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Beata Caterina da Pallanza

Foto della casa dei Ceii a Pompei

La vita della Beata Caterina da Pallanza

La giovane Caterina, rimasta orfana ancora adolescente in decenni contraddistinti dal dilagare delle epidemie e delle pestilenze nel nord-Italia, e non solo, approdò intorno alla metà del XV secolo nei luoghi dell’antico Santuario di Santa Maria del Monte, sopra Velate, in provincia di Varese: a lei si unì, alcuni anni più tardi, Giuliana Puricelli, nativa della zona di Busto Arsizio, della quale il Martirologio Romano ricorda che fu “insigne per l’invitta forza d’animo, la mirabile pazienza e l’assidua contemplazione delle realtà celesti” (per un profilo si veda il link http://santiebeati.it/dettaglio/90062).

“Sit vobis anima una et cor unum in Deum”

Le due zelanti compagne furono l’anima di una comunità religiosa, dedita alla preghiera, alla penitenza e all’assistenza spirituale e materiale di coloro che facevano visita come pellegrini al Santuario: a tale realtà, la Chiesa conferì approvazione ufficiale tra 1474 e 1476, concedendo la costituzione di un complesso monastico di impronta claustrale, con vita comunitaria ordinata secondo la regola, di matrice agostiniana, detta di S. Ambrogio ad Nemus, già adottata nel corso del Trecento da una comunità cenobitica maschile, sorta in Milano e riconosciuta ufficialmente dal papa Gregorio XI, sul soglio di Pietro dal 1370 al 1378.

Le Romite Ambrosiane, ancora oggi presenti nella località del Sacro Monte di Varese, godettero di ampia protezione e sostegno, in particolare da parte della famiglia Viscontea, potendo in tal modo affiancare al Monastero anche una struttura scolastica; a partire dagli anni ’60 del Novecento, in concomitanza con la diffusione dell’Ordine e la fondazione di nuove comunità in varie località lombardo-varesine, si assistette, invece, ad una rivalorizzazione dell’originario carisma claustrale e contemplativo.

Caterina Moriggi morì nel 1478, lasciando alle sue consorelle, quale testamento spirituale, lo spirito di obbedienza e il timor di Dio. Al suo posto, in qualità di badessa della comunità, subentrò Benedetta Biumi.

Il culto della fondatrice delle Romite Ambrosiane, per la quale la Chiesa non procedette a un vero e proprio processo canonico di beatificazione, fu riconosciuto e approvato nel 1769; la memoria liturgica della Beata Caterina cade il giorno 6 aprile, mentre quella della Beata Giuliana il 15 agosto.

Per approfondire la vita della Beata Caterina da Pallanza

Siti Internet

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90061
Link biografico relativo al profilo della Beata Caterina da Pallanza.

http://www.villaschiari.it/insegnamenti/06_209.pdf
Dettagliato profilo della vita della Beata Caterina, con la ricostruzione del percorso fondativo dell’Ordine delle Romite.

http://www.itctosi.va.it/speciali/storia2/beatagiuliana.htm
Il link riporta un profilo biografico di Giuliana Puricelli, prima compagna di Caterina Moriggi, nonchè un prezioso repertorio iconografico sulla diffusione del culto alla beata Giuliana.

http://www.sacromonte.it/
Sito ufficiale del Sacro Monte di Varese, con ampie informazioni di carattere storico e indicazioni pratiche per raggiungere il luogo e accedere alle iniziative liturgiche ivi promosse.

Libri

  • Inos Biffi, Mirabile Ydio ne li sancti soy. Le beate Caterina e Giuliana del Sacro Monte di Varese secondo le più antiche biografie, Edizioni Lativa, 1983.
  • Duemila anni di santità in Piemonte e Valle d’Aosta (a cura di Aldo Ponso), Effatà Editrice, 2001, pp. 246-247.

Per un quadro della “Vita religiosa al femminile” nel corso del XV secolo, con speciale menzione all’esperienza della Beata Caterina, si può utilmente consultare il volume Storia della spiritualità italiana (a cura di Pietro Zovatto), Città Nuova Editrice, 2002, pp. 179-181.

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