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Cecilia Paolina

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nome: Cecilia Paolina (Caecilia Paulina Pia) – 235/236 ca.
famiglia: moglie dell’imperatore Massimino il Trace

Un’unica fonte, lo storico Ammiano Marcellino, riferisce intorno alla figura di Cecilia Paolina, citando la sua dedizione nei confronti del marito, l’imperatore Gaio Giulio Vero Massimino, detto il Trace a motivo delle sue presunte origini.

L’augusta sposa accompagnò Massimino in anni particolarmente travagliati per la storia di Roma: il III° secolo d.C., infatti, fu il secolo per eccellenza che vide ascendere al trono imperiale uomini designati non dalle istituzioni tradizionali consolidate da secoli né, tantomeno, per adozione, ma in virtù dell’acclamazione da parte degli eserciti, disseminati su ogni fronte e divenuti sempre più gli arbitri delle sorti politiche dell’impero. Uno dei predecessori di Massimino, Settimio Severo, fu l’iniziatore, in quanto primo imperatore-soldato, di tale linea di successione, che portò con crescente frequenza a lotte e conflitti tra presunti aspiranti e potenziali usurpatori.

Massimino non fece eccezione: l’episodio più grave che egli dovette affrontare fu rappresentato dalla cosiddetta “rivolta dei Gordiani”, scoppiata nell’anno 238 nell’area tunisina, in seguito alla quale venne proclamata la diarchia imperiale di Gordiano I e Gordiano II. Se in seguito alla morte dei due Gordiano pareva che la situazione si fosse rivolta a favore di Massimino, che poteva contare sull’appoggio della quasi totalità delle truppe, l’elezione da parte senatoria di due nuovi co-imperatori nelle persone di Marco Clodio Pupieno Massimo e Decimo Celio Calvino Balbino cambiò le carte in tavola e Massimino si trovò a dover marciare su Roma per difendere la propria investitura, andando incontro, però, ad una pesantissima sconfitta. L’imperatore tracico e il figlio avuto da Cecilia Paolina, Gaio Giulio Vero Massimo, che dal 236 era “cesare” a fianco dell’augusto padre, perirono di spada per mano di uomini appartenenti alla celebre Legio II Parthica, voluta da Settimio Severo per fronteggiare la minaccia dei Parti, sul confine medio-orientale.

Divinizzata dallo stesso Massimino – fatto che confermerebbe la sua morte avvenuta prima di quella del marito -, Cecilia Paolina resta, sotto molteplici aspetti, una figura pressocché sconosciuta alle fonti, fatta eccezione per Ammiano. Non sembra inverosimile ipotizzare che la damnatio memoriae, a cui andò incontro la persona di Massimino, abbia contribuito non poco ad oscurare pure il ricordo della sua consorte.

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