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Capaccio. Chiuso per alluvione, resta inagibile il museo di Hera Argiva

inagibile il museo di Hera Argiva

L’anno scorso un alluvione mise in ginocchio il territorio del comune di Capaccio e tra le località più colpite c’era anche Foce Sele, dove si trova la masseria degli anni Quaranta che nel 2001 venne restaurata per dar vita al Museo Narrante. Una specie di luogo dove l’archeologia e la storia prendono vita diventando immagini e voci, in un itinerario attraverso quel che era il Santuario di Hera Argiva. Dodici mesi fa, nelle ore dell’esondazione del fiume Sele, l’acqua danneggiò l’impiantistica e gli allestimenti. Il Museo fu liberato dal fango e rimase controllato per evitare l’attività dei tombaroli.

In occasione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, qualche giorno dopo il disastro, Marina Cipriani, direttrice degli Scavi di Paestum, affermò di aver già inviato la richiesta di pronto intervento alla Direzione Regionale per i Beni Culturali. La stima dei danni si aggirava attorno ai sessanta mila euro. Oggi sembra che questi fondi siano stati stanziati, ma non basteranno. Oltre l’impiantistica da rifare, ci sono anche gli allestimenti delle diverse sale che sono andati perduti.

Per ora il sito resta “temporaneamente chiuso”, come indica la dicitura sul portale web della Soprintendenza ai Beni archeologici di Salerno e segna una perdita per il turismo di Capaccio. Il Museo, in dieci anni di apertura, aveva conquistato un gran numero di visitatori. Secondo i dati ufficiali del Ministero dei Beni Culturali nel 2009 i visitatori furono 9563, mentre nel 2010 furono circa 8500, ma il conto venne interrotto il 10 novembre, giorno del disastro. Nel 2011, quasi terminato, saranno zero! Sarebbe impensabile anche un 2012 senza visitatori.