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Assurbanipal

Assurbanipal

  • Assurbanipal (Ashur-ban-apli): re di Assiria
  • Regno: 668-629 a.C.
  • Capitale: Ninive

La difficile ascesa di Assurbanipal al trono di Assiria

Assurbanipal è uno degli ultimi ed indubbiamente uno tra i più importanti e noti sovrani dell’impero neoassiro. Figlio minore del re Esarhaddon e nipote di Sennacherib, Assurbanipal è ricordato come uno tra più longevi e dotti sovrani che regnarono nel Vicino Oriente pre-classico.

La salute cagionevole e l’imminente partenza per la campagna d’Egitto costrinsero suo padre, Esarhaddon (680-669 a.C.), a nomine Assurbanipal successore al trono di Assiria già nel 672 a.C. Esarhaddon scelse dunque come suo erede uno dei figli minori, riservando invece al maggiore, Shamash-shum-ukin, il trono di Babilonia, sicuramente altrettanto prestigioso sul piano religioso e culturale ma assolutamente secondario dal punto di vista politico.

Al momento della morte di Esarhaddon il territorio di Babilonia, da sempre di difficile gestione per i sovrani assiri, ma sino ad allora puntualmente retto dall’unico e grande re di Assiria, avrebbe dunque goduto di una speciale autonomia e sarebbe stato governato in maniera semi-indipendente da Shamash-shum-ukin, nonostante la supervisione dell’effettivo sovrano di Ninive.

Questo fatto è piuttosto significato e si pone come uno degli elementi che caratterizzerà, in maniera emblematica, gran parte del regno di Assurbanipal.

La nuova strategia di gestione territoriale voluta da Esarhaddon nacque dalla sempre crescente difficoltà riscontrata dai sovrani assiri di gestire un impero che, a causa delle continue guerre, era divenuto estremamente vasto e quasi impossibile da controllare. Allo stesso modo però, la repentina morte di Esarhaddon, avvenuta nel 669 a.C. durante la spedizione in Egitto, oltre a lasciare aperti i problemi esistenti con la dinastia etiope che governava allora tale paese, segnò anche l’inizio delle contese tra i due principi ereditari per l’effettivo controllo del territorio babilonese.

Controversie e contrasti tra i principi ereditari

La scelta di Esarhaddon di elevare al trono di Assiria il figlio minore fu sottoposta alla decisione dell’intera famiglia regale e della corte assira. L’approvazione fu unanime e venne sancita attraverso un grande e solenne giuramento di fedeltà. L’incoronazione di Assurbanipal termina con un inno il cui passo conclusivo recita:

“Riunitevi, o dei del cielo e della terra, e benedite re Assurbanipal, l’uomo saggio! Piazzate nella sua mano l’arma di guerra e di battaglia, concedetegli le teste nere, cosicché egli possa regnare come loro pastore!” (Livingstone, 1989: 11: 15-18).

Il perfetto dualismo monarchico allora immaginato da Esarhaddon non resistette tuttavia a lungo di fronte ai dissapori di Shamash-shum-ukin ed ai conseguenti malumori di Assurbanipal, il quale, considerando il fratello maggiore più come un proprio vassallo piuttosto che come un monarca autonomo, riservava spesso a se stesso un ruolo preminente anche nell’organizzazione pubblica e religiosa di Babilonia.

La situazione degenerò in maniera insostenibile e definitiva nel momento in cui “il fratello infedele”, come Assurbanipal usava spesso appellare Shamash-shum-ukin nelle proprie iscrizioni regali, giunse a coalizzare contro il legittimo sovrano le maggiori forze straniere nemiche dell’impero in una poderosa alleanza anti-assira.

Assurbanipal e la guerra contro l’Elam

Al di là dei toni propagandistici il concreto appoggio esterno conferito a Shamash-shum-ukin venne apportato da parte del regno neoelamitico.

La politica precedentemente adottata da Esarhaddon era riuscita a tenere a bada e ad indebolire le pressioni, esercitare sopratutto sulle regioni della Mesopotamia meridionale, da parte delle temibili genti elamite. Il clima filo-assiro sino ad allora instauratosi con l’Elam degenerò tuttavia velocemente a causa dei problemi dinastici assiri, nei quali, i sovrani elamiti, videro probabilmente la possibilità di un ridimensionamento dell’egemonia assira sui propri territori.

Il continuo estendersi del movimento pro-elamita e l’insistente clima anti-assiro che si andava delineando portarono ben presto Assurbanipal ad agire, in un primo momento esclusivamente contro l’Elam (653 a.C.), invadendone i territori, conquistandoli, sconfiggendo il sovrano Teumman in un sanguinoso conflitto campale nei pressi del fiume Ulai e, successivamente, a dichiarare il territorio elamita come un nuovo stato vassallo assiro.

Tuttavia il controllo su quest’area, impervia e caratterizzata da continue fazioni interne, fu estremamente difficoltoso da mantenere. Shamash-shum-ukin, conoscendo tali problematiche, tentò allora, nel 652 a.C., di istituire un’ambiziosa alleanza anti-assira coinvolgendo, in primo luogo, i governatori elamiti oltreché tutti i popoli nemici dell’Assiria. Egli rinunciò allora all’egemonia del fratello minore, ridimensionandolo nel conferirgli la nomina di “governatore babilonese di Ninive”.

La reazione assira fu estremamente brutale. Inizialmente Babilonia venne assediata, e, dopo quattro anni di isolamento, conquistata nel 648 a.C., con Shamash-shum-ukin che morì, forse suicida, durante la presa e la distruzione del proprio palazzo.

Sul trono di Babilonia venne allora posto ed incoronato, non direttamente Assurbanipal, ma Kandalanu, proconsole assiro e figura sino ad allora ignota, e, anche successivamente, assai nebulosa. Costui occupò il trono di Babilonia sino alla propria morte, avvenuta, come quella di Assurbanipal, nel 629 a.C., tanto da lasciar supporre che in realtà egli altro non fosse che un alter ego del vero sovrano di Assiria.

Infine, anche la capitale dell’Elam, Susa, venne conquistata, tra il 647 ed il 646 a.C., al termine di una lunga ed estenuate battaglia, conclusasi con la sistematica distruzione della città fino alla profanazione delle tombe regali, che permise ad Assurbanipal di liberarsi definitivamente del problema elamita.

Politica espansionistica e conquiste militari sotto Assurbanipal

A differenza dei suoi predecessori, Assurbanipal condusse raramente in prima persona le spedizioni militari. Nel momento in cui le sue truppe invasero e devastarono l’Elam il re si trovava infatti nel suo palazzo di Ninive a pregare per il successo dell’impresa, ma quando l’esercito tornò vittorioso egli assunse un ruolo da protagonista nelle celebrazioni che rievocavano l’evento, come nelle processioni celebrative e nelle esecuzioni dei prigionieri.

Nonostante ciò, le campagne militari sotto il regno di Assurbanipal furono ugualmente frequenti ed il lungo regno di questo sovrano, secondo molti studiosi, costituì il reale apogeo dell’impero assiro.

In un primo momento Assurbanipal continuò la politica del padre, rivolgendosi subito contro l’Egitto in rivolta, conquistandolo rapidamente ed arrivando sino a Tebe.

Ulteriori sconti, avvenuti con gli stati fenici e palestinesi, palesarono l’assoluta egemonia assira. Ma la difficoltà di gestire in maniera stabile territori tanto distanti dalla madrepatria assira portano poco alla volta gli stati conquistati ad una nuova indipendenza. Allo stesso modo, una nuova rivolta egiziana, guidata da Psammetico I nel 655 a.C., portò all’espulsione dei governatori assiri dall’Egitto ed all’avvento di una nuova dinastia locale.

Se dunque la presa di Susa segnò indubbiamente l’apice espansionistico dell’impero neoassiro allo stesso tempo questo episodio ne avviò anche la fine. Questo fu dovuto al fatto che il vuoto politico lasciato dall’Elam creò le condizioni per una rapida, e soprattutto non ostacolata, avanzata del popolo dei Medi nell’altopiano iranico.

Le successive spedizioni di Assurbanipal a sud, nel deserto d’Arabia contro le popolazioni arabe e a nord, nelle guerre con i Cimmeri, portarono a vittorie scontate, che non preoccuparono l’esercito assiro. Ad est, invece, le vittorie contro Mannei e Medi furono trionfi più che altro parziali ed effimeri che non riuscirono comunque ad impedire più di tanto l’espansione di queste popolazioni ed il loro successivo sviluppo in stati organizzati.

La parte finale del regno di Assurbanipal, successivamente alla sconfitta del fratello ribelle, è poco documentata, sia a livello di materiale ufficiale che di documenti quotidiani. La guerra tra i due fratelli doveva aver avuto un costo enorme per l’Assiria in termini economici ma anche diplomatici, avendo messo a dura prova l’intero sistema delle alleanze assire.

Se alla morte del sovrano l’impero neoassiro sembra dunque essere più esteso e più potente che mai, la crescita dei nuovi regni ed i problemi irrisolti interni alla monarchia porteranno i successori di Assurbanipal a dover gestire una crisi repentina, di fronte alla quale il collasso definitivo dell’impero fu imminente.

Tradizione artistica e letteraria nel regno di Assurbanipal

Alla mancanza di un coinvolgimento diretto da parte di Assurbanipal nei confronti delle azioni militari corrispose tuttavia un forte interesse del sovrano nel campo scientifico ed umanistico, con particolare riferimento alla matematica, all’astronomia ed alla filologia.

La costruzione di una propria reggia a Ninive nella porzione settentrionale della collina di Kuyungik, denominata dagli archeologi come il “palazzo nord”, fu ultimata attraverso la decorazione delle stanze del palazzo con meravigliosi rilievi parietali adorni di iscrizioni regali. Tali ortostati, oltre a narrare e rappresentare le campagne militari condotte sotto gli auspici del sovrano, innovavano la tradizione scultorea più antica, aggiungendo alle lastre scolpite una maggiore libertà di schemi.

All’interno del palazzo di Assurbanipal, che rivela l’ultima ed altissima rappresentazione architettonica realizzata in Assiria, era inoltre stata disposta la realizzazione di una biblioteca che doveva raccogliere ogni testo letterario e religioso sino ad allora noto. La biblioteca doveva accogliere oltre 25.000 tavolette, raccolte dal sovrano ed ora ospitate al British Museum, dallo studio delle quali si deve la conoscenza di una parte preponderante della letteratura assira e babilonese.

Questa particolare sensibilità e questo interesse per la collezione di opere antiche doveva derivare dal fatto che prima di essere istituito come erede al trono di Assiria, il giovane Assurbanipal era stato indirizzato ad una carriera religiosa, secondo una tradizione che intendeva coinvolgere i personaggi della casa regale assira, ed i più alti funzionari dell’impero, nelle principali attività ecclesiali e letterarie dello stato.

Tali interessi dovettero perdurare ed influire sui gusti e sulla personalità del sovrano, il quale, sfruttando i propri successi militari, riuscì a sedare la propria incessante sete di conoscenza attraverso l’intensa attività di ricerca, di raccolta e di copia di testi antichi.

Bibliografia

  • Fales, F.M., 2001, L’Impero Assiro, Roma-Bari.
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  • Liverani, M., 1988, Antico Oriente. Storia, società, economia, Roma-Bari.
  • Livingstone, A. 1989, Court Poetry and Literary Miscellanea (State Archives of Assyria III), Helsinki.
  • Livingstone, A., 2007, “Ashurbanipal: literate or not?”, in Zeitschrift für Assyriologie 97: 98-118.
  • Parpola, S., 1971, Letters from Assyrian scholars to the kings Esarhaddon and Assurbanipal. Part IIA: introduction and appendices, Neukirchener Verlag.
  • Parpola, S., 2007, Letters from Assyrian scholars to the kings Esarhaddon and Assurbanipal Winona Lake.
  • Radner, K., 2011, “Assurbanipal, king of Assyria (669-c.630)”, in Knowledge and Power in Neo-Assyrian Empire [http://knp.prs.heacademy.ac.uk/essentials/assurbanipal/].

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