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Bartolomeo Pinelli, Istoria Romana: foto

Bartolomeo Pinelli, Istoria Romana

Le illustrazioni della “Istoria romana” di Bartolomeo Pinelli

Fijo d’un vascellaro de Trastevere”, come riferisce in un suo aneddoto il poeta romanesco Luigi Antonio Gioacchino Zanazzo (1860-1911), Bartolomeo Pinelli, vissuto tra 1781 e 1835, occupa un posto di primo piano nella storia dell’arte dell’incisione e del disegno in Italia. Autore di numerosissimi lavori, nei quali seppe offrire una visione nitida e rilevante, anche sul piano etnografico, del costume e della società del proprio tempo, Pinelli orientò prevalentemente il proprio talento nella raffigurazione della città che gli aveva dato i natali, Roma, della quale nelle sue opere traspaiono le architetture, i paesaggi, i volti umani. Un recente riedizione dell’opera di Bartolomeo Rossetti (Newton & Compton, 2006)), dal titolo La Roma di Bartolomeo Pinelli nelle più belle incisioni del “Pittor de Trastevere” , permette di cogliere, nella loro bellezza ed espressività, le caratteristiche che hanno fatto di Pinelli l’autentico “pittore del popolo romano”, così come è stato definito.

Il suo capolavoro è senz’altro l’illustrazione della Istoria Romana. Incisa all’acquaforte da Bartolomeo Pinelli romano. L’anno 1818 e 1819, di cui l’editore “«L’Erma» di Bretschneider” (2006) ha pubblicato una preziosa edizione, a cura e con l’introduzione di Giovanni Colonna. Artista sensibile ad una rappresentazione grafica all’insegna della resa il più possibile semplice e aderente alla naturalità delle persone, delle cose e degli ambienti, Pinelli aveva iniziato il proprio percorso formativo presso la prestigiosa Accademia nazionale di san Luca, che poi lasciò sia per problemi familiari, sia perchè la sua parabola evolutiva, anche grazie ad un periodo di affiancamento al pittore svizzero Franz Keisermann (1765-1833), che all’epoca era attivo nei dintorni di Roma, lo stava rapidamente orientando verso un’opzione figurativa lontana dai dettami accademici. A partire dal 1809, Pinelli inizia a trasfondere la sua passione per il “vero” nell’attività incisoria a corredo dell’illustrazione di libri, conseguendo, nel giro di poco tempo, una grande notorietà.

Frutto di un notevole impegno creativo, l’illustrazione dell’Istoria Romana consta di 101 tavole incise, realizzate tra 1816 e 1819, di cui la galleria qui proposta da Archart offre la pregiatissima raccolta integrale .

Galleria fotografica su Istoria Romana

Alla copertina (fig. 1), fa seguito il frontespizio (fig. 2), per il quale Giovanni Colonna, nell’introduzione sopra citata, offre una mirabile descrizione: il curatore, infatti, sottolinea come Pinelli, “pur restando fedele al tema protoromantico dell’apparizione di larve tra i ruderi al chiaro di luna […], esso innova […]: infatti l’apparizione non avviene più sotto le ‘ruinose volte’ del Palatino ma all’aperto e sulle prime pendici del Campidoglio, in vista del Foro, accanto a una delle colonne da poco liberate e consolidate del tempio di Vespasiano, detto allora di Giove Tonante”.

A titolo esemplificativo, si propongo poi qui di seguito le didascalie di alcune immagini: in fig. 3 “Romolo, e Remo allattati dalla Lupa, e scoperti dal Pastore Faustolo” (1816); in fig. 4 “Romolo segna con l’Aratro una linea intorno al Monte Palatino, per fabricarvi le mura, della Città di Roma” (1818); in fig. 5 si può visionare il ratto delle Sabine, durante il regno di Romolo I; in fig. 6 “Romolo, avendo ucciso il Re’ Acrone, ne porta in Roma, le spoglie opime in Trionfo” (1817); in fig. 7 “Tarpeia avendo segretamente aperto una porta, ai Sabini, che assediavano la Cittadella del Monte Capitolino, viene dai medesimi, in premio del tradimento, uccisa a colpi di Scudi” (1818). Dopo due raffigurazioni (figg. 8 e 9) di combattimenti bellici, in fig. 10 si può contemplare la splendita immagine di “Numa Pompilio, riceve le leggi dalla ninfa Egeria” (1818)” e, a far seguito, in fig. 11 “Li tre Orazj giurano di vincere, o di morire, per la libertà di Roma” (1817). In fig. 17, a far seguito a sei immagini di significativi eventi legati a battaglie e a scontri individuali, è possibile cogliere “La scellerata Tullia, fa passare il suo Carro sopra il Cadavere del proprio padre Servio Tullio intriso nel proprio sangue” (1817) e, ancora, in fig. 17 appare “Lucrezia Romana sorpresa da Sesto Tarquinio” (1817). Dopo altre due suggestive raffigurazioni nelle figure 19 e 20, in fig. 21 si possono ammirare “Bruto , e Collatino primi Consoli di Roma, giurano in presenza del Popolo Romano, un esilio perpetuo alla Famiglia dei Tarquinj” (1819). La fig. 22 propone la scena di uno scontro armato: “Combattendo furiosamente Bruto, contro Arunte figlio di Tarquinio, nulla curando le loro difese, cadono entrambi morti sul Campo di Battaglia” (1817). Fa seguito (fig. 23) l’ “Elogio funebre, pronunciato da P. Valerio, Consolo al suo Collega G. Bruto, morto sul campo di Battaglia, contro li Tarquinj, per la liberta di Roma sua Patria” (1819). 

Link alle immagini

http://www.archart.it/libri-antiquari/Pinelli-Roma/index.html

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