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Battaglia di Azio

  • Luogo: Azio
  • Data: 2 settembre 31 a.C.
  • Eserciti: Flotta romana di Ottaviano contro flotta di Marco Antonio e flotta egiziana di Cleopatra
  • Esito: decisiva vittoria di Ottaviano

Battaglia di Azio dipinto
Battaglia di Azio (Lorenzo A. Castro, 1672)

Solitamente, quando si tratta di battaglia storiche o comunque di eventi importanti nel corso dei millenni, i documenti atti a ragguagliare le determinate battaglie o eventi sono dati da storiografi antichi o essenzialmente da letterati.

Anche in questo caso con Cassio Dione (1) e la sua Storia romana, Eutropio (2) con il compendio di retorica romana Breviarium ab Urbe condita, o lo storico Tito Livio (3) con il monumentale Ab Urbe condita libri, oltre ad altri illustri colleghi come Svetonio (4) o Velleio Patercolo (5), abbiamo un quadro quasi completo della battaglia che ha segnato in seguito la fine della Repubblica romana, anche se ufficialmente si ha nel 27 a.C. con l’incoronazione di Ottaviano Augusto (6), per far sorgere la più grande potenza dell’epoca, l’Impero Romano.

Notizia alquanto particolare è la partecipazione di Ottaviano, non solo come combattente vincitore in questa battaglia navale, né solo come primo imperatore della dinastia romana, ma anche come storiografo, capace di raccogliere impressioni e valutazioni personali sul suo operato come capo massimo di Roma in un memoriale, Res Gestae Divi Augusti. Tutto questo comprende ovviamente la battaglia di Azio che in quattro anni lo consacrò a uomo più potente del mondo.

La regina d’Egitto e il generale romano

La battaglia navale di Azio, anche se apparentemente possa essere intesa come uno scontro intestino alla repubblica romana, infine, anche per gli esiti ottenuti, è invece una battaglia, l’ultima di una guerra, che vede la stessa repubblica romana, presto Impero Romano, vincere contro l’Egitto. Due sono le figure che dalla parte romano-egiziana comandano la flotta. I due amanti. La prima è la regina d’Egitto, l’ultima di tale rango dopo questo scontro, Cleopatra (7), nonché ultimo membro della Dinastia tolemaica (8).

La consuetudine attribuisce alla stessa donna poco più che la storia d’amore, anche enfatizzata, con l’altro comandante della flotta romano-egiziana Marco Antonio (9) oltre alla versione cinematografica del suo suicidio con la famosa aspide. Nata come spesso accade dall’adultera unione tra una concubina e il regnante, l’allora Tolomeo XII d’Aulete, che per altro si pensa sia il responsabile della morte della stessa concubina un anno dopo la nascita della figlia, Cleopatra ottiene i favori dal suo popolo in breve tempo e sale agli albori.

cleopatra e marco antonio morente
Cleopatra e Marco Antonio morente (opera di Pompeo Batoni)

Non molti sanno però che è solo tendenza comune attribuire la città di Alessandria d’Egitto come luogo di nascita di Cleopatra. La regina nacque in Macedonia, in località sconosciuta, e non ad Alessandria. La regina Cleopatra era semplicemente l’unica a parlare egiziano. L’amante-sposo Marco Antonio era invece figlio del politico Marco Antonio Cretico (10) e del grande oratore Marco Antonio Oratore (11). Inoltre, per parte della madre Giulia Antonia (12) era anche nipote di secondo grado di Caio Giulio Cesare (13) ed erede spirituale dello stesso console.

Marco Antonio e Cleopatra è dunque non solo orazione, battaglie e regno, ma anche rapporto tra due coniugi. Marco Antonio rifugiatosi nella capitale egiziana e messo alle strette dall’invasione di Ottaviano, si suicidò, seguito dopo dieci giorni dall’amante, nella celebre visione dell’aspide.

Il primo imperatore

La nascita di questo grande uomo, non comincia con la schermaglia navale del 31 a.C.. La sua formazione come imperatore romano si instaura fin da principio, quando, a seguito di battaglie vinte contro i coloni, ottiene il potere di riformare alcuni aspetti della Roma repubblicana attraverso l’amministrazione e la creazione di diverse colonie e municipi atti all’espansione romana.

ottaviano augusto
Statua di Ottaviano Augusto

In seguito alla battaglia, Ottaviano completò la sua ascesa grazie alla sconfitta finale inferta all’Egitto, e creando di seguito una colonia romana in Egitto. L’espansione romana ottiene uno statuto diverso e passa da Repubblica e Impero. Avendo bisogno di una guida sicura e di un capo, chi meglio di Ottaviano, con le sue riforme monetarie, la riogranizzazione delle forze armate di terra, poi vanto del popolo romano, e la capacità di espandere con le colonie la potenza militare e terriera del suo popolo, poteva avere questo importante titolo.

Quattro anni dopo la battaglia culmine dell’ascesa romana, Ottaviano, il 16 gennaio 27 a.C. ottiene il titolo di Augustus (14) e di conseguenza si instaura nella storia come primo imperatore di Roma. Quello che venne poi fu la scontata consacrazione del capostipite di un impero immenso e ineguagliabile. Nel 23 a.C. gli venne riconosciuta la tribunicia potestas (15) e l’Imperium proconsulare (16), fino ad arrivare alla carica di Pontefice Massimo, avuta sempre dal Senato il 12 a.C..

Fu il più longevo degli imperatori romani, il più osannato, se non contiamo il console Cesare. Sulle epigrafi riportate alla luce negli scavi romani, troviamo sempre la stessa incisione: IMPERATOR CAESAR DIVI FILIVS AVGVSTVS.

La battaglia navale

Il motivo di questa battaglia decisiva per l’esito mondiale si ha da un piccolo cavillo dato dallo stesso Marco Antonio. La celebrazione della capitale d’Egitto, Alessandria, da parte di Cleopatra e del suo sposo, dividendo territori ai figli, tra cui anche il figlio di Cesare, Cesarione (17), fece scaturire la diatriba. I territori donati a Marco Antonio non appartenevano di fatto al romano, ma alla Repubblica. Ottaviano, sapendo quale reazione avrebbe avuto il Senato a questo cavillo, rubò il testamento dello sposo egiziano e lo lesse all’assemblea, ottenendo la furia desiderata. Così il futuro Augusto partì al comando di una flotta per fronteggiare i due coniugi.

Battaglia di Azio mappa
Schematizzazione della battaglia di Azio

La battaglia metteva in campo numerose forze. Il nemico della patria romana aveva scaturito tanto rancore da “buttare nella mischia” quasi tutte le legioni della Repubblica. Ventuno dalla parte di Ottaviano, con 400 navi e 80.000 soldati, mentre dalla parte di Cleopatra e Marco Antonio ben 30 legioni, 480 navi e 84.000 unità. Si decideva quindi il futuro della potenza romana e, considerando i posteri, anche le sorti del mondo come tutti lo conosciamo.

Lo schieramento, più che essere una tattica studiata nei minimi particolari, era una disposizione già prevista dallo scontro, dall’etica, che vedeva Roma contro Roma. Le due flotte si erano disposte quasi specularmente, a semicerchio, con le navi più importanti posizionate al centro del semicerchio.

Ottaviano, in prima linea, aveva di fronte Lucio Arrunzio (18), mentre Antonio insime a Gellio Publicola (19) fronteggiava Vipsanio Agrippa (20). La nave regale di Cleopatra, la Antonias, era invece salvaguardata da ben 26 navi egiziane e dal comandante romano Ottavio (21). Come in ogni battaglia che vedeva di fronte due contingenti organizzati, questa spesso si prolungava anche per giorni. In questo caso, fu Gaio Sosio (22) del contingente romano-egiziano, che si trovava davanti a Lurio (23), a dare inizio allo scontro vero e prorpio, dopo ore di attesa.

Ripiegando verso l’isola di Leuca (24) con una manovra accerchiante si diresse verso il dirimpettaio attaccandolo lateralmente. Non era una manovra ragionata da Antonio, né, come alcuni dicono, in concordo con Ottaviano, ma venivano singolarmente dallo stesso Sosio che decise di schierarsi liberamente con il futuro imperatore, lasciando alla mercè degli avversari il traditore della patria.

Agrippa che fino a quel momento aveva assunto una tattica attendeista, accortosi del movimento, indietreggiò in mare aperto, per togliersi dall’insenatura e permettere alle sue navi, piccole e agili, di manovrare meglio e colpire in velocità le pesanti e imponenti navi nemiche.

Una piccola parentesi, presa da Cassio Dione, si ha sullo schieramento. Quando le piccole navi di Ottaviano fecero la comparsa agli occhi delle navi imponenti degli avversari, questi ultimi si sentirono rinfrancati dalla differenza di dimensioni delle imbarcazioni, quasi deridendole.

Nononstante il movimento di Gaio Sosio, il nemico non abbocca alla tattica di Agrippa. Quest’ultimo decide di compiere una manovra brusca e spostarsi verso il largo, seguito a ruota da Ottaviano che cerca invano di mantenere unita la formazione; invano perchè l’avanzato Arrunzio ferma la manovra dello stesso Augusto. Nel frattempo Publicola e lo stesso Antonio abboccano ad Agrippa sfaldando di fatto la formazione.

Il tutto però crea un buco nel centro dei romani. Cleopatra, fino ad ora rimasta in disparte ha l’opportunità di cambiare le sorti della battaglia prendendo con sé la sua scorta per infilarsi all’interno della flotta nemica. Forse per il trabocchetto creato da Agrippa in precedenza o per pura paura, decise di utilizzare quel momento per fuggire con la sua setssa scorta. Antonio, vista la fuga della donna amata non ci pensò due volte: lascia al loro destino la sua flotta per seguire Cleopatra.

I soldati di Antonio non si erano ancora accorti della fuga dei loro due comandanti e dell’inferiorità numerica venutasi a creare con la scomparsa delle navi egizie di Cleopatra. Combatterono valorosamente, come se alla loro testa ci fosse ancora un comandante, ma la distanza ampia tra le navi, la scarsa manovrabilità data dalla loro grandezza e appunto l’inferiorità numerica lentamente ed inesorabilmente portarono alla sconfitta la flotta mista.

Entro la fine della giornata Ottaviano affonda una ad una le navi che ancora stavano fronteggiando il nemico, bruciando loro le vele, mentre quelle che stavano fuggendo, all’incirca un centinaio, vennero accerchiate e mano a mano catturate. Le perdite da parte di Ottaviano sono alquanto esigue. Venticinque navi e 2500 uomini, mentre dalla parte di Antonio e Cleopatra, le uniche a salvarsi dalla furia romana furono le navi egiziane e la nave di Antonio. Non molti furono i soldati uccisi nello scontro, ma quasi tutto venne catturato dopo la resa finale, grazie anche alla voce che Ottaviano offriva terreni e monete a chi si sarebbe arreso.

Quello che venne poi

Quello che venne poi in parte è già stato detto. Roma, da Repubblica anonima e intraprendente, si evolve grazie alla conquista dell’Egitto, altra grande potenza mondiale, dando di fatto inizio alla tattica espansionistica di Roma che cresce fino a varcare i confini di altri continenti, portando colonie e municipi anche in terre sconosciute. Roma, sia a livello finanziario, sia in quello di grandezza, crebbe in poco tempo esponenzialmente, quasi subissando quelle civiltà che prima di allora si erano fatte un nome autorevole.

Per quanto riguarda l’Egitto, la situazione era completamente agli antipodi. Ci volle molto tempo prima che Alessandria capitale e la Nazione forte della discendenza dei faraoni, potesse ritornare agli antichi fasti e estromettere i romani dalle terre nordafricane. Per quanto riguarda Marco Antonio e Cleopatra, in parte la storia è già stata raccontata. In seguito alla fuga dal mare, Marco Antonio raggiunse la nave di Cleopatra, ma lei, forse indispettita dall’atteggiamento in battaglia, lo ignorò, continuando con la Antonias fino alle terre in Asia.

Marco Antonio, provato dal rifiuto dell’amata, e dalla vita di fuggiasco che gli si stava presentando, si rifugiò nella capitale egizia. Ottaviano, in seguito alle sedate rivolte concluse dal valoroso comandante Agrippa, si dedicò alla ricerca del rivale. Una volta giunto ad Alessandria, Antonio, definitivamente ferito nell’onore e messo alle strette, si suicidò.

Si dice infine che Ottaviano in seguito incontrò Cleopatra che provò a sedurlo come aveva fatto con Cesare e Marco Antonio. Augusto, forse anche per la non più giovane età della regina, la rifiutò. In seguito, la donna, come il suo sposo si suicidò, facendosi mordere da un’aspide sul seno sinistro.

Note:

  1. Cassio Dione Cocceiano; 155 – 229.
  2. nasce a Bordeaux in data sconosciuta e muore nel 387.
  3. Patavium,59 a.C. – 17.
  4. Gaio Svetonio Tranquillo; 70 – 126.
  5. Marco Velleio Patercolo; nasce ad Aeclanum nel 19 a.C., anche se alcuni storiografi indicano Capua come luogo di nascita, e muore nel 31.
  6. Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto; Roma, 23 settembre 63 a.C. – Nola, 19 agosto 14. Fu pronipote di Cesare e imparentato anche con Pompeo Magno.
  7. Cleopatra VII; il luogo di nascita fa scaturire molte controversie tra gli storiografi, in discussione se sia Alessandria, anche luogo di morte, o in un piccolo paesino della Macedonia. 69 a.C. – 12 agosto 30 a.C..
  8. dinastia fiorente del regno d’Egitto che instaurò la sua potenza nel 305 a.C. con Tolomeo I Sotere e terminò proprio con la regina Cleopatra nel 30 a.C., anche se con il figlio avuto da Cesare, Cesarione (o Tolomeo Cesare), si sarebbe potuto prolungare il sangue dell’antica dinastia. Si dice che ebbe altri tre figli: Alessandro Helios, Cleopatra Selene e Tolomeo Filadelfo.
  9. Roma, 14 gennaio 83 a.C. – Alessandria d’Egitto, 1 agosto 30 a.C.
  10. 115 a.C – 71 a.C..
  11. 143 a.C. – 86 a-C..
  12. 104 a.C. – 39 a.C..
  13. Roma, 13 luglio 100 a.C. – Roma, 15 marzo 44 a.C..
  14. era il titolo classico dato agli imperatori romani. Con la nascita dell’Impero romano d’Oriente, il titolo venne esteso anche agli imperatori bizzantini fino al 610. Per duecento anni smise di essere utilizzato, fino a quandonacquero i sacri imperatori romani a partire dall’anno 8’00.
  15. dapprima era conferito a tutti i tribuni della plebe e poi, con l’avvento di Ottaviano, primo imperatore, anche a tutti i “padroni” di Roma. Ciò conferiva la libertà quasi totale di legiferare e governare-
  16. Imperium procunsulare maius et infinitum fu un titolo nato proprio per Ottaviano, quando il Senato lo proclamò Augusto. Serviva semplicemente per differenziare i suoi capi predecessori dal primo vero imperatore di Roma.
  17. Tolomeo XV Filopatore Filometore Cesare; 23 gigno 47 a.C. – 30 a.C.. Alcuni storiografi sostengono che non sia stata Cleopatra l’ultima della dinastia tolemaica, ma proprio il figlio avuto con il romano Cesare.
  18. 60 a.C. – 10.
  19. i dati del comandante della nave di Antonio e del capo comandante delle navi egizie, non sono giunte fino a noi.
  20. Marco Vipsanio Agrippa; Arpino, 63 a.C. – Campania, 12 a.C..
  21. i dati del comandante della nave di Antonio e del capo comandante delle navi egizie, non sono giunte fino a noi.
  22. 66 a.C. – 31 a.C..
  23. anche di questo attore secondario della battaglia di Azio non si sa quasi niente.
  24. era un’isiola al largo dell’attuae Puglia, situata nel Mare Mediterraneo.  

2 Commenti su Battaglia di Azio

  1. Ho compreso da altre fonti che Marco Antonio era figlio di Marco Antonio Cretico che a sua volta era figlio di Marco Antonio Oratore. Quindi Marco Antonio Cretico era il padre, Marco Antonio Oratore il nonno.

  2. Vorrei chiedere delucidazioni per quanto riguarda la seguente citazione: ” L’amante-sposo Marco Antonio era invece figlio del politico Marco Antonio Cretico (10) e del grande oratore Marco Antonio Oratore (11).” Era figlio sia di Marco Antonio Cretico sia di Marco Antonio Oratore?
    Grazie

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