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Boscoreale. Antiquarium Nazionale

L’Antiquarium Nazionale di Boscoreale (Na)

L’Antiquarium Nazionale di Boscoreale (Na)

Nel comune di Boscoreale (Na) c’è presente un piccolo tesoro che custodisce reperti di grande interesse archeologico provenienti dai siti archeologici della zona vesuviana.

Le prime tracce di attività antropica risalgono alla preistoria, successivamente tra il IX e VI secolo a.C. fu popolata dagli Osci che coltivavano i campi fertili della pianura. Abbiamo loro testimonianza attraverso le tombe della “cultura a fossa” rinvenute in contrada Marchesa.Nell’età di Augusto il sito di Boscoreale venne denominato Pagus Augustus Felix Suburbanus, in onore di L. Gornelius Sulla Felix, che conquistò Pompei e la dedusse a colonia romana nell’80 a.C.

Gli scavi archeologici effettuati tra l’ottocento e il novecento, hanno evidenziato luce circa trenta splendide ville, alcune delle quali sono celebri per i loro ritrovamenti e per il loro apparato decorativo. Tra le più importanti va ricordata la villa di Lucio Cecilio Giocondo, scavata dall’onorevole Vincenzo De Prisco nel 1894-99 in un suo fondo in località Pisanella (1). Durante lo scavo fu riportato alla luce un tesoro di argenterie, formato da 128 pezzi tra vasi, posate ed oggetti, di squisita arte alessandrina, oggi conservati al Louvre di Parigi, la cui esportazione clandestina resta ancora avvolte nel mistero (2).

Una seconda villa, la famosa villa di Publio Fannio Synistore, fu portata alla luce nel 1899-1900 dal De Prisco nel fondo Vona. La splendida domus suburbana ci ha restituito tra i più perfetti esempi di affreschi in II stile, conservati oggi al Museo Archeologico di Napoli, al Metropolitan Museum di New York e al Louvre di Parigi.

Scavi più recenti hanno evidenziato una villa rustica in contrada Villa Regina durante alcuni lavori edili.La villa è l’unica interamente scavata e visitabile e rappresenta il classico esempio di villa rustica, atta alla produzione di vino, come viene documentato dal torchio dell’uva e dalla cella vinaria con i grandi orci infossati utilizzati per la conservazione della bevanda (3).

L’antiquarium di Boscoreale, dista dagli scavi di Pompei circa due km, è facilmente raggiungibile con l’auto in 5 minuti dall’uscita autostradale di Pompei Nord o a piedi partendo da Villa dei Misteri in circa 20 minuti. Il biglietti d’ingresso di 5,50 euro permette anche l’accesso ai siti archeologici di Oplontis e Stabiae.

Il museo svolge la duplice funzione, sia di museo archeologico territoriale e sia di museo di storia naturale del territorio antico.

Il Museo

La struttura è moderna e realizzata con alcune delle più avanzate tecniche espositive e comunicative, divisa in due grandi sale, che perfettamente illustrano al visitatore il vivere quotidiano dell’uomo, in un rapporto perfetto con l’ambiente nell’area vesuviana in età romana.

Entrando nell’area museale esterna è possibile servirsi di un piccolo parcheggio gratuito, ben mantenuto, circondato da aiuole all’interno delle quali sono coltivate le piante tessili, che venivano utilizzate in antichità anche per profumare il sapone.

Prima sala

Nella prima sala del museo si evince la perfetta pulizia, la luce espositiva chiara e una coerente sequenza illustrativa che mostra i vari aspetti del mondo e della vita quotidiana nel territorio vesuviano, permettendo ai visitatori un facile accesso con l’ulteriore l’abbattimento delle barriere architettoniche. Seguendo il percorso ci si immerge completamente negli ambienti e nella vita quotidiana degli antichi abitanti delle pendici del Vesuvio. Questa sala, infatti, è strutturata in maniera tale da seguire un percorso obbligatorio fatto a spirale e diviso in cinque aree illustrative, con apparati didascalici di corredo: il mare e la costa, la fascia collinare, i monti, il verde urbano e in fine le colture ed allevamenti.

La prima area è dedicata al mare e alla costa, infatti, nell’economia della regione il mare aveva un ruolo importantissimo: avvenivano gli scambi commerciali, si traeva il sale, la porpora e il bisso.4

Esposto in primo piano, a voler simboleggiare l’importanza degli scambi commerciali, è l’affresco di una nave oneraria rinvenuto negli scavi di Pompei.

Proseguendo è possibile osservare una copia del mosaico raffigurante l’ittiofauna locale (l’originale è custodito Museo Archeologico Nazionale di Napoli), la cui didascalia permette di identificare tutte le specie marine, con lo scopo di permettere al visitatore di avere un’idea di quali fossero le specie maggiormente conosciute all’epoca. Famoso, infatti, era il pesce azzurro, utilizzato per la produzione del garum.

Proseguendo il percorso tematico si arriva alla zona collinare. Anch’essa nell’economia del territorio aveva grandissima importanza, soprattutto per la coltivazione dell’uva. Sulle alture, oltre ai grandi vigneti, vi erano frutteti, oliveti e colture cerealicole, i cui raccolti erano immagazzinati e lavorati all’interno delle ville rustiche.

Il percorso continua tra i monti. Nelle teche sono custodite un gran numero di corna di cervi e caprioli e i coti di cinghiale, che testimoniano una ricchezza faunistica, nonché l’importanza della caccia, perché riforniva la città di carne fresca.

Notevole importanza è data alla parte museale allestita per l’argomento del verde urbano. La particolare fertilità del territorio permetteva di sfruttare al meglio anche piccole zone limitate all’interno della città stessa. Sulle pareti del museo sono esposte foto e ricostruzione, corredate da chiare didascalie, su quelle che sono le tipologie di case a Pompei che hanno saputo sfruttare a pieno gli spazi verdi al loro interno.

Il percorso continua con l’area dedicata alla coltura e all’allevamento. Vi è un magnifico esempio di glirarium, ossia contenitore per l’allevamento del ghiro, la cui carne era un cibo molto ricercato sulle tavole dei romani. La presenza intorno alle case romane di animali da cortile è documentata da un cesto di uova, nonché il calco di un cane, proveniente dal giardino della casa di Orfeo a Pompei, ancora col suo collare stretto al collo, il calco di un maialino rinvenuto nel cortile di Villa Regina. Sono esposti inoltre reperti di farro, miglio, frumento e avena, una macina, un modio (unità di misura per le granaglie) oltre a prodotti lavorati e strumenti, come il pane trovato nei forni di Pompei, un pezzo di formaggio proveniente da Ercolano e uno stampo per dolci.

Seconda sala

Entrando nella seconda sala, in primo piano sulla parete Nord, è esposta una copia della magnifica parete in secondo stile della casa di Fannio Synistore e, sul pavimento sottostante l’affresco, è custodito parte del pavimento musivo di secondo stile della casa, che raffigura dei cubi prospettici. In ogni modo questa sala espone, in teche moderne e perfettamente illuminate, alcuni tra i reperti rinvenuti nelle villae rusticae dell’area vesuniana, come la villa in proprietà D’Acunzo, villa Regina, villa della Pisanella, villa di Publius Fannius Synistor, di Numerius Popidius Florus, di Marcus Livius Marcellus, villa di via Casone Grotta.

Al centro della sala è esposta la ricostruzione in scala della Villa della Pisanella, nota per il rinvenimento dello straordinario tesoro di argenterie del quale attualmente sono esposte solo le foto. In una piccola teca è custodito il calco originale di testa di donna che aveva cercato scampo nel torcularium, proveniente sempre dalla villa della Pisanella, accanto ad essa furono rinvenuti orecchini in oro e topazio. Sempre di questa villa sono conservati parte degli instrumentum domesticum, rinvenuti durante lo scavo. Sulla parete Nord-ovest della seconda sala, ad angolo, sono visibili gli affreschi in IV stile provenienti dalla casa di Popidius Flurus. Su questi affreschi, staccati dal cubiculum 23, lo zoccolo in rosso è decorato con piante ed uccelli, mentre nella parte mediana sono presenti elementi architettonici stilizzati.

Boscoreale. Antiquarium Nazionale

Villa Reginella

Uscendo dal museo, a pochi metri di distanza, è possibile visitare villa Reginella.

Essa si trova all’interno dell’area museale e vi si accede attraverso una rampa laterale che porta nel giardino. L’abitazione è una villa rustica di piccole dimensioni, circondata da un fitto vigneto con qualche esemplare di ulivo. Il podere intorno alla villa è stato ripristinato sulla base delle tracce lasciate dagli alberi che vi erano coltivati e, accanto ad ogni nuovo vitigno, è stato fatto il calco della pianticella e del palo di sostegno dell’antico filare. È possibile scorgere anche tracce dell’antico selciato stradale, largo in misura tale da permettere il passaggio del carro, che dai campi raggiungeva i magazzini della villa.

Bibliografia

A. Cinque- russo, La linea di costa del 79 d.C. fra Oplonti e Stabiae nel quadro dell’evoluzione oceanica della Piana del Sarno (Campania), Boll. Soc. Geol. It., 1986, nr. 105

A. Cirillo, A. Casale, Il Tesoro di Boscoreale e il suo scopritore, 2004.

S. De Caro, La villa rustica in località Villa Regina a Boscoreale, Roma 1994.

Soprintendenza Archeologica di Pompei, Il Tesoro di Boscoreale. Gli argenti del Louvre e il corredo domestico della Pisanella, in FMR, 1988.

Note

1  A. Cirillo, A. Casale, Il Tesoro di Boscoreale e il suo scopritore, 2004

2  Soprintendenza Archeologica di Pompei, Il Tesoro di Boscoreale. ‘”Gli argenti del Louvre e il corredo domestico della “Pisanella””, in FMR, 1988

3  S. De Caro, La villa rustica in località Villa Regina a Boscoreale, Roma 1994.

4  A. Cinque – F. Russo, La linea di costa del 79 d.C. fra Oplonti e Stabiae nel quadro dell’evoluzione oceanica della Piana del Sarno (Campania), Boll. Soc. Geol. It., 1986 nr. 105

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