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Belize, Caracol. Nuova luce sui Maya grazie a LiDar

Da venticinque anni Diane e Arlen Chase cercano di aprirsi una strada nella vegetazione del territorio del Belize per tracciare una mappa dettagliata di 23 chilometri quadrati dell’antica città maya di Caracol, interamente ricoperta dalla giungla per secoli. Ma grazie all’innovativo utilizzo del LiDaR (Light Detection and Ranging), strumento a impulso laser inventato dalla NASA e già applicato alla sismologia e alla geologia, i due ricercatori statunitensi hanno portato a termine il loro lavoro in sole ventiquattro ore. 

I Chase, grazie a una brillante intuizione, hanno applicato l’apparecchiatura laser della NASA a un elicottero con il quale hanno sorvolato circa 200 chilometri quadrati scoprendo che costituiscono l’intero complesso archeologico. Dalla mappatura 3D sono emersi migliaia di strutture, decine di viali selciati e numerosi appezzamenti agricoli a terrazze.

Le fotografie erano state scattate durante la stagione secca e le ore necessarie per fotografare tutto il sito erano state in totale ventiquattro, mentre l’ulteriore rielaborazione e l’ulteriore analisi erano durate circa un mese. Il risultato è una topografia completa e senza foresta pluviale: la mappa dimostra l’integrazione tra l’architettura monumentale e i gruppi residenziali, accennando anche il sistema di comunicazione e sussistenza della città, che nel VII secolo si stima raccogliesse una popolazione di circa centomila abitanti.

L’idea di impiegare il LiDaR nella prospezione aerea si deve a John Weishampel, biologo che iniziò a sfruttare le particolarità del laser cinque anni fa per studiare vegetazioni e foreste. Spostandosi da destra a sinistra, il sensore scandaglia il terreno e telerileva la distanza di una superficie o di un oggetto usando un impulso laser proprio come il radar, soltanto che al posto della luce usa onde radio calcolando la distanza dell’oggetto attraverso la misurazione del tempo che intercorre tra l’emissione dell’impulso e la ricezione del segnale retro diffuso.

Sino ad ora, questa tecnologia era stata applicata alla fisica dell’atmosfera, alla geologia e alla sismologia; ma mai all’archeologia. Quello dei coniugi Chase è il primo impiego del LiDaR per il ritrovamento di civiltà sepolte, al quale ha dato una spinta importante lo stesso Weishampel e, visti i risultati, non sarà di certo l’ultimo.

2 Commenti su Belize, Caracol. Nuova luce sui Maya grazie a LiDar

  1. non viene utilizzato spesso perché è piuttosto costoso. A Stonhenge lo hanno usato nel 2001, negli anni successivi che io sappia anche a Loughcrew in Irlanda e a Carnac in Bretagna.

  2. purtroppo non ricordo con precisione dove e quando ma non è di certo la prima applicazione in archeologia del LiDar …

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