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Ceramica greca: stile attico a figure nere

La ceramica attica a figure nere (610-520 a.C.)

I maggiori rappresentanti di questo stile sono i Pittori di Nesso, della Gorgone, Sophilos e Kleitias. L’esperienza corinzia rimane come retaggio tecnico-artistico anche se i pittori in questione sono ateniesi. Il legame con l’ambiente l’orientalizzante corinzio è presente soprattutto nel Pittore della Gorgone, il quale unisce decorazioni vegetali a fregi animalistici.

 Dèinos del Pittore della Gorgone, 580 a.C., Louvre, Parigi
 Dèinos del Pittore della Gorgone, 580 a.C., Louvre, Parigi

Particolare del dèinos del Pittore della Gorgone
Particolare del dèinos del Pittore della Gorgone

Una delle più famose opere di mano greca è il Vaso François, un cratere attico a volute, opera del vasaio Ergotimos e del pittore Kleitias. Rinvenuto a Chiusi, in Etruria, e databile attorno al 570 a.C. La sua importanza è legata al fatto che è il più antico cratere conosciuto ad oggi.

Vaso Francois opera del vasaio Ergotimos e del pittore Kleitias, Chiusi, 570-560 a.C
Vaso Francois opera del vasaio Ergotimos e del pittore Kleitias, Chiusi, 570-560 a.C

Tra 560 e 530 a.C. le opere di fattura ateniese si impongono su tutto il mercato mediterraneo con capolavori di Lido (ancora legato alla tradizione corinzia), del Pittore di Amasis (vicino allo stile ionico) e in Exekias, quest’ultimo ritenuto il pittore più completo per l’arcaismo attico.

Anfora del Pittore di Amasis con Dioniso e le menadi, Louvre, Parigi
Anfora del Pittore di Amasis con Dioniso e le menadi, Louvre, Parigi

Kylix di Exekias, 540 a.C., Staatliche Antikensammlung, Monaco di Baviera
Kylix di Exekias, 540 a.C., Staatliche Antikensammlung, Monaco di Baviera

Anfora di Exekias con Aiace ed Achille che giocano - Museo Gregoriano Etrusco Vaticano
Anfora di Exekias con Aiace ed Achille che giocano – Museo Gregoriano Etrusco Vaticano

Scene di miti o di vita quotidiana si adattano perfettamente allo spazio, anche su vasi con corpo sottile, sempre circondate da decorazioni a meandro o pampiniformi e floreali.

Lekythos a figure nere, Metropolitan Museum, New York
Lekythos a figure nere, Metropolitan Museum, New York

Un discorso a parte lo meritano le anfore panatenaiche, le anfore destinate come trofei per i vincitori delle competizioni atletiche che si tenevano ad Atene, in onore di Atena, ogni quattro anni a partire dal 556 a.C.

Queste anfore mantennero le figure nere anche quando caddero in disuso (a partire dal 520 a.C.).

Lekythos attica a figure nere del Pittore di Beldam, inizi V sec. a.C
Lekythos attica a figure nere del Pittore di Beldam, inizi V sec. a.C

Anfora panatenaica del Pittore Kleophrades, da Taranto
Anfora panatenaica del Pittore Kleophrades, da Taranto

Particolare di un'anfora panatenaica con la competizione della corsa
Particolare di un’anfora panatenaica con la competizione della corsa

Anfora panatenaica attica a figure nere di Kleofrade - atleta con halteres, i pesi usati per il lancio in lungo, e discobolo, dalla tomba dell'Atleta di Taranto, 500-490 a.C
Anfora panatenaica attica a figure nere di Kleofrade – atleta con halteres, i pesi usati per il lancio in lungo, e discobolo, dalla tomba dell’Atleta di Taranto, 500-490 a.C

Bibliografia

  • CHARBONNEAUX J., MARTIN R., VILLARD F. 1971, La Grecia arcaica, Parigi.
  • GIULIANO A. 1998, Storia dell’arte greca, Roma.

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