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Cassino

Il centro urbano della moderna Cassino (la romana Casinum, in provincia di Frosinone) è stato completamente ricostruito in seguito ai danni subiti durante la II Guerra Mondiale. La posizione strategica lungo il corso della valle del fiume Liri sembra determinò la scelta di questo sito fin dall’epoca preistorica.

Storia dell’antica Casinum

In particolare la documentazione archeologica ha attestato l’esistenza di un insediamento risalente all’età del Ferro, che doveva occupare la sommità e le pendici del Monte Cassino, con una necropoli nella zona vicina a dove poi sarà costruito l’anfiteatro romano.

Anche se le notizie antiche in proposito non sono numerose, si ritiene che l’area venne occupata dai Volsci, tra VI e V sec. a.C. ed il luogo dell’insediamento doveva corrispondere a quello che sarà in seguito lo spazio del centro romano. Tutta questa zona del Lazio, Cassino compresa, fu teatro di numerose lotte tra le popolazioni che si contendevano il territorio e che furono protagoniste di alterne vicende, ossia gli stessi Volsci, i Latini, i Sanniti e Roma. In conseguenza di questi scontri i vari centri abitati vennero occupati più volte dai diversi dominatori e sembrerebbe, infatti, stando alla testimonianza di Varrone, che il nome Casinum fosse di origine osca, con il significato di “antico”.

All’inizio del III sec. a.C. la città divenne parte del dominio romano, trovandosi così in quella zona meridionale del Lazio denominata Latium adiectum, ossia comprendente le terre conquistate da Roma dopo il V sec. a.C..

Casinum è nominata per la prima volta dalle fonti antiche a proposito delle vicende relative alla II guerra punica: la città, al fianco di Roma, si trovò direttamente coinvolta nei piani di conquista dei Cartaginesi per la sua posizione strategica. Conclusosi il conflitto, non si posseggono per lungo tempo testimonianze sulla vita cittadina.

L’età augustea fu indubbiamente quella più importante per il centro abitato, alla ricchezza economica seguì la conseguente monumentalizzazione della città, che venne dotata di edifici nuovi e rappresentativi.

Il nucleo urbano venne organizzato su una terrazza naturale situata alle propaggini del versante meridionale di Montecassino, corrispondente all’odierna borgata del Crocifisso.

L’abitato era inglobato da un ampio circuito murario, costruito con grandi blocchi squadrati, mentre l’ingresso era assicurato da almeno due porte, Porta Romana e Porta Campana.

Le mura, dopo aver abbracciato il centro urbano, salivano fino al Montecassino, dove si trovava l’Acropoli cittadina con i templi.

Per quanto riguarda il basso impero le notizie sono poche e si può solo affermare che le iscrizioni di carattere pubblico diminuiscono e non ci furono nuove costruzioni.

E’ stata avanzata l’ipotesi che il centro abitato si fosse molto ridotto ed infatti si è evidenziato come le antiche mura furono in parte rinforzate e riadattate (all’incirca nel V sec.d.C.), anche con l’aggiunta di torri, circondando però uno spazio di difesa più ristretto. Nonostante questo il centro continuò la sua vita ed il papa Gregorio Magno lo ricorda nel narrare le imprese di San Benedetto, il quale rivolse la sua attenzione a Montecassino, poichè i contadini veneravano ancora gli dei pagani dell’antica acropoli.

I templi furono trasformati in chiese così da completare la cristianizzazione anche nell’area fuori dal centro abitato, che invece, già nel V sec., era stato sede di vescovi.

La continuità di vita nella città romana durante l’alto Medioevo è testimoniata dal riutilizzo di edifici più antichi, è noto, infatti, come nell’VIII sec. Scauniperga, moglie del duca longobardo di Benevento, fece trasformare un tempio, non identificato, in una chiesa dedicata a S.Pietro, dalla quale derivò il nuovo nome dell’abitato, Castrum Sancti Petri.

Ancora nell’XI sec. il sepolcro c.d. di Ummidia Quadratilla venne trasformato in una chiesa dedicata a San Nicola e nel 1690 al Crocifisso.

Contemporaneamente a queste ultime testimonianze nacque un nuovo centro urbano alle falde del Colle Ianulo, prima detto Eulogimenopolis (città di Benedetto) e poi San Germano, che determinò il declino della romana Casinum. Il centro era fortificato da mura e la Rocca Ianula, castello costruito nel X sec., proteggeva ulteriormente la cittadina sottostante.

Le chiese di fondazione medievale del nuovo centro di cui si ha notizia, San Salvatore ed in particolare Santa Maria delle Cinque Torri, sono state distrutte dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale.

L’abitato fu dunque trasferito, anche se non molto lontano dal precedente insediamento romano, nell’area dove ancora oggi si trova la città moderna, che ebbe nuovamente il nome di Cassino alla metà del 1800. San Germano sancì la fine di Casinum che nel tempo fu gradualmente abbandonata come dimostrano le vedute del XVII-XVIII secolo.

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