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Castel Manfrino (Te)

Castel Manfrino

Al confine tra Marche e Abruzzo, nella provincia di Teramo, immerso nella spettacolare cornice naturalistica del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sorge il suggestivo Castel Manfrino, così chiamato sulla base di una consolidata tradizione storica e popolare che collega il territorio alle imprese di Manfredi (1232-1266), ultimo sovrano svevo, figlio e successore di Federico II, e che la leggenda, purtroppo non provata, vorrebbe sepolto nella zona.

Il castello si imposta su uno scoglio di roccia composta da dolomite ed è ubicato tra i Monti Gemelli (Montagna di Campli e Montagna dei Fiori) tra i quali scorre il fiume Salinello. Ad ovest della rocca si estende l’area di Macchia da Sole, ricca di valli e alture, nel mezzo della quale sorge il piccolo abitato omonimo erede di un insediamento umano presente in loco da secoli. Le numerose cavità carsiche nella zona hanno rivelato tracce di frequentazione sin dall’età preistorica e anche in epoca medievale con insediamenti eremitici quali la Grotta di Sant’Angelo.

Scavi recenti effettuati nella zona fortificata hanno riscontrato forti problematiche per quanto riguarda la lettura stratigrafica a causa di destrutturazioni e asportazioni avvenute in passato. Malgrado ciò è stata ricostruita una sequenza cronologica attendibile.

Età protostorica, età tardoantica

Le prime tracce di frequentazione della zona di Castel Manfrino sono legate al ritrovamento di punte di selce datate all’età protostorica. In epoca preromana sono i Petruzi, popolazione italica, ad occupare l’area con la loro cultura paleosabellica, come testimonia la necropoli di Campovalano. Con la romanizzazione, avvenuta intorno al III secolo a.C, l’area di Castel Manfrino viene a trovarsi così in una zona di confine tra il territorio ascolano e l’ager Praetutianus. A questa fase segue purtroppo una cesura nella cronologia abitativa che si interrompe solo in età tardoantica, intorno al IV-V secolo, periodo in cui non si può ancora parlare di un insediamento stabile, come accade al contrario per l’epoca altomedievale.

Altomediovo, periodo longobardo

La presenza longobarda nella zona è scarsa ma attestata da toponimi, mentre al contrario nel teramano la presenza bizantina è data da castra fondati sui litorali (ad esempio Giulianova, l’antica Castrum Novum) e in punti strategici come gli sbocchi delle valli fluviali. A gestire il territorio in questo periodo sono gli insediamenti monastici ed eremitici, come Macchia dè Monaci, che potrebbe essere identificata con Macchia da Sole, sebbene per il periodo non esista alcuna intitolazione ad un edificio di culto nel territorio in questione. Malgrado ciò, sulla sommità del costone roccioso si colloca proprio un edificio di culto, con orientamento nord-sud, di modeste dimensioni e riferibile ad un periodo imprecisato del passaggio tra tarda antichità e alto medioevo. La planimetria è piuttosto irregolare, quasi a forma di cavallo, e absidata. L’edificio risulta purtroppo pressoché rasato a causa delle destrutturazioni che ha dovuto subire, sebbene si conservino tracce di pavimentazione a losanghe fittili. A monte dell’abside una cavità circolare ricavata nella roccia presenta concrezioni calcaree causate da una costante presenza di acqua dovuta probabilmente all’uso della cavità come fonte battesimale. Con la fine dell’età longobarda, cambiamenti storico-politici determinano l’abbandono e un cambio di destinazione per questo luogo di culto. Alla stessa fase storica si riferisce, a nord della chiesa, in posizione rilevata, una torre quadrangolare dalle mura molto spesse.

Periodo normanno-svevo

E’ dell’XI secolo un riferimento a Castrum Maccle in documenti provenienti dall’Abbazia di Farfa (vicino Rieti). Purtroppo l’identificazione non è sicura. Al contrario la prima fonte certa relativa al castello si trova nel Catalogus Baronium (1156-1168) dove il Castrum Maccla o Maccle risulta appartenente ad un certo Bagnolino dé Maccla che lo teneva per conto del comes d’Aprutio Roberto.

Malgrado sia risaputo che Federico II abbia attuato una politica di acquisizione dei castelli che, per posizione strategica, potevano aumentare il controllo sul territorio, soprattutto in Abruzzo in quanto terra di confine del regno svevo, non si hanno fonti specifiche per il periodo in questione. La torre tardo antica del castrum perde la funzione difensiva e viene adibita a laboratorio artigianale. Sulla rocca si installa un altro atelier con produzioni in lega di rame. La funzione difensiva è affidata ad una nuova torre, un donjon normanno, successivamente collegata, tramite una cortina muraria, ad un’altra torre quadrangolare centrale, posta sul punto più alto dello sperone roccioso e con le caratteristiche tipiche dell’architettura abruzzese di XI-XII secolo. Il donjon presenta invece una tipologia costruttiva differente ma sempre di XII-XIII secolo. Una cappella dalle pareti intonacate e dipinte viene costruita nei pressi della chiesa precedentemente abbandonata. Secondo le fonti nell’anno 1280 a Castrum Maccle era presente un gruppo di ausiliari e un cappellano. E’ questo l’unico indizio certo che indica per questo ambiente un utilizzo liturgico. Moltissimi frammenti di intonaco dalle rappresentazioni e dai colori vari hanno permesso di ricavare una iconografia che inquadra la cappella, per la fase più antica, nella prima metà del XIII secolo.

Periodo angioino

Nel XIII secolo l’area fortificata è ampliata e riedificata. Il circuito murario in alcuni punti raggiunge i dieci metri di altezza e non presenta torri e bastioni. Sull’antico edificio di culto si imposta un ambiente di tipo residenziale di pregio con muri intonacati di bianco mentre la pavimentazione è in lastre litiche e fittili a rombi.

Con la metà del XIII secolo le fonti si fanno più precise. Castel Manfrino, per strategicità del sito, deve aver svolto un ruolo centrale in età angioina. Al 1269 risale un documento relativo a Carlo I d’Angiò dove sono stabilite le retribuzioni di una guarnigione e Castrum Maccle è menzionato tra i castelli amministrati direttamente dal poter centrale. Nel 1271 il castello viene dato in feudo da Carlo I a Pierre de l’Isle per poi rientrare in possesso della Regia Curia l’anno successivo. Nel 1272 il castello viene occupato dagli alleati di Ascoli contro gli Angioini e assediato per un anno fino alla resa nel 1273. Il castello viene potenziato e restaurato: nel 1281 è costruita, in difesa della porta, la torre nord attribuita a Pierre d’Angicourt, architetto angioino che all’epoca operava in Abruzzo. La fonte relativa a questa costruzione è molto dettagliata e permettere anche di ripercorrere le tappe della costruzione. Come le altre torri della rocca, anche quella di d’Angicourt è in calcare ma la progettazione e le modalità di realizzazione sono differenti: la pianta è quadrangolare, i muri diminuiscono di spessore con l’aumentare dell’altezza e sulla parete occidentale ci sono ortostati a distanze regolari per rinforzare la costruzione.

Fino al XIV secolo le notizie sono ancora relative a funzioni militari e a passaggi di proprietà ma con il tempo il castello si indebolisce passando ad una funzione residenziale fino a divenire fonte di approvvigionamento di materiale edile. Le fonti scritte non parlano neanche dell’uso dell’innovazione delle armi da fuoco confermando il venir meno della funzione difensiva. Nel 1408 la città di Teramo acquista il territorio di Macchia da Sole e con esso il suo castello.

Periodo moderno

La rocca subisce un processo di destrutturazione e il materiale viene recuperato probabilmente per la vicina Macchia da Sole. Attualmente l’aspetto di Castel Manfrino è quello derivato da rimaneggiamenti intercorsi nei secoli ma resta, in sostanza, quello di epoca angioina.

Per approfondire

A.A. Abruzzo dei castelli.Gli insediamenti fortificati abruzzesi dagli Italici all’unità d’Italia. Carsa Edizioni, 1990  

M. C. SOMMA et alii, “Castel Manfrino (TE). Un insediamento fortificato tra Marche ed Abruzzo. Prime indagini archeologiche (2003-2004)” in Temporis Signa, Rivista di archeologia della tarda antichità e del medioevo. Vol. I-2006

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