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Beato Angelico

Così Giorgio Vasari, nella terza parte della sua opera Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori (Edizioni Giuntina e Torrentiniana, pp. 269-282), tesse le lodi di Giovanni da Fiesole, più noto come Beato Angelico, uno dei più importanti pittori italiani dei primi decenni dell’epoca rinascimentale italiana, celebre per l’impronta di celestiale bellezza che egli seppe trasfondere, a livello di tratteggio e di colori, nelle sue molteplici opere.

Di lui, il Martirologio Romano ricorda che “sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, sempre unito a Cristo, espresse nelle sue pitture ciò che contemplava nel suo intimo, in modo tale da elevare le menti degli uomini alle realtà celesti”.

Nel suo profilo, dunque, le due vocazioni – quella religiosa e quella artistica – si accordarono in modo tanto mirabile, che si può ben dire che l’Angelico fu eccelso “artista di Dio”, interamente dedito alla celebrazione della sublimità e della profondità dei misteri della fede cristiana.

Figlio di Pietro Trosini, il giovane Guido – questo il suo nome di battesimo prima dell’entrata nell’Ordine dei Domenicani – mostrò sin dai primi anni la sua inclinazione per l’arte, dedicandosi in modo particolare allo studio e all’applicazione della tecnica miniaturistica, in particolare grazie al contatto con un religioso fiorentino, Lorenzo Monaco, anche’egli dedito alla pittura.

In data precedente il 1423, secondo le ricostruzioni più plausibili, abbracciò la vita religiosa, consacrandosi presso il convento di San Domenico, in località di Fiesole, con il nome di frate Giovanni. La sua produzione pittorica crebbe e si perfezionò lungo tutto l’arco della sua vita, assumendo, in modo sempre più qualificato, le caratteristiche che la rendono tuttora inconfondibile: delicatezza e precisione dei tratti, armonica essenzialità delle rappresentazioni, spettacolare finezza nella scelta e nell’accostamento dei colori che, unitamente ai riverberi di luce, avvincono ed estasiano lo spettatore.

Capolavori del Beato Angelico

Tra i suoi innumerevoli capolavori, si possono menzionare, a titolo puramente esemplificativo, la cosiddetta Pala di Fiesole, su cui spicca una Madonna in trono col Bambino, angeli e santi; le celeberrime Annunciazioni, di Cortona, di San Giovanni Valdarno e del Prado, la Trasfigurazione, il Compianto sul Cristo morto e Il Giudizio Universale, ubicati nel Museo di San Marco a Firenze, il Trittico di Cortona, l’Adorazione dei Magi, conservata a Washington (Un elenco delle opere dell’Angelico è disponibile nell’Inventario della sezione Pittura italiana della Fondazione Federico Zeri – Università di Bologna http://www.fondazionezeri.unibo.it/default.htm).

Oltre che a Fiesole, l’attività pittorica del Beato Angelico si dispiegò, quindi, anche a Firenze, nonchè a Roma, presso la Basilica di San Pietro e il Palazzo Apostolico, e a Orvieto, presso la Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto.

Deceduto a Roma nel 1455, l’Angelico trovò sepoltura nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, di pertinenza domenicana, con annesso convento nel quale il pittore aveva avuto modo di risiedere durante i periodi in cui fu chiamato a Roma, su incarico dell’allora pontefice Eugenio IV, sul soglio di Pietro tra il 1431 e il 1447, che si contraddistinse per la spiccata attenzione riservata al rinnovamento artistico della Città Eterna, nonchè del suo successore, Niccolò V, papa sino al 1455, che proseguì e intensificò le iniziative di committenza avviate da Eugenio.

Anche se, formalmente, l’Angelico non ricevette la proclamazione a “Beato”, tuttavia la possibilità di onorarlo con questo titolo è stata solennemente concessa dal papa Giovanni Paolo II nel 1982, con un documento dal titolo Qui res Christi gerit, che ne disciplina il culto nell’ambito dell’Ordine Domenicano.

In una celebrazione tenutasi a Santa Maria sopra Minerva nel 1984, il medesimo Papa ha conferito al Beato Angelico il titolo di Patrono degli Artisti.

Per approfondire il Beato Angelico

Siti Internet

http://www.italica.rai.it/argomenti/storia_arte/beatoangelico/index.htm
Bellissimo sito con splendide immagini delle opere del Beato Angelico, un profilo biografico e approfondimenti di critica d’arte.

http://www.basilicaminerva.it/
Sito ufficiale della Basilica di Santa Maria sopra Minerva, ove, oltre ad informazioni sulla storia dell’Ordine Domenicano, è possibile svolgere anche una visita virtuale all’interno dell’edificio.

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1984/documents/hf_jp-ii_hom_19840218_giubileo-artisti_it.html
Testo dell’omelia del papa Giovanni Paolo II, all’atto del conferimento al Beato Angelico del titolo di Patrono degli Artisti.

Bibliografia

  • Stefano Orlandi, Beato Angelico: monografia storica della vita e delle opere con un’appendice di nuovi documenti inediti, L. S. Olschki, 1964.
  • Eugenio Marino, Beato Angelico: umanesimo e teologia, Pontificia Commissione per l’Arte Sacra in Italia, 1984.
  • Umberto Baldini, Beato Angelico, Edizioni d’arte Il Fiorino, 1986.
  • Georges Didi-Huberman, Beato Angelico: figure del dissimile, Leonardo, 1991.
  • Sergio Samek Lodovici, Beato Angelico, Giunti, 1998.
  • Guido Cornini, Beato Angelico, Giunti Editore, 2000.
  • Eugenio Marino, Il Beato Angelico: saggio sul rapporto tra persona-opere visive ed opere visive-persona, Provincia romana dei frati predicatori, 2001.
  • Tito S. Centi, Il Beato Angelico. Fra Giovanni da Fiesole: biografia critica, Edizioni Studio domenicano, 2001.
  • Alessandro Zuccari,Giovanni Morello, Giorgio de Simone (a cura di), Beato Angelico: l’alba del Rinascimento (catalogo della mostra di Roma, Musei Capitolini, aprile-luglio 2009), Skira 2009.

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