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Baia, monumenti

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L’area del golfo di Baia, proprio per via della sua intensa frequentazione si dai tempi più antichi, è ricchissima di evidenze archeologiche sparse sul territorio. Molte sono state inglobate, o distrutte, dallo sviluppo urbano degli ultimi decenni, che è stato fosrennato e del tutto selvaggio; alcuni resti sono invece infondo al mare, nel cuore della baia, sprofondati dall’abbassamento del fondo dovuto al bradisismo, e si possono oggi visitare con maschera e bombole.

Parco Monumentale o Villa Imperiale

L’area archeologica comprende i resti di una grande villa, di cui sono state rilevate differenti fasi cronologiche. La più antica di queste è documentata da strutture murarie, piuttosto imponenti, base di una villa datata all’età repubblicana (III-II a.C.); forse a causa di un incendio, a metà del I sec.a.C., l’edificio venne ricostruito in maniera più grande e con una ricca decorazione, della quale si conservano alcuni frammenti di pitture di II stile.

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La villa venne ulteriormente ampliata ed infine, in età severiana (fine II-III sec. d.C.), furono realizzati altri due ambienti, voltati a botte sui quali poggia una platea con pilastri in laterizi. La grandezza e la posizione panoramica privilegiata di questo complesso residenziale portarono alcuni studiosi all’identificazione della seconda fase con la villa di Giulio Cesare, per delle analogie con quanto descritto a proposito della proprietà del famoso generale, dominante i due golfi dalla collina baiana. Oggi sono fruibili nel Parco Monumentale la serie di ambienti pertinenti alle varie fasi, alcuni dei quali presentano ancora in situ pavimenti e decorazioni. E’ notevole, inoltre, il panorama che si può godere su entrambi i golfi di Baia e di Cuma, ragione per cui questa posizione venne scelta quale luogo per la costruzione di una residenza tanto importante.

galleria fotografica

Parco sommerso di Baia

Il bradisismo, fenomeno caratteristico della zona, ha determinato la progressiva immersione della linea di costa, causando in questo modo lo sprofondamento sotto il livello del mare di numerosi edifici, un tempo situati lungo la costa. Nel c.d. Baianus Lacus, ovvero l’insenatura del golfo, molto più stretta dell’attuale, si apriva il Portus Iulius. La presenza di un vero e proprio tesoro archeologico nel mare di Baia era nota da lungo tempo, ma lo studio e le analisi scientifiche ebbero l’impulso decisivo negli anno ’50 con Nino Lamboglia. Da quel momento in poi si susseguirono nuove scoperte oggi fruibili sia attraverso escursioni subacquee, che con un battello dal fondo trasparente:

Portus Iulius e la via Herculanea

Costruito per volere di Marco Vipsanio Agrippa nel 37 a.C. il porto era protetto da una lunga diga, nella quale si apriva un canale molto ampio per consentire l’accesso delle navi.

Villa dei Pisoni

Si tratta di una villa marittima, carettistica della zona, costruita nel I sec.d.C. ed oggetto di restauri fino al II. Gli ambienti si sviluppano intorno alla corte centrale sistemata a giardino. Una parte della residenza era costruita direttamente sul mare con moli, cisterne e soprattutto peschiere per l’allevamento dei pesci. In particolare sono ancora oggi visibili, oltre alle strutture, mosaici pavimentali in bianco e nero. La villa era di Lucio Calpurnio Pisone, primo proprietario, il cui nome si trovava sui bolli delle tubature per l’acqua (fistulae aquariae).

Terme pubbliche e tabernae / Villa a protiro

Si tratta di strutture che evidenziano il carattere residenziale e commerciale assunto dal porto. Sono visibili molti materiali ed in particolare il mosaico decorante un cubicolo della villa.

Punta Epitaffio

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E’ così chiamato il promontorio che chiude a Nord l’insenatura verso Baia, detto “Epitaffio” dalla presenza di un’iscrizione seicentesca con l’elenco dei bagni termali. Sui fondali marini antistanti si trova il Ninfeo dell’imperatore Claudio la cui ricca decorazione scultorea è conservata in una sala monografica del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Il ninfeo era parte integrante di un complesso molto ampio, solo in parte conservato, disposto a terrazze sul promontorio stesso.

Villa davanti al Castello Aragonese

Si tratta dei resti di una villa marittima di vaste proporzioni, della quale sono state riconosciute le peschiere, padiglioni ed ambienti porticati. In particolare è notevole una struttura semianulare, probabilmente un’altra peschiera, protetta da pilae (grossi blocchi, riconoscibili in più punti del fondale, in opera cementizia e tufo che sembrano formare sulle facce a vista lo schema dell’opus reticolatum), che si suppone possano essere testimonianza della presenza di un molo.

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