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Bernard de Montfaucon, L’antiquité expliquée: foto

Bernard di Montfaucon, L'antiquité expliquée

Le incisioni de “L’antiquité expliquée” di Bernard de Montfaucon 

Bernard di Montfaucon (1655-1741) occupa un posto di rilievo nella storia degli studi intorno alle antiche scritture, in quanto gli si deve il conio del termine stesso di “paleografia” in una sua importante opera, dal titolo Palaeographia graeca, sive de ortu et progressu litterarum. Nato da famiglia residente nella regione della Languedoc, il giovane ricevette un’adeguata istruzione da parte del vescovo di Aleth, Nicolas Pavillon, e venne avviato alla carriera militare, cui rinunciò in seguito per abbracciare lo stato di vita religioso.

Monaco benedettino dapprima a Tolosa, poi a Bordeaux, infine presso l’abbazia di Saint-Germain-des-Prés, che dal 1618 apparteneva ai religiosi della congregazione di San Mauro, particolarmente celebri per lo zelo negli studi classici e patristici, Montfaucon contribuì in modo rilevante all’incremento del prestigio culturale dell’abbazia. Il suo nome si lega, infatti, alla stesura di numerose opere: oltre alla summenzionata Palaeographia graeca, si possono citare gli Analecta Graeca sive Varia Opuscola (1688); l’Opera Omnia di Sant’Atanasio (1698); il Diarium Italicum sive monumentorum veterum, bibliothecarum, musaeorum, &c. Notitiae singulares in itinerario italico collectae, articolato in 28 capitoli e pubblicato nel 1702, che venne, peraltro, fatto oggetto di un’accesa contestazione da parte dell’italiano Francesco de’ Ficoroni, al quale fece seguito, nel 1710, un’immediata risposta, anch’essa in chiave fortemente polemica, a firma di padre Romualdo Riccobaldi. Ancora, l’intelligenza e la passione per lo studio espressa da Montfaucon si tradussero nella Collectio Nova Patrum Graecorum (1707), nell’Hexaplorum Originis (1713), nella Bibliotheca Cosliniana, sive Manuscriptorum Omnium Graecorum quae in ea continentur Accurata Descriptio (1715), nella Bibliotheca bibliothecarum manuscriptorum nova (1739).

L’antiquité expliquée et représentée en figures

Ma di rilievo del tutto eccezionale fu l’impresa di Montfaucon, consistente nella stesura dei 10 volumi dell’Antiquitas explanatione et schematibus illustrata: L’antiquité expliquée et représentée en figures, la cui pubblicazione apparve a Parigi tra 1719 e 1724, cui si aggiunse, nel 1757, quella dei cinque volumi dei Supplementi. Elaborata sul modello della Bibliographia Antiquaria di Jean Albert Fabricius, l’Antiquitas propone un vasto repertorio di incisioni riproducenti vedute, scorci, oggetti, scene di vita del mondo antico, reperite dall’autore in virtù di un certosino lavoro di raccolta condotto presso ripartite in una classificazione in cinque ambiti tematici: le divinità, la religione, la vita privata, la guerra e le cerimonie funebri. Oltre a rappresentare un’importante fonte documentaria per la conoscenza del mondo antico e delle sue usanze, l’Antiquitas si caratterizza efficacemente quale contributo di spessore nel contesto della cosiddetta “polemica degli antichi e dei moderni” (querelle des ancients et des modernes) che, proprio a cavallo tra Sei e Settecento, si agitava intorno alla ricerca e all’individuazione della più appropriata modalità di accostamento (imitazione oppure opzione a favore della modernità) all’epoca classica e alla sua produzione culturale. La monumentale opera, per la quale il Montfaucon ottenne, quale riconoscimento, da Filippo d’Orleans l’ammissione nel novero dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, esprime la consapevolezza dell’autore circa un’adeguata considerazione, oltre che per le scritture e la produzione letteraria antiche, anche per le varie attestazioni materiali riguardanti usi e costumi.

Galleria fotografica delle incisioni

La galleria di foto di Archart, qui proposta, permette di visionare alcune immagini tratte dall’Antiquitas di Montfaucon: più in dettaglio, si tratta di un aplustre (fig. 1) che, secondo il Dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo, è definibile come un “ornamento di nave appesa alla sommità della poppa, il quale era composto di tavole intagliate e dipinte. Vi si attaccavano pur anche certe banderuole o fasce sventolanti, per riconoscere la direzione de’ venti”. Le figure 2 e 3 illustrano, invece, due scene nuziali, mentre nelle restanti raffigurazioni (figg. 4-5-6), ritorna l’attenzione per il dettaglio navale, con tre esempi di rostrum che, in epoca antica, veniva applicato sulla prua delle imbarcazioni adibite alla guerra navale, allo scopo di agevolare l’attacco e l’affondamento delle navi avversarie.

Link alle immagini

http://www.archart.it/libri-antiquari/Montfaucon/index.html

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