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Pier Leone Ghezzi, Camere sepolcrali: foto

Camere sepolcrali di Pier Leone Ghezzi

Le immagini del “Camere sepolcrali” di Pier Leone Ghezzi

Nell’anno 2008, presso Gangemi Editore, è uscito il bel volume di Maria Cristina Dorati da Empoli, intitolato “Pier Leone Ghezzi: un protagonista del Settecento romano”. L’opera della Dorati offre un rilevante contributo di conoscenza intorno alla figura di uno dei protagonisti più “effervescenti” della vita della Roma settecentesca, una personalità poliedrica e vivace che merita di essere maggiormente considerata. La galleria di foto qui proposta rappresenta senza dubbio un prezioso contributo in tale prospettiva. Ma chi era Pier Leone Ghezzi?

Pier Leone Ghezzi

Originario della zona di Ascoli Piceno, Pier Leone seppe coniugare, nella propria esistenza, una notevole varietà di interessi culturali che lo accomunò, sotto certi aspetti, a tanti altri uomini di spicco del “secolo dei lumi”: eclettici, amanti della vita, desiderosi di coglierne ed assaporarne i molteplici piaceri, vivaci sul piano intellettuale. Ma l’ambito nel quale Ghezzi profuse maggiormente il suo talento è senza dubbio quello artistico: al suo profilo, non a caso, tra il maggio e l’agosto del 1999 è stata dedicata un’importante mostra (Pier Leone Ghezzi, Settecento alla moda), il cui catalogo, a cura di Anna Lo Bianco, è reperibile presso l’editore Marsilio. Pittura, incisione, caricatura: ecco il trinomio nel quale si può sintetizzare il genio artistico di Ghezzi e che lo resero uno dei più apprezzati interpreti del gusto dell’epoca. Come non ricordare, ad esempio, la stima che gli venne accordata da uno dei “papi mecenati” del tempo, Clemente XI (al secolo Giovanni Francesco Albani, 1649-1721), che gli commissionò la realizzazione di alcuni importanti lavori di decorazione presso altrettanti edifici e basiliche romani? E, nel contempo, come non rilevare la brillantezza e l’arguzia della sua produzione caricaturale che fanno di Ghezzi un autentico precursore del genere?

Camere sepolcrali

Il repertorio di cinquanta foto proposto si riferisce ad uno dei più rilevanti esemplari dell’attività incisoria di Pier Leone: la raffigurazione delle “Camere sepolcrali de’ Liberti e Liberte di Livia Augusta ed’altri Cesari come anche altri sepolcri ultimamente ritrovati fuori della porta Capina”, edita a Roma, per i tipi di Lorenzo Filippo de Rossi, nel 1731. Come posto in luce da Helke Kammerer Grothaus, che all’argomento tema dedica uno specifico contributo (reperibile nei “Mélanges de l’Ecole française de Rome, Antiquité”, anno 1979, vol. 91, n. 91-1, pp. 315-342), le camere sepolcrali o “colombari” rappresentarono una struttura cimiteriale particolarmente idonea, a partire dalla prima età imperiale, per la risoluzione dell’indubbio problema costituito dalle sepolture in un periodo in cui la popolazione di Roma aveva conosciuto un considerevole incremento quantitativo.

Con l’andare del tempo, i colombari assunsero anche caratteristiche peculiari – ad esempio, dipinti o elementi architettonici – che li segnalavano rispetto agli altri, qualora avessero custodito le spoglie di personaggi illustri o, comunque, appartenenti ad elevato rango sociale. Le camere sepolcrali dei liberti imperiali, cui è dedicato il volume di incisioni del Ghezzi, furono rinvenute nel corso del Settecento lungo la via Appia grazie alla supervisione di Melchiorre di Polignac (1661-1741), cardinale e diplomatico presso la corte di papa Alessandro VIII (al secolo Pietro Vito Ottoboni), ma, purtroppo, non resistettero all’usura del tempo e andarono perdute. Senza le incisioni di Ghezzi, non ne sapremmo assolutamente nulla; i preziosi disegni del nostro artista, riprodotti nella galleria qui di seguito consentono, invece, di apprezzare in dettaglio le caratteristiche architettoniche, planimetriche e decorative di tali edifici sepolcrali.

Galleria fotografica

Dopo l’introduzione (fig. 2, 27, 28), si possono osservare in dettaglio piantine con la disposizione dei locali (fig. 3, 12, 17, 18, 22, 29, 40, 44), scorci particolari (fig. 4, 5, 6, 7, 13, 14, 19, 20, 21, 23, 24, 25, 26, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 41, 42, 43, 46, 48, 50), didascalie illustrative (fig. 8), elementi decorativi (fig. 9, 10, 15, 36, 37, 38, 45, 47, 48), iscrizioni commemorative (fig. 11, 39).

Link alle foto

http://www.archart.it/libri-antiquari/Ghezzi-camere-sepolcrali/index.html

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