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Beda il Venerabile

Beda il Venerabile

nato 672-673, morto 735

“Io ti prego, Gesù amorevole,
che come Tu mi hai graziosamente
dato di bere con piacere della tua conoscenza,
così voglia Tu pietosamente
concedermi di attingere un giorno a Te,
la fontana di tutta la saggezza”

(Beda il Venerabile)

“Servo di Cristo dall’età di otto anni, trascorse tutta la vita nel monastero di Jarrow nella Northumbria in Inghilterra, dedito alla meditazione e alla spiegazione delle Scritture; tra l’osservanza della disciplina monastica e l’esercizio quotidiano del canto in chiesa, sempre gli fu dolce imparare, insegnare e scrivere”. Il Martirologio Romano, riprendendo alcune espressioni impiegate dallo stesso Beda per descrivere se stesso, offre un’efficace sintesi del mirabile profilo di questo santo monaco, vissuto interamente per Dio e nella diuturna dedizione agli studi scritturistici, storici e teologici.

Definito dal filologo tedesco Manitius Max come “il più grande erudito del Medioevo”, Beda, nativo della regione inglese della Northumbria, venne introdotto sin dalla più giovane età nell’ambiente monastico benedettino (dapprima a Wearmouth e, successivamente, a partire dall’anno 682, a Jarrow) dove frequentò le scuole di base ed emise la professione monastica. Wearmouth e Jarrow erano due fondazioni riconducibili alla persona e al profilo spirituale di un insigne santo britannico, Benedetto Biscop (628-690), che si adoperò per il consolidamento, anche a livello storico-culturale, dell’istituzione monastica nell’isola ed esercitò una marcata influenza sulla formazione di Beda.

Autore fecondo di numerose e svariate opere in numerosi campi scientifici (a titolo esemplificativo, si possono ricordare il De metrica ratione per la grammatica, il De temporibus e il De temporum ratione per la cronologia, l’Historia sanctorum abbatum monasterii in Wiremutha et Girvum e il Maryrologium per la storia religiosa, il Liber de loquela per gestum digitorum per il computo aritmetico), Beda il Venerabile lega il proprio nome al fondamentale testo dell’Historia ecclesiastica gentis Anglorum che, nella successione di cinque libri (al link http://www.fordham.edu/halsall/basis/bede-book1.asp è possibile leggerne ampi passaggi in lingua inglese), delinea, e sostanzia con ampia selezione di fonti di riferimento, la storia delle “genti angle” dal punto di vista della progressiva affermazione del Cristianesimo, sino all’anno 730 d.C. ca.

Un’opera fondamentale, molto letta e diffusa in epoca medioevale, e che contribuì al consolidamento dell’altissima stima di cui Beda fu circondato già in vita e che, in seguito, dopo la sua morte, nell’anno 835, gli valse il riconoscimento del titolo di Doctor Admirabilisda parte di uno dei Concili celebrati ad Aquisgrana.

Dotato di vasta e profonda cultura, che trasfuse nei suoi scritti, il monaco Beda attinse dall’inesausta fonte della Bibbia e dei Padri dei primi secoli dell’era cristiana la propria visione della storia della Chiesa, fondata su Gesù Cristo, animata dallo Spirito Santo e vivificata dalla testimonianza degli Apostoli e dei loro Successori. Le caratteristiche essenziali della Chiesa di Gesù, che Beda individua e precisa con chiarezza, sono la sua dimensione cattolica, universalmente protesa all’annuncio del Verbo di salvezza agli uomini di ogni appartenenza culturale, e la sua connotazione apostolico-romana.

La Chiesa cattolica è la Chiesa di Roma e il riferimento a Roma consente di riunire ed orientare istanze differenti, in particolare a livello liturgico e consuetudinario. Non a caso, una parte cospicua del contributo di Beda riguarda proprio il computo del tempo, anche al fine di delineare un comune calendario per le celebrazioni liturgiche, nonché la dottrina sui Sacramenti e sulle disposizioni che devono animare chi vi si accosta. Rilevantissimo è, infine, l’apporto bediano con la stesura di numerosi testi di esegesi (o spiegazione critica) dei libri biblici.

Elevato agli onori degli altari con la canonizzazione e la proclamazione a Dottore della Chiesa nel 1899 da parte del papa Leone XIII, regnante fra 1878 e 1903, Beda il Venerabile è ricordato dalla liturgia del giorno 25 maggio.

Bibliografia

  • Giousè Musca, Il venerabile Beda storico dell’alto Medioevo, Dedalo Libri, 1973.
  • Venerabile Beda, Storia ecclesiastica degli Angli (a cura di Giuseppina Simonetti Abbolito), Città Nuova, 1999.
  • Beda il Venerabile, Storia degli Inglesi. Testo latino a fronte (a cura di Michele Lapidge; traduzione di Paolo Chiesa), Mondadori, 2010.
  • Patrizia Stoppacci, “Beda il Venerabile” in Il Medioevo: barbari, cristiani, musulmani (a cura di Umberto Eco), Encyclomedia Publishers, 2010, pp. 514-516.
  • “Beda il Venerabile” in Testi mariani del primo millennio 3. Padri e altri autori latini (a cura di Georges Charib, Ermanno M. Toniolo, Luigi Gambero, Gerardo Di Nola, Città Nuova, 1990, pp. 696-717.

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