Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Aquileia. Importante scoperta nel centro storico

Le ricerche archeologiche, dirette dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, durante lo scavo di un pozzo artesiano, in occasione della ristrutturazione di una casa privata in via Popone, hanno restituito un edificio, affacciato sulla strada che circoscriveva, a occidente, il quartiere occupato dal complesso basilicale. I lavori di scavo, effettuati dalla società ArcheoTest S.r.l., consente di arricchire la conoscenza di uno dei settori più intensamente abitati di Aquileia, dall’epoca romana fino all’età contemporanea.

Infatti, la sezione indagata, seppur minima, permette di delineare la storia di un ambito insediativo contraddistinto da una lunga continuità di vita, a partire dall’epoca imperiale, quando viene eretto il muro che sarà continuamente rimpiegato nelle fasi successive. Nel quarto secolo dopo Cristo, fu costruita una stanza accessibile dalla strada attraverso un’ampia apertura, sostenuta da colonne. La stanza era caratterizzata da una pavimentazione mosaicata ornata da croci nere su fondo bianco, di cui resta un’ampia porzione. Gli avvenimenti successivi all’assedio di Attila e ai cambiamenti storici che determinarono il lento declino della città, portarono, durante il sesto secolo dopo Cristo, al rimpiego del vano, mediante la chiusura dell’entrata con un muro e la sopraelevazione del pavimento.

Questo ritrovamento è importante perché rappresenta un’ulteriore testimonianza della vita tardo antica e altomedievale di Aquileia, ancora documentata scarsamente, ma che grazie alle recenti scoperte sta incominciando ad acquistare una nuova fisionomia. E non è casuale che la continuità di vita individuata, nel corso dello scavo, interessi proprio la zona circostante la Basilica cristiana che diventò fin dalla sua costruzione il nuovo luogo di aggregazione dell’insediamento tardo antico e poi della città medievale e moderna.

Straordinaria anche la sequenza della vegetazione, dal quinto-sesto secolo dopo Cristo ad oggi, individuata dal paleobotanico Marco Marchesini e adesso in fase di studio. Nel corso dello scavo, infatti, sono stati prelevati numerosi campioni: il materiale terroso è stato setacciato in acqua individuando numerose testimonianze vegetali, particolarmente pollini, che permetteranno di ricostruire la trasformazione del paesaggio vegetale dall’epoca tardo antica ad oggi.

(ph. cortesia Sopr. Arch. FVG)

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*