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Catullo

Catullo

nome: Gaio Valerio Catullo (84 a.C. – 54 a.C.)

Vivamus, mea Lesbia, atque amemus

(da: Carme 5)

L’opera poetica di Gaio Valerio Catullo si pone agli albori della produzione elegiaca in terra di Roma. L’elegia non rappresentava un genere letterario nuovo: esso era nato e si era sviluppato in Grecia, caratterizzandosi via via per una serie di tratti che lo avevano distinto in maniera sempre più netta dalla poesia di contenuto epico, sino ad arrivare alla sua espressione più compiuta e raffinata nei componimenti di Callimaco e di altri autori (si possono ricordare Fileta di Cos, Ermenesiatte di Colofone, Fanocle, Partenio di Nicea) di epoca ellenistica.

Nativo di Verona, Catullo giunse a Roma in un periodo particolarmente cruciale per la vita politica dell’Urbe: correvano gli anni tra 61 e 60 a.C., contraddistinti dalla formazione del cosiddetto primo triumvirato, intesa di carattere privato stabilita fra Giulio Cesare, Pompeo e Crasso allo scopo di spartirsi potere e aree di influenza.

Il poeta veronese non si sentì attratto dall’agone politico, nel quale molti, schierati con l’una o con l’altra parte, avevano preso posizione e fatto carriera; tuttavia, la sua permanenza romana si intrecciò in qualche modo con le vicende che si andavano svolgendo sotto i suoi occhi, in quanto Catullo intrecciò ben presto una relazione amorosa nientemeno che con la sorella di Publio Clodio Pulcro, un aristocratico divenuto tribuno della plebe, il quale, con le sue controverse iniziative, incise in modo rilevante sulla transizione dello Stato romano dalla forma repubblicana a quella imperiale. La storia d’amore fra Catullo e Clodia non fu certo esente da travagli e colpi di scena: del resto, la donna, influente matrona andata in sposa al console Quinto Cecilio Metello Celere, non godeva buona fama e dallo stesso Cicerone venne apertamente additata per le sue numerose relazioni extra-coniugali e per lo scandalo che, di conseguenza, ella dava con la sua vita dissoluta. Che la ricostruzione del profilo di Clodia corrisponda effettivamente alla realtà oppure no, sta di fatto che Catullo, nella sua raccolta poetica denominata Liber o Carmina, esprime non di rado il proprio vissuto di fatica e di disagio: il suo rapporto con Clodia era certamente irregolare, ma, sia pure all’interno di una relazione di questo tipo, il poeta avrebbe desiderato dalla propria amata una fedeltà che egli non riuscì mai pienamente ad ottenere. Clodia, infatti, era troppo presa dai suoi numerosi amanti ed evidentemente non coglieva il motivo per cui Catullo dovesse godere di uno status privilegiato rispetto agli altri!

Il poeta non si rivolge alla donna chiamandola per nome, ma utilizza lo pseudonimo di Lesbia, dal nome dell’isola greca di Lesbo, ove, nel corso del VII secolo a.C., nacque, visse ed operò la poetessa Saffo, per la cui produzione Catullo espresse vivo interesse. L’amore, infatti, è il tema cardine delle composizioni catulliane, così come di quelle saffiche: la raccolta poetica di Catullo, il Liber, comprende infatti ben 116 carmi, di oltre i due terzi sono dedicati alla passione per l’inafferabile Clodia-Lesbia, ora croce, ora delizia del poeta innamorato. La netta predominanza del tema amoroso è riscontrabile pure in un ristretto gruppo delle composizioni di Catullo, i cosiddetti carmina docta, caratterizzati dallo svolgimento di argomenti di carattere erudito, come, ad esempio, la descrizione di amori coinvolgenti personaggi di ambito mitologico. La descrizione di vicende amorose mediante il ricorso all’elemento mitologico, che rende il testo poetico un serrato intreccio di nomi e di riferimenti eruditi, era una caratteristica tipica dell’elegia greca quale si propose in epoca ellenistica a partire dal già menzionato Callimaco.

E a tali poeti della tarda grecità si ispirarono i neoteroi (o poetae novi), ai quali appartenne Catullo: tale gruppo di “nuovi poeti” (1) a partire dal I sec. a.C. intese proporre uno stile di composizione del tutto innovativo rispetto ai canoni consolidati, contraddistinti dalla netta predominanza del genere epico, a favore di componimenti più brevi, all’insegna della ricercatezza stilistica e del riferimento dotto: dei veri e propri “gioielli” di stile, in cui i temi trattati non erano quelli che infiammavano gli animi dei combattenti o degli uomini impegnati sulla piazza del confronto politico, ma, detto alla latina, le nugae, le cose piccole, le cose semplici a cui facilmente non si pensa o su cui non adeguatamente si riflette. La scelta poetica si salda, quindi, strettamente con l’orientamento individuato per la propria vita.

Vivamus, mea Lesbia, atque amemus, Rumoresque senum severiorum Omnes unius aestimemus assis è la fervida esortazione che, non a caso, Catullo rivolge alla propria amata, invitandola a godere dei piaceri della vita e a non lasciarsi turbare dalle valutazioni, forse dettate da segreta invidia, di quanti obbedivano strenuamente ai dettami prescritti dalla morale tradizionale, per i quali nella vita contavano unicamente l’attività svolta, il cursus honorum, la carriera negli ambiti civico e militare. Niente di tutto ciò attrae l’attenzione del poeta novus il quale, al contrario, è sensibile ai valori legati alla vita privata e costituiti dalla ricerca del bello, dall’amore tra uomo e donna, ma anche dall’amore per tutto ciò che è semplice, intimo, quotidiano. E la scelta catulliana di uno stile metrico ed espressivo accurato e, nel contempo, ricreante il sermo cotidianus, la lingua di tutti i giorni, intende esprimere l’acuta coscienza per cui la vera bellezza, talora insospettata, e il più delle volte non avvertita perchè ritenuta scontata, si trova nelle pieghe della vita e nei sentimenti che la rendono ricca e drammatica.

Approfondimenti

Il lettore interessato ad accostarsi all’opera poetica di Catullo può reperire ampie risorse in rete, tra cui il testo integrale dei componimenti del Liber (http://www.latinovivo.com/Testintegrali/catulloliber.htm).

Per indicazioni bibliografiche off-line si possono, invece, consultare gli approfondimenti (http://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Valerio_Catullo).

Note

  • 1) Accanto a Catullo, che fu il principale esponente del gruppo, si possono ricordare anche autori quali Gaio Elvio Cinna, Marco Furio Bibaculo, Publio Terenzio Varrone Atacino.

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