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Battaglia di Megiddo

  • Luogo: Megiddo, Israele
  • Data: 1470 a.C. circa
  • Eserciti: Antico Egitto e Regione di Canaan
  • Esito: significativa vittoria dell’Antico Egitto

La battaglia di Megiddo

Battaglia di Megiddo
Ubicazione della città di Megiddo

Per poter delineare a pieno una battaglia così significativa come quella di Megiddo, primo vero ponte di lancio per Thutmose III (1) per portare l’Egitto alla sua massima espansione storica, bisogna prendere esempio dalle fonti antiche, sempre in seno alla patria delle piramidi. Come però è noto, ancora il metodo più diffuso per rendere omaggio alle gesta dei faraoni e degli eroi di patria, erano consono scolpire o dipingere direttamente sui templi, le statue e i palazzi, le mini storie dedicate al quel determinato periodo o luogo.

Partendo dal complesso templare di Karnak (2), si può avere una breve introduzione a quanto successo a Megiddo, grazie all’agglomerato che ogni anno porta tanti visitatori, rimanendo secondo solo a Giza. Questo complesso è dedicato ad Amon (3), alla moglie Mut (4) e al dio del luogo Montu (5), regalando un intinerario nella storia egiziana e di Thutmose III, grazie alla storia chiamata Annali di Tuthmose III.

Oltre al tempio di Amon, anche due grandi stele, rinvenute a Gabel Barkal (6) e a Ermontis (7), portando le effige della battaglia di Megiddo. Proprio da questa nasce la storia, che vede il re Thutmose III, ad overe governare il paese, ma sotto l’egida dell’anziana Hatshepsut (8), moglie di Thutmose II (9), prima di lui faraone dell’Antico Egitto (10).

Divenuto generale dell’esercito, dopo la disposizione di Hatshepsut, decide che è giunto il momento di appropriarsi di una delle fortezze più sicure e più importanti dell’epoca, ovvero Kadesh (11).

Fu quella la scintilla che fece arrivare alla battaglia di Megiddo, anche perchè, sotto Tuthomse I (12), la zona siriana era stata messa sotto l’influenza egiziana e nel corso degli anni, il malcontento per i soprusi esercitati dal grande impero, portarono le genti del posto ad organizzarsi e a creare dal nulla un vasto esercito anti-egiziano, proprio per contrastare l’a loro avanzata.

Thutmose III voleva appunto stroncare sul nascere questa immensa rivolta, forse un adelle più vaste della storia, cercando di ripristinra el’egida territoriale sui territori palestinesi, siriani e fenici, oltretutto importanti porti pe lo scambio commerciale. Quindi Thutmose III prese il suo esercito, circa 20.000 uomini, e assembrati parti alla volta di Megiddo, luogo dove si sarebbe attestato per affrontare i nemici.

Il primo approdo avvenne a Gaza (13) dove Thutmose III fece i rifornimenti necessari ad intraprendere la marcia fino alle zone montuose vicino alla città israeliana. Non fu facile arrivare a destinazione, infatti ci fu un’importante decisione che il faraone dovette prendere una volta giunto ad Aruna (14), dove si presentavano tre soluzioni, entrambe pericolose.

Le opzioni erano tre: la prima prevedeva la via che scendeva verso sud, larga e praticabile, ma si allungava di molto il tragitto e portava alla città di Taanach (15). La seconda aveva lo stesso medesimo problema della prima; scendeva però dalla parte opposta verso Djefti (16), molto larga, ma allungava il tragitto e secondo Thutmose III dalle due parti si sarebbero trovati davanti al nemico pronti ad aspettarli, senza poter rifocillarsi dal lungo viaggio.

La terza opzione prevedeva la via centrale, molto più corta e diretta e che sarebbe arrivata nel giro di una decina di ore a destinazione. Il problema consisteva nel fatto che era molto stretta e l’esercito doveva andare in fila indiana, tanto che il carro dorato del faraone faceva fatica a passare. Se avessero attaccato, l’esercito sarebbe stato preda del nemico senza poter fare niente.

I generali erano discordi con l’idea del faraone di cogliere di sorpresa l’avversario e allora lui li pose nella condizione di scegliere se andare per la via centrale con lui o da soli per le vie laterali. Ovviamente seguirono il loro sovrano. Infatti la scelta si dimsotrò efficace. In 12 ore, a causa della lentezza con cui dovette muoversi il contingente, arrivarono alle foci del fiume Kina, in un tempo inferiore di tre volte rispetto al tempo che avrebbero impiegato a fare le strade laterali.

Come aveva detto il faraone l’esercito avversario era attestato vicino a Taanach, mentre loro poterono con calma aspettare l’arrivo di tutti dal sentiero centrale, riposarsi dal viaggio, mangiare e bere, e organizzarsi per lo scontro, cosa che non avrebbero potuto fare negli altri due casi e che avrebbe portato ad un gap evidente.

Il giorno seguente avrebbero cominciato la battaglia.

Thutmose III
Raffigurazione di Thutmose III a Karkak

Thutmose III

La campagna militare del giovane faraone era direttamente proporzionale alla situazione accaduta in Egitto quando ancora lui non era nato. Ahmose I (17) fu il primo e importante sovrano della nuova dinasti.a Infatti nel XVI secolo a.C. la situazione per l’Egitto non era delle migliori, alle prese con l’egemonia straniera nelle sue terre e alla continua soggezione dovuta alle conquiste fatte da terzi.

Ahmose I riuscì a districare il suo regno e il suo popolo dalla stretta straniera risollevando le sorti di uno dei popoli più longevi e forti della storia. Thutmose III quando nacque poteva dunque far valere la sua grande arte bellica, data anche da un vita passata tra generali ed escercito, creando i presupposti per la massima espansione del suo Paese.

Nacque da Thutmosi II e da Hatshepsut, l’uno sovrano e l’altra la prima moglie, quella che aveva più diritti in assoluto rispetto alle altre sue consorti. Thutmosi II ebbe la forza di continuare quello che aveva fatto per il suo popolo Ahmose I, regalando al figlio un impero soldio e duraturo.

Solamente che la morte precoce del faraone diede in mano l’Egitto all’ambiziosa moglie Hatshepsut, come si conveniva al tempo, lasciando ancora Thutmose III in disparte. La madre lo mandò nell’esercito, dandogli ovviamente una carica importante e facendogli fare carriera nelle forze armate, dandogli modo di affinare le sue tecniche belliche.

L’unico problema era sempre impersonificato dalla madre che smise di governare come i suoi predecessori, facendo in modo che l’Egitto continasse la sua vita senza intaccare nuove strade e sfruttando quelle già fatte. Una politica tutto sommato pacifista che ovviamente non permise al figlio di scendere in guerra. L’unico problema era dato dal fatto che alcune regioni asggettate dal nonno Thutmose I ora pretendevano di vivere come forze libere senza essere sfruttate dal nuovo regno egizio.

Se le regioni a sud, con Nubia (18), a capeggiarle, erano in rapporti ormai consolidati con l’Egitto, le neo fazioni di Siria e Palestina faticavano a restarsene in disparte, cominciando ad articolare un esercito proprio.

Proprio questa rivalsa costò molta fatica e tempo all’Egitto, ma Thutmose III decise che era giunto il momento di prendere in mano la situazione. Radunò l’esercito per affrontare il contingente avversario nella battaglia di Megiddo.

Grazie all’impatto forte di Thutmose III, in poco tempo l’Egitto riprese il controllo che aveva perso in Asia a causa della politica addetendeista della madre. Da quel momento sia Siria che Palestina cominciarono a versare tributi costanti nelle casse statali, anche se il regno di Kadesh faticava a volersi sottomettere a tale impero.

Ma Thutmose III aveva dato dimostrazione di grande carisma e autorità, prima assediando cittadine di popoli poco inclini alla sottomissione, per far capire chi avessero davanti e poi affrontando l’ennesima campagna contro Kadesh che dopo qualche tempo, anche grazie alla ribellione in seno alla città e alla temepstività del faraone, venne presa nelle grinfie del regno.

Grazie a questa importante vittoria, il cammino dell’Egitto era in completa discesa, portandolo ai fasti più alti di tutta la sua storia.

Thutmose III regnò per ben cinquataquattro anno, e se non fosse stato per la madre il regno sarebbe stato ancora più longevo, facendosi una fama incontrastata nel mondo a tal punto che di proprio spontaneità alcuni popoli, come ittiti e babilonesi molto lontani dal suo rengo, portavano immensi doni al faraone senza avere nulla in cambio, ma ufficiosamente speranzosi che non venissero
toccati dalla sua potenza.

Dopo Sargon I (19), fu il primo importante condottiero della storia, contando anche che i documenti sono molto più dettagliati rispetto al suo collega predecessore. Fu il più grande conquistatore del suo tempo e molto spesso nella storia viene affiancato come analogie a Alessandro Magno (20), si per coraggio che per doti di conquista.

Inoltre, come il suo successore, Thutmose III era di bassa statura e relativamente tarchiato, ma compensava questa sua carenza fisica con una grande abilità nella battaglia e un forte carisma che metteva nelle schermaglie, guidando con il suo carro al
centro dlel’esercito tutto il suo contingente.

La sua arma principale era la flotta che portò la sua espansioni a livelli mai visti, costringendo stranieri a chiedere la sua clemenza. Inoltre fu il primo ad usare le frecce incendiarie per gli assedi, e in seguito anche nelle battaglie campali, dando vita anche a duna nuova forma di strategia.

Morì nel 1447 a.C. di vecchiaia. Conservato come si doveva ai sovrani in un sarcofago d’oro, se si visita il museo al Cairo si può ammirare in tutta la sua regalità, così come molte altre città anche non egiziane dove il suo carisma era arrivato.

Canaan
Ubicazione della regione di Canaan

Canaan e Kadesh

La regione che si identifica oggi con il nome di Canaan ha radici antichi sin dal nome che possiede derivazioni dissimili tra loro, ma legate da un credo comune.

La parola Canaan ha varie etimologie, a partire dall’ebraico da cui deriva la prima parola trovata su questa regione, precisamente nella città di Nuzi (21), anche se ci sono collegamenti anche in altre e diverse lingue, come il latino e il greco, per nominare le più importanti, fino ad arrivare all’accadico (22), passando per il fenicio (i Fenici stessi si pensa potessero essere discesi dai cananiti) da cui condivide il significato stesso del nome dei suoi abitanti.

Proprio questi due ultimi condividono il significato più stretto del termine, legato alla lavorazione di materiali naturali che davano alla luce il colore rosso, tipico di quelle regioni. Questa regione comprendeva un vasto territorio che l’Egitto aveva conquistato, perso e ripreso nel XV secolo a.C.: il territorio comprendeva Libano, Palestina, Israele, parte della Siria e parte della Giordania.

Non solo, perchè questo nome ha anche derivazioni bibliche, infatti è legata alle diatribe di due figli di Noè (23), Sem (24) e Cam (25).

Da quest’ultimo infatti nacque Canaan che diede poi vita alla dinastia dei cananiti, vero e proprio contraltare di quei figli di ebrei chiamati semiti (da Sem) parola che in futuro avrebbe abbracciato varie etnie tra cui appunto quelli che qualche secolo fa erano chiamati cananiti.

Nonostante tutto i cananiti e la terra di Canaan subì numerose ingiurie, sia da parte delgi Egiziani, sia da parte degli Ebrei stessi, ma anche dei Filistei (26) che imperversavano in quei territori non dando la pace per tre interi secoli. Tutt’ora qualche idioma cananita è riconosciuto anche in epoca moderna, ma come il copto circoscritto nell’Egitto, anche l’eredità di Canaan è custodita solo nelle zone della Striscia di Gaza (27).

Anche per quanro riguarda le religione ebraica, Canaan sancì un importantissimo passaggio e fulcro, anche influenzato in parte dal predominio egizio nonostante le strenue resistenze. Infatti la loro religione, derivata da quella ittita (28) ha influenze in quella ebraica, tanto che alcuni simboli sono ripresi in parte dalla loro cultura nonostante le privazioni date da Deuteronomio (29).

Kadesh invece è forse la città più importante dell’epoca antica, a cavallo del XVI secolo, situata nel territorio che ora identifichiamo come Siria, e presumibilmente ubicata, ma non se ne è ancora certi, con le rovine di Tell Nebi Mend, posto vicino al fiume Oronte (30) nella zona del su-ovest asiatico chiamata Levante (31). Fu una delle prime ad essere chiamate citt-stato, insieme appunto a Megiddo, e deriva il suo nome sempre dall’accadico, lingua sconosciuta a noi, ma ago della bilancia di molti popoli, che trova il termine Qidshu nelle Lettere di Amarna, tavolette di pietra con scrittura cuneiforme, trovate da una contadina, Amarna appunto.

Kadesh testimonia la sua potenza anche da i documenti che ne innalzano la fama anche a discapito di quella egizia. Non si conosce molto della storia dei sovrani di Kadesh, ma si sa, sempre dalle Lettere di Amarna che ci fu una frequente corrispondenza tra il sovrano appunto di Kadeshe e il faraone Akhenaton (32) intorno al 1360 a.C.. Sono solo tre i nomi che permangono da quell’epoca e sono: Shuttarna II (33), al quale ovviamente precede il primo del suo nome (anche se non si conosce la datazione), Etakkama (34) e Ari-Teshub (35), entrambi privi di qualsivoglia nozione storica.

Non ebbe mai un predominio proprio, ma riuscì a conservare per secoli le sue tradizioni, nonostante le varie egemonie soprattutto da Egitto e dal popolo ittita. La battalgia intercorsa a Kadesh, risulta la battaglia storica meglio documentata e più antica.

Statua di Thutmose III
Statua di Thutmose III

La battaglia

Tornando brevemente indietro, la mossa di entrare per la strada più stretta e meno battuta, portò Thutmose ad un’imboscata che si rivelò preziosa per l’inizio del confronto. Le mire erano rivolte a Yemma (36), ma di mezzo si poneva la fortezza di Megiddo, dove il re sovrano di Kadesh stava con il suo contingente. Thutmose arrivò dunque indisturbato nella piana antistante alla fortezza, Esdraelon, dove si erano posizionati ordinati gli avversari, ma davanti alla strda sbagliata.

Le due fazioni vedevano dalla parte egiziana circa 20.000 uomini, tra cui i temibili carri da battaglia, con arcieri sulle sue sommità e le frecce incendiarie che si sarebbero rivelate importantissime nel successivo assedio. La fazione avversa, Kadesh, si trovava con 15.000 uomini, di poco inferiori, ma con alle spalle una sicura via di fuga.

L’impatto dei carri fu devastante e la formazione nemica fu aperta a causa anche della sbagliata intuizione di presidiare la strada più grande. Gli uomini di Canaan scapparono e cercarono rifugio verso le mura per poter avere salva la vita. Thutmose che aveva in quel momento un modo per annichilire l’avversario si vide privato dell’opportunità perchè i suoi uomini, presi dalla frenesia e dalla rapida vittoria, preferirono buttarsi verso l’accampamento abbandonato e saccheggiarne gli averi.

Però Thutmose era un uomo di molte risorse e l’assedio era nelle sue corde, soprattutto dopo l’invenzione delle frecce infuocate, anche se in fine non servirono moltissimo allo scopo. L’assedio in quella fortezza sarebbe stato difficile da attuare, ma era anche vero che attorno ad essa, se non fossero state attuate misure preventive a iuti dall’esterno, sarebbe caduta per sfinimento.

L’intenzione di Thutmose era da subito chiara, infatti sapendo della difficoltà di entrare in quella fortezza, decise di scavare un fossato attorno alle mura, piantando una fitta rete di palizzate in modo tale da non permettere agli avversari di uscire. L’assedio durò la bellezza di sette mesi, durante i quali molti uomini assediati morirono di fame e a dicembre dello stesso anno la città cadde nelle mani degli egizi.

Le perdite furono molto esigue. L’unica carica portata era stata sì devastante, ma aveva fatto pochissime vittime che infine tra le fila dei cananiti si contarono nell’ordine di 83 unità oltre a 340 catturati nella fase iniziale. Mentre dalla parte egiziana non si conoscono le perdite, ma si presume siano intorno alla trentina. Una volta all’interno la clemenza di Thutmose fu premiata dagli stessi ribelle che decisero di appoggiare nuovamente la politica egizia, sottostando al suo volere.

In cambio il faraone ricevette l’ostaggio di 100 principi, figli dei maggiori nobili cananiti, 194 chili d’oro, 924 carri, utili per le sortite offensive egiziane, 2000 cavalli, che nella terra egiziana scarseggiavano, quindi molto rari, infine 200 panoplie (37).

battaglia svoltasi a Kadesh
Papiro ritraente la famosa battaglia svoltasi a Kadesh

Quello che venne poi

La grande vittoria portò Thutmose alla riconquista di tutto il territorio nel Levante con l’aggiunta della tanto famosa Kadesh, anche se i sovrani di quella città non furono mai assoggettati
definitivamente. La politica espansionistica di Thutmose non era votata alla soppressione e allo sterminio, ma alla conquista e all’aggregazione dei popoli.

Infatti anche nella battaglia di Megiddo, molti nobili del posto vennero scortati a Tebe per partecipare alla vita egiziana, per essere istruiti con le scuoe e la lingua del posto, in modo da soppiantare la loro cultura e farli propri amici. Inoltre nei territori conquistati mandava spesso i suoi migliori generali per controllare i popoli assogettati e vederne le condizioni, in modo da prevenire eventuali altre ribellioni.

Questa conquista portò una considerevole influenza nel modo d’essere del Medio Oriente, tramandando tradizioni che ancora oggi perdurano.

Note

  • 1: purtroppo datazioni su morte e nascita sono impensabili, ma si sa che fu il sesto della sua dinastia.
  • 2: piccolo villaggio vicino a Tebe, e situato sulle sponde del fiume Nilo, ospita un complesso di templi tra i pèù conosciuti al mondo.
  • 3: o Ammone era uno dei prigemini dei egiziani e si all’inizio rappresentava l’aria, poi come consuetudine comune venne tacciato come dio della guerra e protettore del faraone, fino a diventare il padre delgi dei e il massimo
    esponente della religione egizia.
  • 4: essendo la sposa di Amon, talvolta veniva identificata come madre delgi dei, nell’apoca in cui Amon era la divinità magigore. Veniva raffigurata dapprima con forme o copricapi legate all’animale avvoltoio poi riconosciuta più con la forma di leone. Veniva a volte confusa con la figura androgina e femminile di Amon, ovvero Amonet.
  • 5: Montu era identificato come dio del cielo insieme alla sua consorte Ciernenet, e veniva raffigurato come falco, anche se in seguito prese le sembianze di torodivenendo dio guerriero. Una curiosità deriva dall’affinità con Apollo. Infatti due dei erano spesso accomunati e spesso venivano identificati come la stessa cosa, quindi anche Montu veniva identificato come dio del Sole.
  • 6: chiamato anche Montagna pura è un rilievo montano non molto alto, situato in Sudan e più precisamente a nord della città di Khartoum.
  • 7: Ermonti è una piccola cittadina egiziana situata a sud di Luxor e prende il nome proprio dalla divinità Montu.
  • 8: Maatkara Hatshepsut fu la quinta sovrana della sua dinastia e prese il posto del marito prima che Thutmose II potesse presidiare il trono in qualità di faraone.
  • 9: Akheperenra Dhutmose è stato il quarto sovrano della sua dinastia.
  • 10: l’Antico Egitto è quella parte di territorio situata nei pressi del fium Nilo che parte dal Sudan settentrionale estendendosi fino al Mediterraneo. Il suo periodo va dal 3100 a.C. fino al 1075 a.C.. Comprende quattro importanti fasi: Epoca protodinastica (dalla nasciata fino al 260 a.C.), l’Antico Regno (fino al 2200 a.C.), il Medio Regno (fino al 1785 a.C. che alcuni studiosi indicano come fine dell’Antico Egitto) e il Nuovo Regno (fino alla sua fine, che comprende la reggenza di Thutmose III).
  • 11: o Qades rappresenta la città santa per i cananiti e si trova nella Siria occidentale prendendo oggi il nome di Tell Nebi Mend, come sito archeologico.
  • 12: Aakheperkara Dhutmose è stato il terzo della sua dinastia.
  • 13: è la più grande e importante città situata nella Striscia di Gaza in Palestina.
  • 14: città situata vicino alle mura di Megiddo.
  • 15: piccolo villaggio situato in Israele nell’omonima reigone.
  • 16: città situata vicino alle mura di Megiddo.
  • 17: Nebpetira Ahmose è stato il primo sovrano della sua dinastia.
  • 18: è una regione di confine che lega Sudan settetrionale ed Egitto meridionale.
  • 19: re assiro, muore nel 1881 a.C..
  • 20: Alessandro III; Pella, 21 luglio 356 a.C. – Babilonia, 11 giugno 323 a.C..
  • 21: piccola città mesopotamica situata nell’attuale Iraq, vicino al fiume Tigri.
  • 22: popolazione di orginie semitica che stanzio il suo territorio in Mesopotamia, creando un vasto impero che molto indicano essere come il primo della storia, quello di cui si hanno le prime notizie, datato nel III millenio a.C.. Discordanti sono le provenienze, gli uni indicano i deserti arabici e gli altri le pendici del monte Zagros, catena montuosa tra Iran e Iraq.
  • 23: personaggio biblico nacque secondo le fonti sacre nel 2704 a.C. e morì nel 1754 a.C., alla veneranda età di 950 anni.
  • 24: personaggio biblico figlio di Noè, morì all’età di circa 600 anni, e diede origine ai popoli semiti che si stanziarono in Asia.
  • 25: secondo figlio di Noè diede vita ai popoli palestinesi, a parte delle tradizioni egizie e ai popoli etiopi.
  • 26: popolo discendente dal figlio di Cam, Canaan e si stanziarono nella zona che riconosciamo ora tra la Striscia di Gaza e Tel Aviv.
  • 27: è un territorio costiero con al centro la città di Gaza che confina con Egitto ed Israele e nel suo interno racchiude leggi proprie.
  • 28: popolo indoeuropeo del secondo millennio a.C. che si stanziò nell’Anatolia, termine con cui Romani e Greci identificavano l’Asia Minore e corrisponde all’odierna Turchia.
  • 29: scritto tra il VI e il V secolo a.C. in ebraico, rappresenta il quinto libro sia della Torah ebraica sia della Bibbia cristina. E’ il racconto della degenza degli ebrei nel deserto del Sinai, inoltre contiene anche molte leggi riguardanti sia la religione che la sfera sociale.
  • 30: questo fiume presenta molti nomi tra cui Asi, il nome più usato, ma anche Draco, Typhon e Axius ed è un fiume che bagna Siria, Turchia e Libano.
  • 31: zona ampia del sudovest asiatico che comprende Palestina, Israele, Siria, Giordania ed è bagnata ad ovest dal Mar Mediterraneo.
  • 32: Neferkheperura Waenra Amenhotep, morto nel 1342 a.C. è stato il decimo sovrano della sua dinastia.
  • 33: antico re degli Hurriti.
  • 34: visse intorno al 1350 a.C..
  • 35: non si sa nulla di questo sovrano di Kadesh.
  • 36: città situata a sud di Megiddo.
  • 37: è l’insieme che indica tutto quello che concerne sia la corazza, gli schinieri, gli elmi e gli scudi di un soldato, sia l’offesa ovvero le armi quali lance e spade.

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