Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Ardara (Ss). Scoperta la più antica epigrafe ebraica della Sardegna

epigrafe ebraica sardegna

Il piccolo centro di Ardara, sul Monte Acuto, in provincia di Sassari, è famoso per essere stato nel periodo medievale una delle capitali del Giudicato di Torres, il regno che si formò attorno al decimo secolo e si dissolse nel tredicesimo, i cui confini coincidevano con quelli della moderna provincia di Sassari, e per le testimonianze monumentali di quest’epoca, prima tra tutti la bellissima chiesa romanica dedicata a N.S. del Regno e i resti del palazzo giudicale.

Recentemente sono emerse nuove scoperte archeologiche ed epigrafiche che hanno portato alla ribalta il periodo romano di Ardara. Il mese scorso, infatti, è stata pubblicata dall’Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo, l’edizione annuale di “Materia Giudaica” che contiene gli Atti del Convegno Internazionale tenutosi a Cagliari nel 2008 e intitolato “Gli Ebrei in Sardegna nel contesto Mediterraneo”, a cura della professoressa Cecilia Tasca. Tra gli interventi presenti negli Atti, uno in particolare ha destato grande interesse tra gli studiosi di ebraismo: concerne un’epigrafe funeraria di epoca romana databile all’età alto imperiale e scoperta nelle campagne vicino Ardara in onore di un defunto chiamato Sedecam o Sedecami.

Secondo Giuseppe Piras, l’epigrafista autore del saggio, e gli esperti di onomastica ebraica sia il nome del defunto, sicuramente semitico, sia quello del padre, leggibile come Aron, farebbero pensare a un personaggio di origini giudaiche. Alla cautela di Piras e degli altri studiosi si oppone l’intraprendenza di Cesare Colafemmina, docente di Epigrafia ed Antichità ebraiche presso l’Università di Bari. Negli stessi Atti troviamo l’intervento di Colafemmina dedicato alla rilettura delle epigrafi ebraiche presenti in Sardegna che confermerebbe le origini ebraiche del personaggio e daterebbe la lapide a un periodo compreso fra la fine del primo secolo e l’inizio del secondo secolo dopo Cristo. Ad ogni modo se il defunto ricordato dall’iscrizione di Ardara fosse un ebreo, si tratterebbe della più antica testimonianza sinora scoperta della presenza ebraica in Sardegna, un ritrovamento dunque veramente eccezionale.

epigrafe ebraica sardegna

L’epigrafe si aggiunge ad altre importanti scoperte epigrafiche relative ad Ardara effettuate negli anni passati, prima tra tutte quella della stele funebre in onore di un soldato romano del primo secolo dopo Cristo chiamato Orcoeta e appartenente ai Convenae, comunità stanziata nell’area pirenaica, un auxiliarius che fu arruolato nella coorte terza degli Aquitani, reparto di stanza nell’isola nel primo secolo dopo Cristo per controllare il territorio. Dopo essere stata recuperata dai magazzini della Soprintendenza, la stele, interpretata erroneamente come medievale nel XIX secolo da Enrico Costa, storico sassarese, è stata riletta correttamente e pubblicata da Piras, incaricato dalla Soprintendenza Archeologica di studiare e schedare tutte le epigrafi, romane e medievali, che saranno esposte nel futuro museo di Ardara.

Inoltre, la lapide di Orcoeta ha costituito l’indizio per supporre la presenza di un distaccamento di soldati di questa coorte vicino ad Ardara, ipotesi che potrà essere confermata dai risultati degli scavi svolti dalla Soprintendenza in località Pianu San Pietro. Le due campagne di scavi, effettuate nel 2007 e nel 2008, condotte dall’archeologa Giusy Lopez e dirette da Paola Basoli della Soprintendenza, hanno riportato alla luce delle strutture sicuramente riferibili a un presidio fortificato presso il quale erano acquartierati dei militari tra il primo secolo avanti Cristo e il primo secolo dopo Cristo.

2 Commenti su Ardara (Ss). Scoperta la più antica epigrafe ebraica della Sardegna

  1. Anche il parere favorevole all’ampliamento della medesima cava, espresso dall’Amministrazione Comunale di Ardara, dimostra la mancanza di consapevolezza, da parte delle istituzioni preposte alla tutela, dell’importanza storica del sito. Non voglio pensare ad altre motivazioni.

  2. Non riesco a spiegarmi come abbia potuto, la medesima Soprintendenza, prima autorizzare l’apertura e successivamente anche l’ampliamento di una cava per l’estrazione di sabbie silicee, proprio nella località Pianu San Pietro.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*