Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Carmingnano (Po): tumulo di Montefortini e tomba di Boschetti

Tumulo di Montefortini

Da ormai cinque anni è possibile visitare il tumulo etrusco di Montefortini, a Comeana, frazione di Carmingnano. La tomba ha una struttura a tholos ed è alta circa 12 metri, meno di quanto lo fosse in antico.

All’interno ci sono due tombe a camera, la più antica delle quali è a pianta circolare mentre l’altra è rettangolare. Il tumulo era limitato da una struttura a tamburo fatta di lastre fissate nel terreno e si deve registrare anche la presenza di una terrazza-altare per l’esposizione del defunto e del suo corredo.

La tomba a tholos si data tra il 640 e il 630 a. C., nel periodo Orientalizzante, ed era costituita da una falsa cupola con pilastro centrale, corridoio d’accesso scoperto e vestibolo coperto. Lungo le pareti corre una mensola, dove erano poggiate le urne cinerarie. Al suo interno è stato trovato un corredo molto ricco comprendente: una coppa di vetro turchese com’erano prodotte in Siria e oggetti d’avorio. La preziosità dell’insieme lascia supporre che il defunto fosse un membro dell’aristocrazia locale.

La tomba fu saccheggiata già in antico, a partire forse dal 200 a. C. A un certo punto la volta del vestibolo crollò e fu costruita la seconda tomba ampliando la tholos. Questo accadeva cinquant’anni dopo la costruzione della prima sepoltura. La seconda tomba quindi presenta un portale che introduce al vestibolo quadrato scoperto della cella rettangolare. Questa seconda tomba è in parte crollata forse a causa di un sisma.

Il corredo di questa seconda sepoltura ha restituito: un balsamario egiziano, placchette e pissidi d’avorio, laminette d’oro, vasellame di bronzo e due olle cinerarie. Ad accentuare la sacralità del luogo, la presenza di un bosco di querce e lecci.

Tomba di Boschetti

La tomba etrusca fu scoperta nel 1965 a seguito di lavori agricoli. Si presenta di dimensioni modeste, oggi priva di copertura e con un corridoio scoperto. La cella è a pianta rettangolare con un piccolo vestibolo anch’esso rettangolare. Il pavimento è composto di un’unica grande lastra. L’ingresso era chiuso da un lastrone e un altro era posto davanti alla cella funeraria. La tomba subì spoliazioni già in epoca romana come testimonia un’apertura irregolare sul lastrone di chiusura.

Il corredo funerario era composto di frammenti di collana in vetro blu, frammenti di osso, fibule di ferro, vasi di ceramica a figure nere e rosse, ma il pezzo più importante è una pisside d’avorio ricavata da un’unica zanna di elefante. I lavori di aratura dei campi nel corso dei secoli hanno spianato il tumulo di cui restano solo le fondamenta.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*