Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Arya: testi sacri

testi sacri degli Arya

I testi sacri degli Arya

Nella seconda metà del secondo millennio a.C. gli Arya vedici scesero nelle pianure indiane attraverso i passi montani dell’Afghanistan. Non sappiamo molto delle loro origini né di altri popoli che fanno parte delle lingue indoeuropee o indogermaiche.

Nel 1350 a. C. fu redatto in Asia occidentale, a Boghazköl, il trattato di pace nel quale si fa riferimento per la prima volta agli Arya. Nel trattato, concluso tra il re degli Ittiti e il governatore del regno dei Mitanni, venivano invocati come testimoni gli dei arya Mitra, Varuna, Indra e i Nasatya.

Veda

I Veda rappresentano una grande fonte di informazione sugli Indo – Arya nonché la loro più grande impresa culturale. Questa importante raccolta letteraria sacra è composta da quattro categorie di testi: formule sacre (Mantra), commenti ai riti sacrificali (Brahmana), trattati esoterico – filosofici (Upanishad) e una serie di indicazioni sui vari rituali (Sutra).

La collocazione cronologica e le varie forme di cultura di questi testi sono state per molto tempo oggetto di discussione tra i vari indologi. A tale proposito sono nate varie teorie tra cui una in particolare sostenuta da un indologo tedesco, Max Müller che prese come punto di partenza la nascita del Buddha, risalente intorno al 500 a.C., e sostenne che le Upanishad, che precedono la filosofia buddhista, furono composte fra l’800 e il 600 a.C. Se questo fosse corretto gli altri testi, ossia i Brahmana e i Mantra sarebbero stati composti fra il 1000 e l’800 e fra il 1200 e il 1000 a.C.

Dopo vari studi è stato possibile affermare che le date proposte da Müller corrispondono con i risultati della moderna ricerca archeologica e indicano dunque un periodo di almeno mezzo millennio fra il declino della civiltà vallinda e l’immigrazione di un popolo nomade che potrebbe identificarsi con gli Indo – Arya vedici.

I Veda, considerati frutto di ispirazione divina, furono trasmessi oralmente da un gruppo di sacerdoti all’altro, chiamati brahmani, con una certa fedeltà. Ed è per questo che ancora oggi i Veda costituiscono una valida fonte di informazione sulla storia degli Arya. Questo discorso riguarda in particolare i Mantra, considerati in occidente come i Veda veri e propri, mentre in India ne fanno parte anche Brahmana, Upanishad e Sutra.

Mantra

I Mantra sono composti da quattro raccolte (Samhita)

  • Rigveda
  • Samaveda
  • Yajurveda
  • Atharvaveda

Il Rigveda è il testo più antico e sacro composto da 1.028 inni, che contano 10.600 versi raccolti in dieci libri o cicli di canti (Mandala) ed è quel testo che da maggiori notizie sulla vita quotidiana degli Arya, le loro lotte, aspirazioni, principî filosofici e religiosi. I libri dal II al VII sono i più antichi e sono chiamati «libri di famiglia», proprio perché composti da alcune famiglie di saggi ispirati.

Per quanto riguarda invece i libri I e X questi furono redatti successivamente. Il libro X contiene molte riflessioni filosofiche e riferimenti al sistema castale, assenti nei precedenti libri.

I primi inni del Rigveda vengono assegnati ad un periodo anteriore al 1000 a.C., non è però da escludere il fatto che possano essere stati composti anche in un’epoca successiva al 1000 a.C., in quanto in alcuni di essi viene menzionato il ferro che cominciò ad essere utilizzato in India in quel periodo.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*