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Bussi. Chiesa di Santa Maria di Cartignano

Bussi. Chiesa di Santa Maria di Cartignano

Bussi. Chiesa di Santa Maria di Cartignano

La chiesa di Santa Maria di Cartignano a Bussi sul Tirino (Pe)

La Chiesa di Santa Maria di Cartignano è probabilmente una delle meno conosciute, ma un gioiello di architettura medievale che si trova in Abruzzo, più precisamente nella provincia di Pescara, nella località di Bussi sul Tirino sulla statale 153.

È una chiesa particolare: il suo essere senza tetto rende tutto più misterioso, anche se di misterioso nelle condizioni di conservazione non c’è proprio nulla. Infatti, la mancanza di una copertura, ha fatto sì che al suo interno crescano piante e arbusti selvatici e che l’architettura sia completamente esposta agli agenti climatici e ambientali con conseguente degrado delle decorazioni.

Breve storia

Nel 1021 esisteva una chiesetta dipendente da Montecassino. Lo sappiamo grazie a un atto di donazione nel quale si fa cenno a una cella di San Benedetto, ovvero una chiesetta di campagna. Nel 1065 divenne un monastero ed è a questo periodo che risale la chiesa che vediamo oggi. Nei documenti infatti si parla anche di monaci oltre che di rettori. L’insediamento dell’ordine monastico fu anche dovuto alla presenza del fiume Tirino.

Per i secoli successivi i documenti non forniscono notizie rilevanti. Sappiamo di certo che nel Trecento il monastero esisteva ancora. Nel 1569 abbandonata dai monaci di Montecassino, la chiesa divenne grancia di S. Liberatore a Maiella, per poi passare, durante la metà del XVIII secolo, sotto i Celestini del Morrone. Forse a seguito del terremoto che colpì Roma nel 1231, la chiesa venne ritoccata.

Dagli atti notarili del 1770 si deduce che la chiesa era ancora in piedi e presentava:

“tre navi, con due altari laterali, con sacrestia, con una porta grande alla parte di settentrione, con un’altra piccola all’oriente e con rendita di duecento ducati”.

Nel 1780 la chiesa viene rivendicata dai Borbone finchè nel 1899 Piccirilli la descrive come “seppellita dai lavaroni fino al ciglio delle arcate delle navi”. La chiesa è definitivamente abbandonata e si riduce allo stato di rudere. Agli inizi del Novecento, la chiesa risulta completamente coperta di detriti alluvionali. Nell’ultimo secolo l’edificio è stato in parte ricostruito.

Struttura e decorazione

L’edificio presenta attualmente un impianto rettangolare, con suddivisione in tre navate tramite archi su pilastri quadrangolari. Alcuni dei capitelli presentano un motivo con quelli che sembrano essere dei pesci, dentellature, corde e una parte di epigrafe.

La chiesa di Santa Maria di Cartignano a Bussi sul Tirino (Pe), in Abruzzo.
Particolare di un capitello con raffigurazioni di trote stilizzate

Sopra il portale, si apre un finestrone a ruota con modanatura e otto colonnine collegate da arcate trilobe. Il campanile è della tipologia a vela in asse con l’ingresso.

La navata centrale termina con un’abside semicircolare nel cui muro si apre una finestrella oblunga. Nel catino absidale era rappresentata una Deesis, composta da Cristo benedicente in trono tra la Madonna e San Giovanni Battista oranti.

Bussi. Chiesa di Santa Maria di Cartignano
Catino absidale rappresentante la Deesis

Ai lati del Cristo, stanno i simboli del sole e della luna. Cristo tiene nella sinistra un libro con le parole EGO SUM LUX MUNDI. Lo sfondo è quello di un cielo stellato in un habitat paradisiaco. Lungo la parte inferiore dell’affresco, corre un’iscrizione con il nome dell’artefice, del committente e la data d’esecuzione dell’opera. L’arco absidale presenta invece tracce di affreschi, ormai quasi completamente cancellati dall’azione degli agenti atmosferici. Si riescono a scorgere le sagome evanescenti di due santi.

Bussi. Chiesa di Santa Maria di Cartignano
Particolare dell’arco absidale

Probabilmente il programma iconografico della chiesa doveva essere molto simile a quello di San Pietro ad Oratorium. Entrambi gli schemi hanno subito un’influenza bizantina, anche osservando il tema della Deesis. Sono opera di Armanino da Modena, pittore attivo nel XIII secolo.

Gli interventi di liberazione dai detriti alluvionali hanno fatto emergere altri affreschi danneggiati dall’umidità. Rappresentano San Nicola, San Paolo, Sant’Agata, San Benedetto, Sant’Amico, San Mauro e San Pietro e sono oggi conservati nei magazzini del Museo dell’Aquila.

Un bassorilievo lapideo, oggi conservato nella chiesa di Santa Rita a Bussi, rappresentava il sacrificio di Cristo attraverso una teoria simbolica: l’Agnus Dei e la croce, Cristo disteso per rappresentare la Sua morte e la Sua Resurrezione con una figura sospesa a destra; verso la base, ci sono due leoni, simbolo della vittoria di Cristo sulla morte.

A Santa Rita è custodita anche una statuetta policroma della Madonna con il Bambino proveniente da Santa Maria di Cartignano. Sono presenti in situ tre epigrafi funerarie.

Nella navata sinistra è stato ricostruito un piccolo altare che doveva essere simmetrico a quello della destra, mentre al centro è presente un piccolo altare di pietra con una cornice decorativa geometrica e un albero inciso frontalmente.

Bussi. Chiesa di Santa Maria di Cartignano
Altare della navata centrale 

La chiesa presenta i caratteri stilistici del XII secolo. Accanto all’edificio si trovano i resti di un antico edificio. Poteva aver assunto una funzione di foresteria o anche, come riporta il documento del 1770, di “stanza del romito” e quindi abitazione dell’eremita.

Bibliografia e crediti

Foto

Approfondimenti

Per studi più approfonditi riguardo la Chiesa di Santa Maria di Cartignano, si rimanda a Di Carlo G., I ruderi di S. Maria di Cartignano, Editrice Graphitype, Raiano 2005

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