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Arezzo, museo archeologico: foto

museo archeologico di Arezzo

Il museo archeologico di Arezzo

Dedicato all’illustre cittadino aretino, Gaio Cilnio Mecenate, il museo statale archeologico ha la sua sede nell’ex monastero di San Bernardo, edificato sui ruderi dell’anfiteatro romano, in via Margaritone n.10.

L’allestimento annovera 26 sale, ordinate topograficamente al piano terra e secondo l’ordine cronologico (le cui collezioni giungono in parte da privati) al piano superiore, comprendenti le fasi dalla preistoria all’età classica.

  • Orario: 8:30-19:30
  • Tel. 0575-20882

Galleria fotografica sul museo archeologico di Arezzo

Le 6 fotografie iniziali offrono un allestimento del tipico ambiente da mensa nell’antica Roma: la prima propone una teca votiva (lararium) con bronzetti di Lari e Penati (i numi protettori della casa e della famiglia) coi rispettivi doni come uva (simbolo di ricchezza), uova (elemento di rinascita) ed una lucerna ad olio. Le altre cinque aiutano a comprendere come doveva essere una sala da banchetto con letti, vasellame di pregio come terra sigillata, brocche e colini di bronzo e vasetti di vetro. I cibi più consumati sulle tavole dei romani di ceto medio-alto erano uova, uva, fichi, carne, cereali, pane, molluschi e pesce il tutto accompagnato immancabilmente dal vino; grande autore di cucina antica è stato Marco Gavio Apicio, scrittore del De re coquinaria (L’arte culinaria).

Dalla settima alla decima foto vengono esposti frammenti fittili (teste) di statue, esempi di coroplastica che risente dell’influenza di artisti etrusco-italici (realismo dei volti) e greci (elaborazione delle acconciature). Questi reperti provengono da via della Società Operaria e sono di II-I secolo a.C.

L’undicesima immagine è un busto di statua in nudità con una gamba più avanzata dell’altra mentre la dodicesima è una visione d’insieme delle teche di vetro.

La foto 13 mostra un cratere attico a volute, a figure rosse, riconducibile al pittore Euphronios, con una rappresentazione di uno scontro tra Eracle (con pelle di leone e clava) e le Amazzoni databile tra 510 e 500 a.C.

La foto 14 ha come soggetto una statua, in pietra locale, molto consunta e frammentaria: un busto umano con due lembi di un vestito frangiato.

La foto 15 è un modellino 3D di un complesso quadrangolare absidato prospiciente un sacello, su crepidine a tre gradini, circondato da un recinto sacro (temenos).

La foto 16 riprende la statua romana di un togato, la 17a un mosaico lacunoso, a tasselli bianchi e neri, raffigurante il carro di Poseidone-Nettuno.

La figura 18 mostra un bassorilievo su marmo con la scena dell’allattamento di Romolo e Remo da parte della lupa.

L’immagine 19 propone un disco di bronzo con umbone centrale, sette raggi e tre lettere in caratteri etruschi (V, L ed S). si tratta di un quinipodium, moneta di grosse dimensioni, attestata solo in due casi finora.

Le foto dalla 20 alla 36 espongono ritratti fittili naturalistici (maschili, femminili ed infantili) dal santuario di Castelsecco mentre nella 34 si vede un frammento di statua marmorea (piede con calzatura a cinghie).

Le immagini 37 e 38 mostrano il ritratto virile di un togato, forse un senatore, su vetro a forma discoidale, incastonato in un manico di metallo.

L’ultima immagine è un disco di pietra con iscrizione etrusca, probabilmente si tratta di un’arula per la divinazione.

Link alle immagini del museo archeologico

http://www.archart.it/italia/Toscana/provincia-Arezzo/Arezzo-museo-archeologico/index.html

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