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Bosnia, Sarajevo – scoperte piramidi: si tratta di fanta-archeologia oppure è realtà?

La prima eclatante notizia che citava la presenza di piramidi in Bosnia appare sul quotidiano locale “Dnevni Avaz” nell’ottobre del 2005 e annuncia al mondo la scoperta di quello che viene definito il “primo monumento sepolcrale europeo”, individuato nella valle di Visoko, una piccola città che si trova a trenta chilometri a nord di Sarajevo, la capitale. Secondo lo scopritore la presunta piramide risulta avere un’altezza di oltre 200 metri (229 per la precisione), una base con lati che misurano più oltre 360 metri e sarebbe stata costruita con blocchi di arenaria. Essa testimonierebbe la passata esistenza, in un territorio non certo prodigo di meraviglie archeologiche, di una civiltà abbastanza avanzata da essere in grado di edificare simili opere strutturali. La spiegazione del perché questo complesso monumentale sarebbe finora sfuggito alla rilevazione scientifica risiederebbe nel fatto che è rimasto coperto da una fitta vegetazione e uno spesso strato di terra che, col passare dei secoli, l’avrebbe nascosto all’occhio umano trasformandolo in collina dall’aspetto inusuale, nota sul luogo come Visocina Hill.

La scoperta viene filmata e divulgata dalla stampa internazionale; riceve anche un nome, ossia Piramide del Sole. Le sorprese che il sito riserva aumentano con passare dei giorni: si ritiene di aver individuato una via pavimentata, lunga oltre 400 metri, che condurrebbe sulla cima dove si troverebbe una spianata destinata forse a cerimonie, e sui lati del monumento, formati da gradoni di arenaria in perfetto stile mesoamericano, si aprirebbero numerose gallerie che si smarriscono nei meandri del sottosuolo. Dei rilevamenti e foto satellitari proverebbero infine che il monumento sepolcrale sarebbe allineato rispetto ai punti cardinali e dunque questo dimostrerebbe che esso è frutto di opera umana. Nei dintorni vengono rinvenute delle sfere in pietra di lavorazione perfetta, tanto regolare da risultare inspiegabile.

L’equipe che ha effettuato la scoperta, chiamata Bosnian Pyramid of the Sun Foundation, è guidata da Semir Osmanagic, un bosniaco emigrato negli USA dove possiede un’azienda produttrice di elementi di metallo per l’edilizia. Egli non è dunque archeologo, ma ciò non gli impedisce di cimentarsi nella stesura di articoli in perfetto stile New Age, che spaziano dalla storia alternativa alle ipotesi che vorrebbero i Maya legati alle perdute genti di Lemuria e Atlantide da una discendenza, e tutti collegati a vario titolo con gli extraterrestri giunti sulla Terra dalle Pleiadi.

Pochi mesi dopo l’annuncio della scoperta Osmanagic da alle stampe un libro intitolato “The Bosnian pyramid of the Sun – Discovery of the first European pyramids” e sin dalle prime pagine ricopre il lettore di strabilianti sorprese: si scopre immediatamente che la piramide è così antica da risalire ad almeno 10 mila anni fa. L’autore spiega che nella regione balcanica, e in particolar modo in Bosnia, prosperò una civiltà molto avanzata che ebbe il suo massimo periodo di progresso durante l’ultima era glaciale, quando tutto il resto dell’Europa era ancora coperto dalla spessa coltre di ghiaccio. Questa misteriosa popolazione venne però cancellata da una terribile calamità naturale verificatasi al momento dello scioglimento dei ghiacci, che avrebbe provocato una grande ondata distruttrice simile allo tsunami, che fu causa della sparizione della loro civiltà e nascose la piramide sotto uno strato di sedimenti, celandola agli uomini sino ai nostri giorni.

Il testo si inoltra nel terreno delle ipotesi affidandosi alle presunte prove genetiche (che la scienza ufficiale, secondo l’autore, avrebbe tenuto nascoste) che confermerebbero l’esistenza di questo misterioso popolo in grado di vantare legami stretti con gli Illiri, e con le popolazioni delle Americhe e del Perù in particolare; vi sarebbero anche prove delle sue migrazioni nel mondo, anche attraverso continenti oggi scomparsi come i celebrati Mu, Lemuria e Atlantide. Con questo Osmanagic suggerisce corrispondenze estetiche e architettoniche tra le sfere di pietra della Bosnia e quelle simili trovate in Messico e Costarica. Sfere e piramide avrebbero avuto il compito di produrre una forma di energia sconosciuta nella banda ultravioletta in grado di influenzare i processi biologici del corpo umano, inducendo una sensazione di pace e prosperità.

Ma egli non si ferma qui: sarebbero infatti ben tre le piramidi, collocate ai vertici di un immaginario triangolo equilatero, ed ecco sorgere dal passato due nuovi complessi sepolcrali che prendono i nomi di Piramide della Luna e Piramide del Dragone. Nel suo paese natale iniziano così a diffondersi voci che parlano della presenza di altre piramidi non ancora portate alla luce. Un politico bosniaco, Sulejman Tihic, coglie la palla al balzo e afferma che ci sarebbero ben 9 piramidi nascoste, mentre Osmanagic arriva ad affermare che ve ne potrebbero essere alcune anche in Croazia. A quel punto la notizia dilaga e la città di Visoko viene invasa da curiosi e giornalisti; nasce repentinamente il Parco archeologico delle piramidi bosniache, con un conseguente picco dell’attività turistica e una proliferazione di venditori di ricordini a forma di piramide.

Il mondo scientifico mette sotto accusa immediatamente le teorie e le ricerche di Osmanagic per l’assenza di rigore e di metodo; il fatto che egli non sia un archeologico e che sia invece autore di teorie pseudo-archeologiche certamente non gli è di aiuto, anche perché spesso le sue affermazioni si rivelano facilmente criticabili alla prova dei fatti e a volte tendenziose. La Piramide del Sole, ad esempio, non risulta né regolare né tanto meno orientata in base ai punti cardinali, per giunta le pendenze e le lunghezze dei suoi lati sono assai diverse tra loro; la posizione dei tre monumenti sepolcrali che dovrebbe costituire i vertici di un triangolo equilatero viene verificata con strumentazioni sofisticate da Alun Salt, dottorando dell’Università di Leichester, e i suoi calcoli rilevano che vi sono almeno duecento metri di differenza fra i lati che dovrebbero costituire il triangolo perfetto.

Vi sono poi altre rilevanti problematiche legate allo scavo: i lavori sono stati aperti simultaneamente in punti diversi e svolti da volontari senza la presenza di veri archeologi, le fotografie diffuse mostrano lavori di sterro grossolano da cantiere edile, piuttosto che quelli scientifici di uno scavo archeologico; infine, le immagini di documentazione dei lavori non possono essere usate poiché fatte senza inserirvi una scala metrica e sono prive di didascalie, mancanti quindi di indicazioni sul posto dove sono state fatte o su cosa mostrano.

Incurante delle critiche l’equipe di Osmanagic prosegue però nel lavoro, mirando all’avvio di campagne sulle piramidi, all’esplorazione delle presunte gallerie laterali e programmando addirittura conferenze stampa per presentare i risultati. Il mondo scientifico rimane assai freddo al riguardo e alcuni studiosi attaccano Osmanagic sottolineandone le immaginose spiegazioni, l’assenza di metodo scientifico e la palese alterazione dei dati compiuta a supporto delle proprie idee.

Intanto l’UNESCO mostra interesse verso la scoperta e invia in Bosnia una commissione di esperti per verificare le dichiarazioni di Osmanagic, ma la missione torna a casa senza risultati concreti poiché gli esperti dell’UNESCO affermano che non esiste alcuna prova certa dell’esistenza dei tre monumenti.

Le pesanti critiche non fermano Osmanagic e la sua fondazione, e un fiume di foto, filmati e autorevoli opinioni di scienziati persuasi della sincerità del suo lavoro corredano ogni volta i nuovi ritrovamenti e le rivelazioni che vengono comunicate alla stampa. Nel giugno del 2006 viene convocato a Visoko il geologo egiziano Aly Abd Barakat, e la sua visita è seguita, nel settembre successivo, da quella dell’egittologo Mohamed Ibrahim Aly, e di li a breve da quella di altri tre studiosi di archeologia egiziani, Nabil M.A. Swelim, dell’Alexandria Archaeological Society, e Mona Fouad Aly e Soleiman Hamed El-Heweli, dell’Università del Cairo.

Tanto internet e quanto la stampa locale pubblicano le affermazioni degli archeologi egiziani, intervenendo sulla loro portata fino a trasformare delle ipotesi in categoriche certezze, come per l’idea che “la Bosnia sarà chiamata la Terra delle Piramidi”; tralasciano inoltre, così come fa Osmanagic, i moltissimi “se” e l’intonazione possibilista utilizzata dagli studiosi. Vengono evitate considerazioni avverse alle idee di Osmanagic, sottolineate invece dagli archeologi egiziani, come la totale assenza di reperti antichi nella zona, cosa che non consente di proporre una datazione, o la probabilità che i gradoni della piramide possano essere di origine moderna.

L’attenzione sulla notizia diminuisce e a Osmanagic non viene rinnovato il permesso di scavo, ma né lui né la fondazione interrompono i lavori allo scopo di fornire delle nuove prove che possano andare ad avvalorare la loro tesi, con particolare attenzione verso alcuni presunti manufatti che in realtà sono soltanto pietre dalla forma curiosa. Nel turbine delle ipotesi, accanto alle prime tre piramidi vengono identificati un Tempio della Terra e una Piramide dell’Amore, con un successiva scoperta di un inesplicabile alfabeto definito “proto-bosniaco”. In seguito la fondazione di Osmanagic propone una datazione al carbonio 14, peraltro assai controversa, che assegnerebbe un’età di 30 mila anni a un frammento di legno trovato nella roccia di una delle gallerie laterali della piramide.

In realtà una attenta analisi dei dati inizia a portare crepe nella teoria del bosniaco: dalle numerose fotografie (reperibili su internet) la Visocina Hill sembrerebbe davvero una piramide coperta dalla vegetazione e quelli portati alla luce dai lavori di scavo parrebbero realmente gradoni, così come sul versante della collina vi sarebbero dei pavimenti. Si nota però come la forma “a piramide” della collina di Visocina, così come quella dei colli vicini, e alcuni blocchi di pietra che appaiono lavorati dall’uomo sarebbero invece da attribuire ai potenti fenomeni geologici che portarono alla nascita della valle di Visoko. La loro origine sarebbe dunque totalmente naturale. Anche il presunto cataclisma che avrebbe cancellato la civiltà della piramide non è mai accaduto, dato che lo scioglimento dei ghiacciai fu lento e graduale, privo di sconvolgimenti geologici di portata così catastrofica come Osmanagic afferma. Probabilmente i “monumenti sepolcrali” della Bosnia si formano a partire dal Miocene, quindici milioni di anni fa, quando tra Sarajevo e Zelica si formò un vasto lago dalla forma allungata che aveva un’estensione di circa 60 km quadrati e includeva la zona di Visoko. Esso ricoprì l’area per 7 milioni di anni, dando vita sul fondo a una spessa stratificazione di depositi lacustri che in certi punti ha spessore di ben 2 km. Sul finire del Miocene (fra 7 e 5 milioni di anni fa) il lago si prosciugò e gli strati di sedimenti subirono il sollevamento causato dalle spinte tettoniche, formando ciò che Osmanagic afferma siano i gradoni e le pavimentazioni delle piramidi. In certi punti della presunta piramide si riesce a seguire il percorso delle pieghe tipiche delle rocce sedimentarie sottoposte a questi fenomeni geologici.

Le sfere perfette che sembrano fatte da mano umana sono solo delle concrezioni naturali provocate dall’azione dell’acqua che unisce i minerali presenti nella stratificazione intorno ad un nucleo (solitamente un fossile oppure un granello di quarzo), dando vita a queste caratteristiche forme sferiche. Le misteriose gallerie hanno una spiegazione più umana poiché il territorio di Visoko è un’area ricca di carbone, minerali di ferro e di rame; vi si pratica attività estrattiva da lungo tempo; dall’epoca romana per il ferro, dall’età del Bronzo per il rame. I misteriosi simboli trovati nei tunnel, reputati da Osmanagic un antico alfabeto, sarebbero stati tracciati dai moderni minatori tant’è che alcuni di essi sono venuti allo scoperto e lo hanno testimoniato gettando altri dubbi sulla genuinità delle affermazioni di Osmanagic.

Per giunta, questa regione non è affatto inesplorata dal punto di vista archeologico come vorrebbe accreditare Osmanagic, dato che vi sono stati scoperti numerosi siti come quello neolitico di Butnir, dove sono state individuate oltre trecento abitazioni protette da un muro di difesa e databili alla prima metà del V millennio. Molteplici le testimonianze dell’età del Bronzo e del Ferro, con la scoperta di reperti, villaggi e tombe megalitiche. Qui giunse anche la dominazione romana e il geologo Omerbashich ipotizza che furono proprio loro a modellare la Visocina Hill dandole vaga forma di piramide. Tutto questo preoccupa gli archeologi, intimoriti dalle disinvolte ricerche dell’equipe di Osmanagic, che potrebbero causare gravi distruzioni alle testimonianze archeologiche ancora presenti sotto terra nella zona. La squadra della “Bosnian Pyramid of the Sun Foundation” non è affatto sostenuta da archeologi e tecnici, ma è composta solo da scavatori e improvvisati esploratori. Da notare che agli inizi del 2007 la Fondazione ha sostituito il direttore del museo di Visoko, Senad Hodovic, e la geologa Nadija Nukic, per ragioni non meglio precisate ma facilmente intuibili.

Per fortunata è intervenuto il Ministro della Cultura di Bosnia che ha emanato un decreto con cui ha posto sotto tutela i siti in questione, rendendosi conto del rischio che la corsa alla scoperta fanta-archeologica potrebbe portare alla distruzione di reperti autentici, in grado di consentire la fedele ricostruzione della storia di questo territorio, la vita e le usanze di chi l’ha abitata, la loro arte e la loro cultura.

Alla luce di tutto ciò, con buona probabilità le piramidi della Bosnia sono un classico caso di abbaglio fanta-archeologico e mostrano tutti gli elementi tipici di queste situazioni: antiche piramidi, misteriose gallerie sotterranee che si perdono nel profondo della terra, continenti cancellati da catastrofi naturali, tecnologie misteriose e dimenticate, uomini in stile Indiana Jones, complotti e patriottismo. A ciò si aggiungono i “peccati” di Osmanagic, ossia l’assenza di rigore e di metodo scientifico nelle sue ricerche, le sue affermazioni affrettate e fantasiose, la ricerca di sensazionalismo e lo sfruttamento oculato dei mezzi di comunicazione.

Per l’approfondimento si possono visitare i siti web:

www.piramidasunca.ba/en 
sito ufficiale della Bosnian Pyramid of the Sun Foundation, in inglese 

http://irna.lautre.net/-Bosnian-pyramids-.html
sito contenete opinioni contro l’autenticità delle piramidi bosniache

http://blog.archeologia.com/234/le-piramidi-di-bosnia-tra-fantasia-e-realta/temi-epoche-archeologia
articolo divulgativo sul tema, fonte di consultazione per questo articolo

12 Commenti su Bosnia, Sarajevo – scoperte piramidi: si tratta di fanta-archeologia oppure è realtà?

  1. Se mai è esistita Atlantide i discendenti più probabili dovrebbero essere i pelasgi?
    Si sa che la lingua pelasgica e antichissima e il latino come il greco proviene dal pelasgico perché i pelasgi sono i più antichi ed esistevano prima di tutti, molti studiosi hanno notato che la lingua pelasgica-illirica ha collegamenti con l’ebraico, l’indu, la lingua maya, l’egizio, con la lingua zend, che era la lingua dell’antica Persia, e infine con la lingua celta e con quella teutonica. Queste sono tutte lingue morte, mentre l’illirico, che fra queste è quella più antica, è viva e si parla ancora oggi come ai tempi dei Pelasgi. Ma chi sono gli attuali discendenti dei pelasgi e dei illiri, semplice gli odierni albanesi, infatti l’illirico anche se è una lingua antichissima nel tempo e rimasta quasi invariata. Illir in albanese vuol dire libero.. Perfino la religione greca e stata introdotta dai pelasgi infatti gli idei greci in albanese hanno un significato immediato.
    Erodoto ci spiega che furono loro alla base delle divinità antiche greche, e ci dice che gli antichi greci appresero da loro la cultura e le divinità.
    erodoto si pone anche una domanda riferendosi a loro come abili navigatori “dove vanno questi pelasgi che solcano i mari verso l’ignoto?”
    alcuni scrittori antichi parlano di loro anche come creatori dell’italia e dell’europa, diversi studiosi hanno connesso loro con gli etruschi, costruzioni pelasgiche sono state ritrovate fino al caucaso, eppure non si sa chi siano stati. Gli etruschi infatti sono discendenti dei pelasgi.
    Non so se qualcuno di voi è di palermo. A Palermo ci sono le grotte dei beati paoli sono stranissime non so come abbiano potuto scavare queste grotte che sono tutte collegate fra loro continuano in tutta la sicilia vanno a quanto pare anche verso malta e l’africa e passando dallo stretto di messina salgono verso l’italia e continuano per tutte le citta d’italia e nessuno me lo toglie dalla testa continuano per tutto il mondo…….. in ogni mito e leggenda del mondo antico ricorre la figura del dispensatore di sapere che ritorna in superficie per dare vita a una nuova umanita’ dopo il periodo di crisi durato millenni dopo il Diluvio. L’Italia, secondo le leggende, era pelasgica. Essi furono artefici di opere ciclopiche un po’ ovunque per il Mediterraneo. Il termine deriva da “pelago”, greco, e cioè “mare”, poiche forse giunsero dal mare. Probabilmente non furono altri che i caldei Oannes, associati ai pesci proprio perche bravi a navigare. Forse Cecrope, 1° re di Atene, fu un pelasgo. Mirsilio di Metimna scrive nel III scl. a.c. che essi costruiiììrono poiu di 4000 fortezze. Tucidide narra che prima del Diluvio di Deucalione la grecia era abitata dai pelasgi. Anche Erodoto, nel primo libro di Storie narra la medesima cosa. In eta’ classica, i popoli preellenici erano chiamati pelasgici infatti. I pelasgi sarebbero stati i discendenti di atlantide che per sfuggire al disastro di rifugiarono sotto terra. nel IV millenio a.c. tornarono in superficie per ridare vita alla civilta.
    Omero canta: (XIX libro dell’odissea)

    Nella citta di knosso
    tra i cretesi magnanimi e i pelasgi
    di menes regna l’inclita saggezza
    da dio ispirata ogni nove anni
    arcanamente e con tonante voce… (…)

    Menes è Mionosse, che secondo alcune leggende era pelasgico. Anche in egitto nello stesso periodo c’era un altro Menes, fondatore della prima dinastia, vissuto alla fine del 4 millennio. Se si trattasse della stessa persona? a meno che Menes non fosse che una carica o un attributo.
    Un storico italiano,Giuseppe Catapano ha studiato per 40 anni l antico Egitto. Tutta la conoscenza del antico Egitto deriva da questo Thot.Ha scritto un libro.Thot parlava l albanese.La sua teoria e questa.Gli albanesi erano i sopravvissuti di Atlas o Atlantide…At lasht in albanese significa padre antico.Loro hanno schiavizzato gli egizi.Fara jon da cui faraon in albanese significa il nosto seme.Ra significa caduto,Thot – dice.Secondo lui l albanese e una lingua sacra e tutti i testi sacri sono in albanese.Dopo si sono spostati in Grecia.In realta noi discendiamo dagli pelasgi.Gli dei, Hercole, Acchille sono miti albanesi non greci.Ce la stele di Lemno a dimostrare tutto cio.In un isola greca e stata trovata una stele di 2600 anni fa,apartenente senza dubbio ai pelasgi,i padri di europa.Guarda caso scritto in albanese.Ma non ha molto publicita perche cambierebbe la storia.Ad esempio Zeus significa dio e anche voce nella lingua albanese .Athena-Ethena il detto, Aferdita,vicino al giorno.Illiria -libera. In fati i iliri stavano dalla croazia fino al Albania.

  2. siamo a febbraio 2012 ma ancora non si hanno notizie di alcun tipo. perchè questo silenzio su una scoperta così interessante? basta parlare di osma qualcosa esistono altri argomenti!

  3. ma cosa ci vuole a vedere veramente se sono piramidi o no.. uno due mesi di lavoro!! perche ancora non si sa niente??

  4. Per dire la verità con il mio gruppo di ricerca universitario (SBRG) stiamo indagando sul sito di Visoko da quasi un anno e non mi pare che ci sia tutta questa fanta-archeologia, ma stiamo ottenendo risultati molto interessanti.
    Il sito va affrontato in maniera interdisciplinare ed è per questo che il nostro gruppo di ricerca è fatto di diverse competenze e non solo archeologiche.

    Mi pare, invece, che i detrattori delle piramidi si concentrino più sulla figura di Osmanagic, che seppur originale non c’entra nulla con i reperti e le strutture ritrovate.
    Si cita ad esempio come riferimento nella bibliografia del presente articolo “le Site d’Irna” come “sito contenete opinioni contro l’autenticità delle piramidi bosniache”, ma questo sito presente in Francia, da nessuna parte cita le competenze e i titoli di chi ci scrive sopra.
    Se si va a cercare gli autori si scopre, infatti, che è totalmente anonimo. Gli autori di questo sito, che giudicano così veementemente gli studi scientifici effettuati come poco attendibili, si nascondono a loro volta dietro a semplici pseudonimi. Non è così che si fa un dibattito scientifico…

  5. Marino….. Sono pienamente daccodo con te. Mentre ti leggevo ho avuto la sensazione di sentirmi riflettere e animosamente discutere con persone che non vogliono vedere la realtà dei fatti e hanno paura di uscire dal recinto creato apposta per essere tenute sotto controllo. Siamo contornati da un grege di pecore.

  6. la scienza ufficiale è la cerchia di conniventi che con ogni modo possibile e illecito vuole rovinare tutte le prove reali che danno contro alle loro fantasticherie accademiche.le piramidi di visoko sono reali. la teoria accademica rimane una teoria….ma continuano a far sopravvivere la loro teoria e a nascondere le prove reali. che razza di scienziati sono? è più che ovvio che gli scienziati pagati dai vari governi sono comprati per mantenere la gente, la massa all oscuro di tutto. la verità fa troppa paura a questi professori venduti ma fa più paura ai vari governi che fanno di tutto per insabbiare le notizie. arte del discredito su chiunque pensa in maniera eretica rispetto ai papaveri ufficiali. p.s:in italia la notizia non è mai stata riportata da nessun t.g. …chissa perchè

  7. Quello che dici e’ vero,la comunita’ scientifica potrebbe anche confutare le prove a piramidi completamente disotterrate asserendo che sono grandi zolle di terreno rialzatasi in tempi remoti per fenomeni geologici,se e’ vera l’ipotesi dell’antichita’ di diecimila o oltre anni di eta’ di queste costruzioni e se e’ vero a maggior ragione che furono ricoperte dalle acque nel periodo glaciale questo gioca uno svantaggio sulla regolarita’ delle strutture originali delle piramidi grandemente deformate dai fattori di erosione.Allora diventa piu’ facile asserire che quella che era originariamente una piramide ora e’ una struttura naturale simile ad essa solo per caso fortuito.Vedi per esempio la sfinge:il corpo di questa da come dicono alcuni dovrebbe avere piu’ di diecimila anni ma hai visto come e’ deformato? Se osservi la struttura di questo piu’ da vicino sembrerebbe piu’ una roccia naturale con crepe.La forma di un corpo da leone e la testa tolgono a qualsiasi scettico l’idea di un fenomeno roccioso,pero’la forma piu’ elementare di una piramide potrebbe dare ambito a piu’ interpretazioni….vedremo.

  8. La polemica sulla scoperta delle piramidi in bosnia dimostra in modo certo solo il fatto che la “comunità scientifica” se così si può definirla, è interessata solo a screditare e nascondere al mondo tutte le nuove scoperte che possono mettere in pericolo il loro lavoro e le loro teorie. Queste persone non possono nemmeno definirsi scienziati perchè non sono alla ricerca di dati che possano confermare nuove teorie ma sono solo pronti a ridicolizzare quelle che possono mettere in dubbio tutte le convinzioni precedenti. Ci vorrebbe un pò più di coraggio ma certo non si può biasimarli, deve essere una gran faticaccia dover riscrivere la storia dell’umanità!

  9. io a questo punto mi metto nel mezzo,aspettiamo che la costruzione venga completamente disotterrata(e poi ce ne dovrebbero essere altre) e poi vediamo cosa viene alla luce:certo ci vuole un po’di pazienza,quando la fantasia ci va a mille si pensa un po’ a tutto.Io comunque spero che sulle piramidi ci sia del vero….vedremo….anno 2012? chissa’!

  10. Ragazzi lasciamo parlare archeologi e scienziati seri che queste cose le studiano e smettiamola di vedere ufo e fenomeni paranormali ovunque…e smettiamola pure di parlare di “casta”..ma che siete paranoici? o le cose così come stanno vi sembrano noiose e avete bisogno di sensazionalismi? che questa storia delle piramidi fosse una mezza bufala era nell’aria!

  11. Di questi giorni è la notizia che il fanta-archeologo avrebbe “confessato” di aver imbastito il tutto per una sorta di “scherzo” alla comunità scientifica mondiale, per metterne alla prova la sua competenza. Il tizio, ovviamente, è stato subito denunciato dalle autorità locali, che gli hanno chiesto un maxi-risarcimento per aver distrutto gli insediamenti di età moderna. si conclude così, in maniera tragica e al tempo stesso ridicola, una vicenda che gli studiosi “seri”, quelli che lavorano nel silenzio delle università con fondi costantemente tagliati, avevano già da tempo qualificato come un grande imbroglio.
    La vicenda, tuttavia, dovrebbe servire da lezione per il futuro: ci sono alcuni Stati che non hanno una legislazione in grado di tutelare il patrimonio archeologico nazionale, e che rischiano di diventare preda di cosiddetti “studiosi” (in realtà ciarlatani) che con un minimo di risorse possono farsi un po’ di pubblicità.

  12. Ma quali “alcuni” blocchi di pietra !! Ma è ora di finirla di screditare e ridicolizzare tutto quello che non sapete (non volete) valutare e riconoscere solo perchè chi si impegna in ricerche e scoperte non fa parte della vostra “casta” e allora vedete vacillare il castello di carta delle vostre convinzioni spesso errate a causa di una ottusità congenita che non vi permette di modificare neanche di una virgola quello che ci avete sempre raccontato sulla storia dell’umanità.
    Andate sul posto a “toccare con mano”, riflettete, indi partorite un responso che, se è il caso, sia diverso da quello deciso ancora prima della partenza.
    E se poi fosse che la storia dell’Umanità e della Civiltà fosse un’altra?
    Cosa c’è di tanto scandaloso ad ammettere (eventualmente) di aver sbagliato?
    Credo fermamente che si provi più stima per qualcuno che ammette di essersi sbagliato senza volontà di farlo, piuttosto che per uno (o tanti) che ad ogni costo si ostina nel suo punto di vista anche difronte a concrete prove contrarie.
    Grazie

    Marino

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