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Canossa, sito archeologico di Luceria

Il sito archeologico di Luceria si trova all’ingresso del comune di Canossa, venendo dalla pianura, non lontano dal greto del fiume Enza. Il toponimo Luceria è passato sia al torrente che vi scorre accanto che alla via di accesso al sito.

La frequentazione del sito si estende all’incirca dal II sec. a.C. fino ad almeno il IV d.C. I primi abitanti dovettero essere Liguri, probabilmente della tribù dei Friniati, visto il ritrovamento di una fibula (spilla) ad arco fogliato e di altri reperti riferibili alla cultura ligure nelle tombe più antiche.

Importante dal punto di vista commerciale, la città di Luceria si trovava all’incrocio di importanti direttrici che conducevano a sud all’Appennino e quindi alla Lunigiana, a est al crinale delle colline su cui sono attestati altri piccoli insediamenti d’altura.

I primi scavi, iniziati nel 1776 ad opera dei duchi di Parma, erano mirati al solo recupero di reperti da esporre nel neonato museo archeologico. Di questo periodo è una moneta, datata 1777, ritrovata in scavi posteriori, probabilmente caduta ad uno degli operai. Gli scavi condotti nel XIX secolo hanno portato alla luce una strada basolata a schiena d’asino presumibilmente pedonale (non si ritrovano solchi dovuti al passaggio dei carri) larga tre metri e fiancheggiata da marciapiedi, lungo la quale si erigeva un grande ambiente rettangolare scoperto circondato da un muro continuo, probabilmente un luogo di mercato in cui gli abitanti delle zone circostanti potevano vendere i prodotti dell’allevamento ovino. Dall’altro lato della strada sono tuttora visibili le fondamenta di una casa-bottega munita di pozzo incamiciato in arenaria e frammenti di una canaletta di scolo.

I reperti provenienti da Luceria sono conservati nei musei di Reggio Emilia (Civici Musei) e Parma (Museo Archeologico). Si tratta di bottigliette per profumi in vetro, numerose monete, decorazioni di mobilio in bronzo, lamine iscritte, lucerne, monili.

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