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Ceramica greca: stile geometrico

Lo stile geometrico (XI-VIII secolo a.C.)

L’uso della ceramica decorata con motivi geometrici rettilinei è l’evoluzione di una fase precedente in cui i vasai erano soliti abbellire i vasi con figure circolari, spesso concentriche e con fasce parallele alternate a vernice e a risparmio, in nero su fondo chiaro (stile proto-geometrico, XI-X secolo a.C.).


Oinochoe proto-geometrica con cerchi concentrici e fasce parallele

Il centro protagonista della fioritura di questi due stili correlati è Atene, da cui si diffuse il commercio di questa ceramica.

Lo stile geometrico vede un aumento della superficie verniciata di nero, su quasi tutto il vaso, e un passaggio da figure circolari a figure rettilinee, decorazioni a rombi, a triangoli, a meandri, concentrati maggiormente sui registri superiori del contenitore ceramico (a partire dal IX secolo a.C.).


Brocca attica geometrica, 740 a.C., Staatliche Antikensammlungen Monaco di Baviera

Tra IX e VIII secolo a.C. fanno la loro comparsa rappresentazioni stilizzate che hanno come protagonisti uomini ed animali. Le scene propongono momenti di vita quotidiana (funerali, cortei) e dalla metà dell’VIII secolo a.C. anche battaglie sia terrestri sia navali, scene di caccia, corse coi carri e persino scene prese dell’epica.


Anfora attica geometrica del pittore del Dipylon


Cratere tardogeometrico da Argo 730 a.C., Antikensammlung Altes di Berlino

Sotto l’influenza della “scuola attica” si specializzano altre correnti artistiche come quelle di Argo, di Corinto, delle Cicladi, dell’Eubea, della Ionia (legata a motivi di tradizione orientale), di Creta (che unisce elementi di ascendenza minoico-micenea). Non mancano atelier nemmeno a Cipro e nelle neonate colonie della Magna Grecia, con annessi riverberi in Puglia ed in Etruria.


Cinerario biconico etrusco-geometrico, da Pitigliano,  740-660 a.C.

La fine dell’VIII secolo è il momento in cui i pittori vascolari adoperano la linea di contorno per realizzare le figure.

Bibliografia

  • GIULIANO A. 1998, Storia dell’arte greca, Roma

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