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Australopithecus anamensis

Australopithecus anamensis

Carta di identità dell’Australopithecus anamensis

  • Famiglia: Hominidae
  • Genere: Australopithecus
  • Specie: Anamensis
  • Luoghi di ritrovamento: Kanapoi e Allia Bay (Kenya)
  • Datazione: 4,1- 3,5 Ma
  • Olotipo: individuo KNM-KP 29281 (mandibola con dentizione completa)

Descrizione generale dell’Australopithecus anamensis

Nel 1967 a Kanapoi, nel nord del Kenya, venne rinvenuta la parte distale di un omero (KNM-KP 271), che per anni fu ritenuta una delle più antiche testimonianze di ominidi, senza però poter essere inserita in una delle specie fino a quel momento conosciute. In seguito, poi, ai nuovi ritrovamenti fatti a Kanapoi e Allia Bay (entrambi vicino al lago Turkana), alcuni autori (Leakey et al., 1995) proposero di assegnare tutti i reperti ad una nuova specie, Australopithecus anamensis, da “anam”, che in lingua Turkana significa “lago”.

I livelli fossiliferi di Kanapoi, dove sono stati trovati i resti degli ominidi e di altri vertebrati, sono due: quello più antico, dove è stato trovato anche l’olotipo della specie, la mandibola con dentizione completa KNM-KP 29281, è compreso tra due orizzonti a tefra, datati col metodo dell’40Argon/39Argon (il superiore: 4,121 ± 0,004 milioni di anni, l’inferiore: 4,167 ± 0,004 milioni di anni); quello più recente, il Tufo di Kanapoi (Kanapoi Tuff), in chi sono stati trovati l’omero KNM-VP 271 e la tibia KNM-KP 29285, non ha datazione assoluta, ma in base alle correlazioni con altre sequenze stratigrafiche della zona, dovrebbe essere compreso tra i 4,1 ed i 3,5 milioni di anni.

Nel 1996, poi, altri due reperti sono stati rinvenuti a Kanapoi, datati tra 4,17 e 4,12 milioni di anni, e sono stati assegnati ad A. anamensis: un primo molare inferiore deciduale ed un capitato.

I caratteri distintivi di questa specie sono: forame acustico esterno, piccolo e a forma di ellisse; mandibola stretta, con denti disposti su due linee quasi parallele tra loro; regione mentoniera non particolarmente convessa; canini con radici lunghe e robuste; assenza di diastemi nelle arcate dentali; omero con corticale spessa e cavità midollare ridotta.

Australopithecus anamensis

Il palato di anamensis è stretto e poco profondo e quindi molto simile a quello osservabile nell’Australopithecus afarensis; tra i ritrovamenti più recenti, il primo molare deciduale inferiore è molto simile a quello dell’Ardipithecus ramidus e delle grandi scimmie; l’omero KNM-KP 271 presenta caratteri simili a quelli osservabili nel genere Homo.

La tibia KNM-KP 29285, che manca della parte centrale della diafisi, è molto interessante dal momento che permette di evidenziare alcuni caratteri legati alla stazione eretta, come la concavità delle superfici articolari, la faccetta fibulare superiore piccola, la diafisi rettilinea e la faccetta articolare inferiore rivolta verso il basso.

Inoltre le dimensioni della tibia hanno permesso di stimare il peso corporeo dell’individuo a cui apparteneva, che dovrebbe corrispondere a circa 55 kg, in base all’epifisi superiore, e a circa 47 kg, in base a quella inferiore, mentre una stima analoga, basata sull’epifisi distale dell’omero, indicherebbe un peso di circa 58 kg.

Tra i reperti attribuiti a questa nuova specie, il radio KNM-ER 20419, trovato nel 1993, è stato rianalizzato nel 2000 e confrontato con il radio di Lucy (A.L. 288-1, Australopithecus afarensis). È stato possibile osservare come in entrambi i reperti siano presenti alcuni caratteri tipici anche delle grandi scimmie africane, solitamente interpretati come adattamenti al loro particolare tipo di locomozione, il“knuckle walking”, cioè la locomozione con appoggio del peso sulle zampe posteriori e sulle nocche delle zampe anteriori.

Secondo Richmond e la sua equipe, che hanno messo a confronto i due reperti, questi due ominidi non avrebbero praticato questo tipo di locomozione, dal momento che mancano altri caratteri tipici legati ad esso e predominano i caratteri legati al bipedalismo, bensì lo avrebbe praticato un loro comune antenato. Questo tipo di interpretazione ha, però, implicazioni filogenetiche importanti, poichè l’antenato comune da cui anamensis e afarensis avrebbero ereditato questo particolare carattere, potrebbe essere anche l’antenato delle grandi scimmie africane.

In base alla fauna ritrovata insieme ai resti attribuiti ad anamensis, sono state fatte alcune ipotesi ricostruttive dell’ambiente in cui poteva vivere questa specie: a Kanapoi la fauna rinvenuta indica un ambiente aperto, mentre ad Allia Bay indica una foresta a galleria, tipica dei fiumi in territorio africano, ambiente che doveva comunque essere presente anche nelle vicinanze dei siti di Kanapoi.

In conclusione è possibile ipotizzare che A. anamensis fosse un ominide di dimensioni maggiori di un afarensis, con caratteri a livello dentale simili a quelli degli ominoidi vissuti nel Miocene e caratteri del postcraniale simili a quelli del genere Homo. Questo particolare abbinamento ha fatto sorgere, però, qualche dubbio, poichè, dal momento che a Kanapoi i resti post-craniali sono stati rinvenuti in strati più recenti di quelli craniali, i resti attribuiti ad anamensis potrebbero, in realtà, appartenere a due diverse specie. D’altra parte anche la somiglianza tra il primo molare deciduale inferiore tra anamensis e A. ramidus lascia qualche perplessità sul fatto di assegnare con tanta sicurezza resti così parziali ad una specie piuttosto che ad un’altra, quando entrambe non sono, poi, così conosciute a livello scheletrico.

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