Capri (Na). Importante ritrovamento subacqueo

Il mare spesso inghiotte per non restituire mai più. Alle volte però può accadere che le cose vadano diversamente e ciò che è restituito può essere di grande valore. E’ quello che successo pochi giorni fa nelle acque antistanti l’isola di Capri. Il Gruppo Archeologico della Restoring Ancient Stabiae, coadiuvato dalla Soprintendenza di Napoli, e che dall’anno scorso fa ricerche in quella zona, si è trovato davanti, a una profondità di circa 200 metri, migliaia di anfore d’epoca romana, forse più di sei mila. Le anfore si trovavano in due zone diverse e questo ha dato di modo di comprendere

relitto romano con anfore a Capri

Il mare spesso inghiotte per non restituire mai più. Alle volte però può accadere che le cose vadano diversamente e ciò che è restituito può essere di grande valore.

E’ quello che successo pochi giorni fa nelle acque antistanti l’isola di Capri. Il Gruppo Archeologico della Restoring Ancient Stabiae, coadiuvato dalla Soprintendenza di Napoli, e che dall’anno scorso fa ricerche in quella zona, si è trovato davanti, a una profondità di circa 200 metri, migliaia di anfore d’epoca romana, forse più di sei mila.

Le anfore si trovavano in due zone diverse e questo ha dato di modo di comprendere che appartenevano a due navi inabissatesi in due momenti differenti tra il II e il I sec. a. C. e che trasportavano con molta probabilità del vino. Questo si può affermare perché le anfore erano del tipo Lamboglia, con le anse attaccate sotto l’orlo del contenitore.

La prima nave, affondata nel II secolo, dovette capovolgersi e poi andare a fondo a causa di una forte tempesta ed è per questo che le anfore si sono ritrovate sparse sul fondale sabbioso.

Mentre la seconda nave affondata nel I secolo, dovette affondare senza capovolgersi ed è per questo che le anfore sono state trovate ancora perfettamente accatastate ed è sempre per questo che gli archeologi sperano di trovare anche resti dell’imbarcazione.

In più, visto, che alcune anfore sono ancora sigillate, si spera di poterne analizzare il contenuto. Le due imbarcazioni affondate al largo dell’isola dovevano molto probabilmente fare la spola tra Capri e Sorrento.

Il traffico marittimo nel golfo di Napoli in età romana era comunque elevato. Navi cariche di pregiato vino prodotto a Sorrento, a Pompei, a Mondragone partivano per raggiungere i porti dell’Africa, della Spagna e della Gallia Narbonense, esportando così i delicati prodotti aromatizzati alle rose, alle viole, o il famoso Falerno.

Molto spesso però i carichi non raggiungevano la destinazione sperata, con grande perdita di denaro oltre che di vite umane.

(nota. La foto di apertura è una generica foto di archivio relativa  a un relitto antico con anfore nella stiva e non è collegata alla scoperta di cui riferiamo. Questa scelta è motivata dal fatto che non ci è stata fornita alcuna immagine della scoperta.)

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4 Commenti

  1. Redazione
  2. Ennio d'Agostino
  3. luciano Hadj Henni
  4. Federica D'Angelo

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