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Benevento. Anfiteatro romano e ponte Leproso

Benevento. Anfiteatro romano

L’anfiteatro romano di Benevento

L’anfiteatro romano della città di Benevento fu costruito con molta probabilità durante il regno di Nerone, nel I sec. d. C., periodo durante il quale ospitò un’importante scuola di gladiatori. I resti di questo importante edificio, che non aveva nulla da invidiare al Colosseo per grandezza e capienza, furono trovati in modo fortuito nel 1985 e nel 1995 si rinvennero, sempre casualmente, anche i muri radiali della cavea e uno degli anulari costruiti in opera mista e tegole.

Scavi sistematici interessarono la zona nel 1998 ma oggi sono interrotti e tutto quanto portato alla luce versa in una condizione di grande degrado e abbandono, senza tener conto del fatto che su gran parte dell’edificio è stata costruita la stazione ferroviaria “Benevento Appia”.

L’anfiteatro si trova nei pressi del ponte Leproso.

Ponte Leproso

Ponte Leproso

Il ponte si trova oggi a Ovest della città di Benevento, non troppo lontano da Porta Arsa e fu costruito nel III sec. a. C. per volontà di Appio Claudio Cieco, per permettere alla Via Appia, la regina viarum, di entrare in città provenendo da Roma e terminando questa parte del suo tragitto a Brindisi, porto d’imbarco per l’Oriente. Per la sua costruzione fu forse utilizzato un precedente ponte d’età sannitica. Il ponte fu poi restaurato nel 202 d. C. da Settimio Severo e dal figlio Caracalla.

Il nome originario doveva essere Marmoreo, ma fu tramutato in Leproso nel Medioevo per la presenza di un lebbrosario nelle vicinanze di cui oggi s’ignora l’esatta posizione. Vicino vi era anche un emporium trasformato poi nella chiesa dedicata ai Santi Quaranta.

Il ponte è a schiena d’asino e a quattro arcate che dovevano essere cinque prima del restauro del XVIII secolo a seguito di un forte evento sismico che compromise una struttura già molto danneggiata in precedenza. Dell’originaria struttura romana resta solo un pilone in opera quadrata. Al di sotto scorre il fiume Sabato che prende il nome dalle sabbatiche, leggende che narrano delle feste che le streghe tenevano lungo il suo corso e sotto il famoso noce. L’accesso al ponte è oggi interdetto ai veicoli.

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