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Castelpagano

Castelpagano

Castelpagano è un piccolo comune del beneventano, che si trova nella parte estrema della provincia, al confine con il Molise, nel territorio dell’alto Sannio. Confina con Cercemaggiore e Riccia a Nord, con Circello a sud e con Santa Croce del Sannio ad ovest.

Il territorio, a 650 metri circa di altitudine, è prevalentemente costituito da montagne e colline di morgia, una pietra calcarea formatasi con il depositarsi di sedimenti marini organogeni. Oggi conta circa mille abitanti, ma il numero aumenta notevolmente nel periodo estivo grazie al turismo, che vi si sta sviluppando negli ultimi anni, e il ritorno periodico degli emigrati con le proprie famiglie.

Origine del nome Castelpagano

Circa il nome “Castelpagano” sono state avanzate diverse ipotesi, ma la più accreditata sembra essere quella di Alfonso Meomartini, il quale si collega alla tendenza dei Romani a denominare ogni villaggio o borgo con la parola “castello”, rispecchiando la presenza di torri e roccaforti disseminate sui territori conquistati in modo da costituire un sistema di difesa di cui, evidentemente, faceva parte anche la stessa Castelpagano.

Il nome deriverebbe dunque dalla parola castrum (torre, roccaforte) e pagus (villaggio, poiché tale torre era posizionata all’interno di un centro abitato, chiamato Pagus Herculaneus); di tale edificio di difesa non rimane però alcuna traccia, se non in un’epigrafe del 1739 collocata su un’architrave di un’abitazione lungo Via Valle nella quale si legge che l’arciprete Giovanni Battista Giglio edificò tale costruzione sulle rovine di un preesistente castello.

Storia

Alcuni utensili lapidei testimoniano una precocissima presenza umana a Castelpagano, presumibilmente già nel Mesolitico. Particolarmente interessante, per quanto riguarda il periodo preistorico, è stato, nei primi anni del ‘900, il rinvenimento di un’ ascia postchelleana (1), collocabile temporalmente fra il Mesolitico e il Neolitico.

Rispetto alla popolazione dei Sanniti, antichi abitanti del territorio, si ritiene oggi che la loro origine debba collocarsi in relazione alle genti della Sabina, che, migrando, si spostarono verso il territorio chiamato Samnium, ma è solo dal V secolo a.C. che si può parlare propriamente della popolazione sannita come forza autonoma e dominatrice incontrastata di quei luoghi. Il territorio di Castelpagano era abitato dai Pentri, uno dei principali gruppi del popolo sannita (insieme ai Caudini, ai Caraceni e ai Frentani) che riconosceva come propria capitale Bovianum.

Dai Romani al dominio aragonese

La presenza dei Romani nel territorio è dato certo, ma il nome “Castellum Paganum” compare per la prima volta durante l’epoca della dominazione normanna, nel “Catalogo dei Baroni” compilato negli anni fra il 1172 e il 1183; nel 1266 con la sconfitta di Manfredi, ultimo re degli Svevi, il Barone di Castelpagano, che era a questi legato, fu privato del suo feudo, che passò agli Angioini e fu affidato a Filippo detto il Milite.

Successivamente Castelpagano fu impegnata nelle guerre contro gli Aragonesi, che tentarono più volte di strappare quei territori ai francesi.

Dalla conquista dell’autonomia alle rivolte contro il regno dei Savoia

Non conosciamo la data certa, ma possiamo affermare con sicurezza che Castelpagano assunse il titolo di Universitas, ovvero di “autonomia locale”, come ci conferma anche un libro parrocchiale dei defunti del 1776, in cui si nomina “la casa dell’Università”. Passato dagli Angioini agli Aragonesi, il feudo di Castelpagano fu consegnato poi alla famiglia Del Balzo (di origine provenzale), in seguito ai Mormille, provenienti dal napoletano e, alla morte dell’ultimo erede, nel 1807, passò ai duchi Coppola di Canzano, antica famiglia della nobiltà partenopea.

Gli abitanti di Castelpagano furono protagonisti, il 13 Ottobre 1860, di un’accesa rivolta contro il re Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi, accusati di essere incapaci di dare ascolto ai bisogni del popolo affamato.

Castello di Castelpagano

Si ritiene che il castello sia stato costruito nell’XI secolo e che avesse una struttura molto diversa da quella attuale, sicuramente di estensione più ampia, arrivando a comprendere anche l’area dell’attuale piazza.

Il castello assunse una forma più simile a quella attuale, ovvero “a blocco”, probabilmente in epoca angioina, quando fu costruito anche il portale di ingresso a sesto acuto. Agli inizi del 1800, dopo che Castelpagano passò alla famiglia Coppola di Canzano, l’edificio subì alcune trasformazioni che lo resero più simile ad una villa alla francese: gli ambienti furono modificati e riorganizzati attorno ad un cortile panoramico che affaccia sulla vallata.

Chiesa del SS. Salvatore

A Castelpagano si può visitare la Chiesa del SS. Salvatore, in stile romanico, caratterizzata da un’unica navata con arcate laterali. Non se ne conosce la data di costruzione, ma è certo che fu ricostruita dopo il terremoto del 1688; crollò di nuovo, sempre a causa di un evento sismico, nel 1805, ed ancora nel 1882 e nel 1962. E’ stata restaurata nel 1972.

Note

  • 1) Il termine si riferisce alla cultura del periodo paleolitico inferiore, contraddistinta dalle amigdale (strumenti di pietra grossolani) con tagliente sinuoso sviluppatasi nei pressi di Chelles, città della Francia. Oggi è sostituito da “abbevilliano”.

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