proculo Giureconsulto, era sorta lì dove il promontorio formava un angolo, occupando molto dello spazio su cui successivamente sorse il centro storico. La villa venne quindi definita “Angularia” e la tradizione vuole che il termine sia l’origine del nome “Anguillara”. Altri però, pur ritenendo che “Angularium” sia il toponimo da cui scaturì il nome della città, sostengono che la villa di Rutilia Polla fosse situata soltanto nell’area attualmente occupata dalla chiesa della Collegiata e nelle zone immediatamente attigue e che questo sarebbe soltanto il muro di una delle residenze sorte in epoca romana sul promontorio.

Ritengo infatti che se fossimo realmente di fronte ad un vicus, cioè ad una sorta di quartiere formato da un gruppo di case, la porzione muraria visibile presso il vicolo della Grondarella non sarebbe l’unica testimonianza evidente della presenza romana nel promontorio. Le poche e frammentarie testimonianze degli studiosi dei secoli scorsi infatti, citano manufatti perlopiù marmorei sparsi qua e la presso le pareti esterne delle case del centro storico (uno dei quali ancora visibile lungo Corso Umberto I, trattandosi di un frammento di sarcofago strigilato), ma mai, a parte il muro in vicolo della Grondarella resti di fabbricati antichi.

Si ipotizza inoltre che un antico tracciato basolato, le cui tracce vennero identificate durante lo scavo del collettore fognario di Corso Umberto I, ripercorra, ad una profondità notevolmente inferiore rispetto all’attuale piano di calpestio, l’asse principale del paese, conducendo direttamente sulla parte più alta del promontorio, in corrispondenza con l’area attualmente occupata dalla chiesa della Collegiata, proprio lì dove il promontorio forma un angolo. Angularium quindi potrebbe essere identificata con una grandiosa villa residenziale che si estendeva sulle pendici del colle ma anche sulla riva del lago, settore raggiungibile con rampe di scale successivamente riutilizzate (e quindi invisibili) o andate perdute.

Anche per l’origine del nome è stata avanzata un’altra ipotesi. Si ipotizza infatti che il nome della città derivi dalla famiglia nobiliare degli Anguillara che detennero il potere tra il X e il XV secolo, che a sua volta lo acquisì dalle anguille presenti copiose nelle acque del lago. Non è un caso infatti che compaiono all’interno dello stemma nobiliare della famiglia e sono presenti nell’attuale stemma del Comune, riprodotte nella porta d’ingresso della torre.

(ph. Paolo Lorizzo)

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