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Aosta romana: Augusta Praetoria

Aosta romana: Augusta Praetoria

Augusta Praetoria, l’Aosta romana

Il territorio di Aosta era occupato dal popolo celto-ligure dei Salassi, contro i quali i Romani combatterono, rimanendo sconfitti, probabilmente già al tempo del console Appio Claudio nel 143 a.C.

Lo scopo dei Romani era quello di assicurare la sicurezza e la libertà dei transiti, oltre che l’interesse per le miniere d’oro, controllate proprio dai Salassi, ricordate da Strabone (1). Gli scontri si protrassero fino a quando nel 43 a.C. Antistio Vetere, stabilito un presidio nella valle, bloccò i rifornimenti verso i Salassi, in particolare quelli del sale. In questo modo riuscì ad ottenere che essi accettassero l’occupazione romana. Tuttavia quando rimase solo un presidio romano, venne subito cacciato. Successivamente Ottaviano giunse ad una trattativa, lasciò impuniti i Salassi nonostante il loro comportamento e permise che vivessero secondo le loro abitudini.

Contro le sue aspettative essi si rivoltarono nuovamente. Perciò, nel 35 a.C., inviò Valerio Messalla Corvino che, assediandoli, li portò alla resa per fame.  Nel 25 a.C. i Salassi, uniti ad altre popolazioni alpine, si ribellarono ancora, finché una spedizione militare guidata da Aulo Terenzio Varrone riuscì a sconfiggerli definitivamente. Allo stesso anno risale la fondazione della colonia Augusta Praetoria nel luogo strategicamente più importante, dove già Terenzio Varrone aveva posto il suo accampamento; in essa furono stanziati circa tremila veterani.

Parte della popolazione, forse composta da coloro del ceto più elevato che si erano mostrati favorevoli a Roma, fu accolta nella nuova città e rapidamente assimilata.

Aosta romana: Augusta Praetoria

Urbanistica di Aosta romana

L’area in cui sorse la città di Aosta risulta stabilmente abitata già dall’inizio del terzo millennio. Infatti anche parte dell’abitato dei Salassi si estendeva anche nell’area su cui successivamente sorse la città romana.  Augusta Praetoria si trovava in una zona aperta e pianeggiante alla confluenza di due fiumi, la Dora Baltea e il Buthier, in un punto di particolare interesse strategico da cui dipartivano le antiche vie per i valichi, percorse già dalla tarda preistoria.

La colonia augustea venne dedotta con un orientamento nord-est/sud-ovest condizionato dai limiti naturali del corso della Dora Baltea a sud, e dal Buthier ad est, nonché dal forte pendio della montagna sempre verso est. L’area entro cui sorgeva la città risultava in pendio verso sud-ovest: tale dislivello venne sfruttato per il deflusso della rete fognaria e delle acque.

Mura

La cinta muraria, quasi completamente conservata, presenta una forma rettangolare di 727 X 253 m.  A intervalli regolari sorgevano torri a pianta quadrangolare a due piani, poste anche ai quattro angoli della cinta e ai lati delle porte d’ingresso della città. In corrispondenza degli assi principali vi erano quattro porte: ad oriente la Porta Praetoria a tre fornici con cortile interno, fiancheggiata da due torri rettangolari; ad ovest la porta detta Decumana dalla quale si raggiungeva il ponte sul Buthier; la porta Principalis Dextera; la porta Principalis Sinistra, ad un solo fornice priva di cortile interno. All’esterno della Porta Pretoria, sulla via per Eporedia, sorgeva l’arco onorario dedicato ad Augusto.

Impianto viario

La città era scandita in isolati di 75 x 57,50 m.  L’asse principale est-ovest, largo 9,46 m, rappresentava la prosecuzione della via per Eporedia, l’odierna Ivrea; a tre quarti della sua lunghezza verso occidente era intersecato dal principale asse nord-sud. All’incrocio di tali vie era ubicato il foro, di forma rettangolare allungata. Di questo conosciamo il criptoportico e il tempio, a cui, forse, ne era affiancato un altro. La sua sistemazione fu prevista durante la pianificazione della città, ma venne completata nel corso del I sec. d.C.

Edifici pubblici

Gliedifici per gli spettacolipubblici, anfiteatro e teatro, furono posti in un’area periferica, interna alle mura, in prossimità della Porta Pretoria, e inseriti in isolati rettangolari. Un impianto termale si trovava ad est del foro, dove occupa la parte orientale di un isolato.

Note

  • (1) Strabone, Geografia, IV, 6, 7.

Bibliografia

  • R. Mollo Mezzena, Augusta praetoria e il suo territorio, in Archeologia in Valle D’Aosta dal Neolitico alla caduta dell’impero romano, Aosta 1981, pp. 63-134.
  • P. Ramella, Archeologia in Piemonte e Valle d’Aosta (con dati di storia antica), Ivrea 1985.
  • V. Viale, M. Ferrero, Aosta romana e medievale, Torino 1967.

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