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Borghi (Fc). Aperta al pubblico l’area archeologica di San Giovanni in Galilea

San Giovanni in Galilea

Sabato 9 ottobre 2010, alle 17, in località “La Piva” di San Giovanni in Galilea, presso Borghi (Fc), è stato presentato l’importante intervento di musealizzazione intrapreso nel 2009, con l’apertura al pubblico dell’area archeologica di San Giovanni in Galilea, illustrata da un ricco apparato didattico, e l’inaugurazione del restaurato Museo Renzi di San Giovanni in Galilea che conserva le testimonianze scoperte durante gli scavi.

Le vestigia dell’antica Chiesa di San Giovanni Battista e le testimonianze dell’omonima Pieve bizantina si sporgono dal balcone che sovrasta la pianura riminese e il mare Adriatico. L’abside e l’altare della chiesa databili al quindicesimo secolo si riconoscono a prima vista nel perimetro della chiesa, mentre all’interno sono emersi quattro ossari e all’esterno della parete meridionale sono state scoperte le tracce di una struttura per la produzione di calce. Le vicende storiche di questo sito archeologico, frequentato dalla metà del sesto secolo fino alla metà del diciottesimo, sono state scritte dalla natura: le continue frane si sono portate via le costruzioni religiose che venivano ricostruite una sull’altra, arretrando alla ricerca di un terreno più stabile.

La Pieve venne abbandonata alla fine del quindicesimo secolo, forse a causa dei numerosi cedimenti strutturali; allo stesso tempo venne costruita alle sue spalle la Chiesa di San Giovanni Battista, di cui parlano le Visite Pastorali del XVI-VIII secolo. A causa dei continui movimenti franosi che minacciavano il crollo, l’edificio venne ristretto nel 1680 con il ribaltamento dell’altare a occidente e lo smantellamento dell’abside. Nel 1741 il fronte battesimale venne trasferito all’interno della cinta muraria dell’insediamento di San Giovanni in Galilea, mentre nel 1746 l’edificio venne abbandonato, a causa del crollo del tetto.

Le prime ricerche archeologiche in questa zona risalgono al 1970 quando vennero individuate sul ciglio della scarpata le fondazioni dell’abside della Pieve bizantina. Successivamente, furono recuperati dodici frammenti in calcare locale, scolpito a bassorilievo, appartenenti alla decorazione dell’edificio e forse anche un ciborio, ovvero la struttura a baldacchino che sovrastava l’altare.

Gli scavi, eseguiti dal Museo Renzi e dell’A.R.S.S.A. e diretti dall’archeologa della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, Maria Grazia Maioli, riprendono nel 2004, permettendo l’accertamento delle diverse fasi di vita della Chiesa di San Giovanni Battista anche dal punto di vista architettonico. Viene riconosciuta la chiesa rinascimentale con altare e abside rivolti a oriente e sotto la pavimentazione vengono alla luce ossari contenenti, insieme agli scheletri, centinaia di medagliette devozionali e migliaia di grani di rosario.

Nell’autunno del 2009 Tecne s.r.l. intraprende una nuova campagna di scavo volta alla musealizzazione dell’area archeologica, rimettendo in luce l’abside smantellata nel 1680 e tre calcare impiegate nel quindicesimo secolo per la produzione di calce rimpiegando i marmi degli edifici più antichi.

Quest’area archeologica non ha soltanto un forte impatto visivo ma è parte integrante del paesaggio che contribuisce a modificare. Il lavoro di musealizzazione, attuato per conservare le strutture murarie scoperte nel corso degli scavi e per facilitare la loro lettura, ha recuperato completamente le potenzialità di un paesaggio perduto, dalla storia millenaria.

Il recupero della Pieve e della Chiesa di San Giovanni Battista rappresenta un’ulteriore tappa di quel percorso della memoria della comunità dell’insediamento di San Giovanni in Galilea già incominciato con il restauro della Fonte del Coppo e del cippo commemorativo. Dell’originaria Pieve Bizantina resta soltanto una traccia sul terreno e un’ipotesi di ciborio, ma se si volge lo sguardo a sud sembra quasi di parlare con la contemporanea Pieve di San Michele Arcangelo, sita a Santarcangelo di Romagna, e con la romanica Pieve di Santa Maria Assunta a San Leo.

Informazioni:

http://www.archeobologna.beniculturali.it/san_giovanni_galilea/area_archeologica_pieve.htm

http://www.tundra.it/galilea.html

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