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Atripalda. Specus Martyrum

Specus Martyrum di Atripalda

Lo Specus Martyrum di Atripalda (Av)

Intorno agli anni ’80 del secolo scorso, nel cuore di Atripalda, l’antica Abellinum, fu scoperta una necropoli romana con sepolture disposte su più livelli. Lo strato superiore della necropoli si scoprì ospitare sepolture di età paleocristiana testimoniando così non solo quello che già si sospettava da qualche tempo, la presenza della necropoli sotto il centro storico della città moderna, ma anche un utilizzo ininterrotto del cimitero.

All’interno della necropoli furono individuati anche i resti di quella che doveva essere una grande basilica del IV sec. d. C., periodo di forti persecuzioni contro i cristiani. I pilastri della basilica, e forse non solo quelli, furono costruiti riutilizzando materiale di epoca precedente come si può evincere dai basamenti.

Il più grande esempio però di arte paleocristiana ad Atripalda è il grande complesso noto con il nome di Specus Martyrum, oggi cripta della chiesa di Sant’Ippolisto, luogo, dove a seguito della persecuzione di Diocleziano, furono sepolti i martiri della città.

Lo Specus fu per secoli centro non solo religioso della città, anche quando Abellinum cessò di esistere e i cittadini dovettero abbandonarla. I resti dei martiri Ippolisto, Sabino e Romolo, insieme con quelli di altri sedici cristiani, sono ancora oggi oggetto di forte venerazione.

Ippolisto, tra l’altro è anche raffigurato in un affresco del ‘600 che, all’interno dello Specus, ricorda il suo martirio. Una scala permetteva di scendere nella cripta decorata da mosaici sia sulle pareti sia sui pavimenti. La pianta è a forma rettangolare con volte a crociera.

Un bellissimo mosaico raffigurava il concilium martyrum con il Cristo che donava la corona di gloria del martirio ai cristiani di Abellinum. Nel 1629 alla cripta fu aggiunta una seconda scala per rendere più agevole il collegamento con la soprastante chiesa, ma questo finì per snaturare l’aspetto di grotta dell’ambiente.

Nel 1728 fu costruita la Cappella del Tesoro che ancora oggi raccoglie i resti dei santi in urne di bronzo dorato e le loro immagini in dodici statue d’argento. La pianta della cappella è quadrangolare e presenta agli angoli colonne tortili di stile romanico.

La chiesa di Sant’Ippolisto deve il suo aspetto attuale ai restauri del 1852 e del 1980. Per accedervi è necessario percorrere una scalinata che conduce alla facciata formata da tre portali.

Lo spazio interno si presenta diviso da tre navate con colonne stuccate durante i restauri ottocenteschi, ma che al di sotto hanno recentemente svelato l’originario aspetto romanico.

Oggi lo Specus Martyrum di Atripalda è considerato il più importante esempio di archeologia cristiana dell’Italia meridionale.

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