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Boscoreale: le ville romane

Villa della Pisanella

Questa villa è stata portata alla luce negli anni Novanta del XIX secolo, ma, attualmente, è risotterrata. L’edificio è costituito da una “pars rustica”, formata da dormitori per i servi, una stalla per il ricovero degli animali, un panificio, un torcular (pressa per il vino) e un trapetum (frantoio per l’olio) e da una pars urbana, riservata al padrone, con locali di soggiorno decorati in III stile e terme). La capienza dei recipienti trovati nella cella vinaria ci dice che la villa coordinava pressappoco ventiquattro ettari di terreno e, in base alle teorie di alcuni studiosi, il proprietario fu un celebre banchiere pompeiano, Lucius Caecilius Iucundus.

Un vero tesoro, formato da un servizio di argenteria costituito da centotto pezzi di età augustea e da più di mille monete d’oro (corrispondenti a 102800 sesterzi), vi fu rinvenuto nel 1895, ma venne diviso tra la Collezione Rothschild e il Louvre. I reperti più rilevanti sono: una coppia di phialai con incisi busti-ritratto in rilievo, due coppe raffiguranti, una “Augusto in trono” e l’altra il “Trionfo di Tiberio”, una coppia di brocche con raffigurate le Vittorie sacrificanti, alcuni bicchieri con animali, eroti e scheletri di filosofi e una patera, piatto ampio e poco profondo, con il busto dell’Africa. Il tesoro comprendeva anche dei gioielli. La villa ha fornito, per di più, moltissimi reperti dell’instrumentum domesticum, cioè oggetti per la casa di utilizzo domestico.

Villa di Fannio Sinistore

Questa villa fu portata alla luce nel Fondo Vona, nel 1900 e la sua assegnazione proviene da un nome scritto su un vaso di metallo. È probabile che, negli ultimi tempi, il proprietario fu L. Herius Florus, del quale è stato rinvenuto il sigillo. Le pareti dell’edificio erano decorate con meravigliosi dipinti in II stile, simili a quelli che affrescavano Villa dei Misteri e datati al 40/30 avanti Cristo, ma le più belle vennero divise tra diversi musei (Bruxelles, Napoli, Parigi, New York, Amsterdam e Mariemont). Sul versante nord dell’aia si trovavano alcuni locali ornati: un oecus, posto davanti all’entrata e dipinto con una megalografia affrescata contro lo scenario di un colonnato, e un cubiculum, affrescato con paesaggi architettonici e panorami di città. Al centro della parete di fondo dell’oecus era rappresentata Venere con Amore, sulla destra si trovavano le Tre Grazie, mentre sulla sinistra c’era una raffigurazione di Dioniso e Arianna; infine, sulle pareti di lato, su fondo rosso, erano rappresentati re ellenistici e macedoni con il famoso filosofo Menedemo di Eretria e, ai lati esterni dell’entrata dell’oecus vi erano affrescate delle figure con le ali.

Villa in località Villa Regina

Questa villa che si trova in località Villa Regina è formata da diversi locali posti sui tre fianchi di un’aia scoperta, nella quale è ospitata una cella vinaria con 18 dolia, contenitori larghi a forma sferica. Fra i locali della villa rustica, nei quali si possono ancora vedere alcuni calchi dei telai lignei di finestre e porte, sono da segnalare: il granaio, dove veniva conservato il fieno, i cereali e i legumi, limitrofo al cortile scoperto; un triclino con dipinti attribuiti al periodo di transizione fra il III stile e il IV; una stanza di servizio contenete la cisterna per la raccolta dell’acqua, con sopra un puteale fittile; un vasto porticato che circoscrive l’aia scoperta; una cucina, che dal momento dell’eruzione andò in disuso, comprendente un forno in muratura e un focolare posto in mezzo al locale; un ambiente usato come deposito e come cucina provvisoria, nel quale fu rinvenuta la maggior parte degli arredi della villa, disposti su scafali e all’interno di un armadio; un torcularium che presenta i resti di un torchio di legno e i pozzetti e i fori che lo ancoravano al terreno, il contenitore dove si raccoglieva il mosto e la vasca di premitura.

La costruzione originaria dell’edificio, che era dotato anche di un livello superiore, si può far risalire al I secolo avanti Cristo. La villa venne ampliata, perlomeno, in due fasi seguenti, in epoca augustea e in quella giulio-claudia. Nel corso dei lavori di scavo fu rinvenuto nel portico un plaustrum, ovvero un carro da trasporto, del quale sono ancora evidenti, su una piccola strada vicina alla villa, i solchi che lasciarono le ruote. La zona che circonda la villa è costituita dal terreno coltivato nel 79 dopo Cristo che preserva le impronte delle antiche colture, delle quali sono stati fatti i calchi delle radici delle viti. Vicino ad essi sono state piantate nuovamente le viti per ricostruire, in funzione dimostrativa, la struttura del vigneto. Il susseguirsi dei depositi del materiale vulcanico causato dall’eruzione vulcanica avvenuta nel 79 avanti Cristo, che provocò la distruzione della piccola azienda agricola è mostrato, in maniera chiara, dalla stratigrafia del terreno lungo le pareti del lavoro del sito.

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