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Aquilia Severa

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nome: Giulia Aquilia Severa (Iulia Aquilia Severa)
dinastia: severiana
famiglia: moglie dell’imperatore EliogabaloCon il regno di Eliogabalo (218-222) l’impero romano si aprì ad una stagione storica sempre più accentuata dal predominio, a livello politico e religioso, dell’elemento orientale, destinato, inevitabilmente, ad entrare in conflitto con le tradizioni patrie: questo imperatore, infatti, salito al trono con il nome di Marco Aurelio Antonino, promosse una serie di iniziative a livello cultuale, volte a stabilire anche in Roma la venerazione per il dio Sole di Emesa (città siriana di cui era originaria Giulia Domna, ava di Eliogabalo), che gli inimicarono gli ambienti senatori e lo esposero al rischio di ritorsioni ed attacchi alla sua persona, come di fatto accadde nell’anno 222, con l’assassinio ad opera di membri della guardia del pretorio.

Ma non fu soltanto la sua condotta pubblica a scandalizzare i Romani più conservatori: Eliogabalo si attirò critiche e commenti feroci, recepiti dalla tradizione storica, soprattutto di parte cristiana, anche per quanto riguardava la conduzione della vita privata, in particolare in ambito coniugale. In coerenza con le sue convinzioni religiose e desideroso di attuare una sorta di unione sempre più perfetta tra la divinità siriaca, di cui era sacerdote, e quella romana, Eliogabalo passò da un matrimonio all’altro, prediligendo vergini consacrate al culto della dea Vesta. Tale fu, ad esempio, la sua seconda moglie, Aquilia Severa (la prima era stata Giulia Cornelia Paula, membro di una famiglia di rango consolare, ripudiata da Eliogabalo dopo nemmeno un anno di vita in comune), che risposò successivamente in quarte nozze.

Aquilia andò sposa a Eliogabalo nell’anno 220 (e questa, peraltro, è l’unica data che si conosce con certezza della vita dell’augusta); il rango e gli obblighi, in primis il voto di castità, che le spettavano in quanto vestale, tuttavia, non la autorizzavano a contrarre matrimonio e le nozze con l’imperatore furono considerate un vero e proprio sacrilegio da parte della popolazione romana. L’unione tra i due, del resto, non godette buona sorte, in quanto Eliogabalo, deluso per la mancata nascita di un erede, ripudiò Aquilia dopo un solo anno per sposare, nel 221, Annia Faustina. Quest’ultima apparteneva ad una famiglia di ceto elevato ed era discendente, da parte paterna, da Annia Galeria Aurelia Faustina, figlia di Marco Aurelio. Nei confronti della terza moglie il comportamento di Eliogabalo fu, a dir poco, crudele: non solo egli fece uccidere l’uomo, il console Pomponio Basso, al quale Annia era già unita, ma, addirittura, senza nemmeno attendere la fine del primo anno di matrimonio, divorziò per riprendersi Aquilia Severa.

Non si stenta davvero a comprendere che, a motivo di un simile “balletto” di unioni e divorzi, succedutisi a ritmo vorticoso (tra 219 e 222 Eliogabalo si sposò e divorziò per ben quattro volte!), il profilo dell’imperatore sia passato alla storia con un’immagine fortemente compromessa. Delle sue sfortunate mogli si sa molto poco, anche perchè ad occupare la scena, per così dire, fu prevalentemente la sua personalità, tratteggiata dalle fonti in modo eccentrico e bizzarro.

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