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Buccino (Ce). Antica Volcei

La città di Volcei, menzionata anche da Plinio il Vecchio, fu fondata dai PelasgiEnotri in un sito che domina la valle del fiume Sele, su una collina tra i fiumi Tanagro e Platano. Le testimonianze materiali più antiche risalgono al Neolitico e sono riferibili alle località S. Mauro e Piani di Buccino.

In località S. Antonio sono emersi resti databili al III millennio a. C., in particolare tombe appartenenti alla cultura del Gaudo così chiamata dal nome della località vicino Paestum dove si fecero i primi ritrovamenti dello stesso genere. Il primo insediamento stabile è un piccolo villaggio dell’età del Bronzo Medio (Proto appenninico B).

Dall’VIII sec. a. C. gli abitanti si spostano nella zona della moderna Buccino e a questo periodo sono riferibili delle necropoli che presentano i corpi dei defunti sepolti in posizione fetale. Quest’usanza sparì poi con l’arrivo delle popolazioni dalla Lucania e Volcei divenne una delle dodici città federate lucane (IV sec. a. C.). Databili a questo periodo sono circa 200 tombe, un tempio e corredi da banchetto rinvenuti in alcune tombe. Nel VII sec. a. C. s’intensifica l’urbanizzazione e nel VI sec. a. C. si ha la costruzione della prima cinta muraria.

Con l’avvento dei Romani la città inizia a cambiare volto. Inizia, infatti, la costruzione d’importanti edifici sia pubblici sia privati. Nell’età repubblicana si costruisce un ponte sul fiume Bianco e in età imperiale un tempio dedicato al culto dell’imperatore, un Cesareum, i cui resti sono ancora visibili. Nelle campagne circostanti furono costruite molte ville rustiche dedite alla produzione di olio e vino.

Nel 263 a. C., un cittadino di Volcei, M. Octacilio Crasso fu eletto console a Roma. Nel 209 a. C., come racconta Tito Livio, la città si arrese al console Fulvio Flacco alla fine della seconda guerra punica. Nel 90 a. C. la città, dopo aver combattuto inutilmente Roma durante la Guerra Sociale, diventa municipium pur conservando gli antichi privilegi.

Le fonti ricordano che la moglie dell’imperatore Commodo, Bruzia Crispina, era originaria proprio di Volcei essendo figlia del senatore L. Fulvio Gaio Brucio Presente (178 d. C.). Alla fine dell’impero iniziò il lento abbandono della cittadina.

Il periodo di abbandono termina con l’arrivo dei Normanni che costruirono un castello che ricalcava l’antico abitato. Poi Buccino fu donata dagli Angioini al conte Lamagna che ne fece un proprio feudo e che fortificò il castello intorno al quale sorse l’abitato moderno. La città passò poi al duca di Martina, Ferrante Caracciolo.

3 Commenti su Buccino (Ce). Antica Volcei

  1. Veramente io parlavo di Marina R. Torelli e non Tortorelli e insisto nel dire che nel pieno di una guerra tra Romani e Lucani non mi sembra affatto logico che un un figlio della lucana Volcei facesse il console a Roma.

  2. Nella guida viene citato Manio Octacilio Crasso come il più importante cittadino di Volcei, ricordato anche da Polibio per aver stretto un trattato di pace con Gerone di Siracusa. Ciò ovviamente non esclude la presenza a Roma di altri abitanti di Volcei, anzi. Inoltre, per rendere la guida agevole a tutti, anche a chi è a digiuno di archeologia e storia, si è preferito riportare la tesi più diffusa, cioè quella che vuole Octacilio nativo di Volcei e non di Benevento. Anche in questo caso senza nulla togliere al dibattito storico ancora aperto come testimoniato dalla citazione del testo di Marina Tortorelli fatta dal nostro lettore.

  3. “Nel 263 a. C., un cittadino di Volcei, M. Octacilio Crasso fu eletto console a Roma.” 52 anni prima che Volcei fosse conquistata dai romani, un volceiano già era console a Roma.
    Da uno studio fatto da Marina R. Torelli, Benevento romana, Roma, Erma di Bretschneider, 2002, p. 66-67, nota 121, risulta inoltre che gli Otacilio erano di origine maleventana (odierna Benevento) e non volceiana.

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