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Assuan

Assuan

Assuan, la Syene dei Greci, è situata sulla riva orientale del Nilo occupando in parte una zona collinare, divenuta ormai famosa per la celebre costruzione dell’omonima diga.

Anticamente (compresa l’isola di Elefantina) l’area veniva chiamata yeb, la “terra degli elefanti”, definizione probabilmente legata alla presenza di numerose rocce sporgenti lungo il corso del Nilo, somiglianti ad una schiera di elefanti.

Strategicamente importante perché controllava l’accesso alle cataratte, la città di Assuan era uno snodo essenziale per le carovaniere dirette in Sudan e testimone della presenza nel VI/V secolo a.C. di una colonia militare ebraica che realizzò un tempio consacrato a Jahvè, come testimoniato dal ritrovamento tra il 1906 e il 1908 di una serie di papiri in aramaico oggi conservati nei musei di Berlino. La tradizione (documentata dall’ateniese Eratostene 276 – 196 a.C.) parla inoltre della presenza di un grandioso pozzo illuminato il giorno del solstizio d’estate dai raggi del sole che scendevano perpendicolarmente al suo interno, di cui oggi non rimane più traccia.

Sono poche e poco visibili le antiche tracce di Syene, che si scorgono osservando alcune iscrizioni sulle rocce nella zona di Qasr el-Mulah e alcuni frammenti di antichi edifici inseriti nel tessuto urbano della città moderna.

Il tempio di Iside

Si tratta di un antico edificio incompiuto e molto rovinato, situato nel quartiere di Qasr el-Mulah (poco distante dal luogo dove sono ubicate le iscrizioni rocciose), di cui rimangono un pronao formato da due pilastri quadrati e tre cappelle, la cui antica decorazione con scene di offerte appare molto rovinata. Il portale è decorato da una modanatura con scene di Tolomeo III Evergete offerente davanti agli dei Amon, Mut e Iside. Fatto erigere dallo stesso Tolomeo III Evergete e da Tolomeo IV Filopatore, il tempio, dedicato ad Iside, è attualmente visibile nei pressi della necropoli fatimita a nord-ovest delle cave di granito.

Le cave degli obelischi

Situate nella zona meridionale della città, le cave intorno alla città furono sfruttate fin dall’inizio dell’epoca dinastica per l’estrazione dei blocchi di granito, ricchi di quarzo, feldspato giallo e rosso e di mica nera, utilizzati per la costruzione di molti edifici e monumenti sparsi per tutto l’Egitto, molti dei quali trasportati fin dall’epoca romana a Roma (gli obelischi). Il materiale veniva estratto dalle cave utilizzando il sistema di penetrazione nella roccia di cunei di legno successivamente bagnati. La roccia si fendeva grazie al gonfiamento dei cunei che producevano dei tagli levigati pronti ad essere lisciati.

L’obelisco ‘incompiuto’ e il ‘colosso mummiforme’

L’obelisco presente nella cava settentrionale di granito di Assuan è definito ‘incompiuto’ perché è ancora alloggiato nel luogo di estrazione e non del tutto lavorato. Il quarto lato dell’obelisco infatti, non è stato staccato dalla roccia a causa di alcune fessure che si sono aperte sulla sua superficie durante la lavorazione, impedendone quindi l’estrazione. Lungo m. 41,75 e largo alla base m. 4,20, l’obelisco ha un peso di circa 1197 tonnellate e, nel caso fossero riusciti ad estrarlo, sarebbe stato il più grande al mondo mai istallato. Intorno ad esso venne praticato un intercapedine largo circa cm 75 per permetterne agli scalpellini la lavorazione. Il ‘colosso mummiforme’ (o statua di Osiride) venne sbozzato probabilmente durante la XIX dinastia (forse come elemento decorativo per una struttura templare di Tebe) e per motivi poco chiari venne abbandonato prima della sua ultimazione. Il colosso, lungo sei metri, con corona, barba e braccia incrociate sul petto, venne ricavato da uno dei tanti affioramenti rocciosi presenti nelle cave, segno tangibile dell’attiva frequentazione dei luoghi per millenni. Il volto della statua presenta ampie tracce di levigatura probabilmente prodotte in centinaia d’anni dai visitatori.

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